venerdì , 30 Luglio 2021
disuguaglianze delle emissioni di CO2
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Disuguaglianze delle emissioni di CO2: l’1% dei ricchi inquina il doppio delle classi meno abbienti 

Nel 2020 troppe sono state le disuguaglianze delle emissioni di CO2. 63 milioni di super ricchi hanno prodotto il 15% di CO2, mentre 3,1 miliardi di persone solo il 7%. L’1% appartenente all’élite globale, infatti, ha emesso circa 74 tonnellate di biossido di carbonio. Mentre coloro che fanno parte della metà più povera della popolazione solo 0,69 tonnellate. Un dato agghiacciante, in quanto ci fa comprendere che le classi sociali meno abbienti sono costrette a subire lo stile di vita insostenibile di pochi milioni di abitanti. Questo è quanto è emerso dal rapporto “Disuguaglianza da CO2”, pubblicato in collaborazione con lo “Stockholm Environment Institute”, lo scorso anno.

Il rapporto sulle disuguaglianze delle emissioni di CO2 

Dal rapporto “Disuguaglianza da CO2” – pubblicato in collaborazione con lo “Stockholm Environment Institute – è emerso che le quantità di emissioni CO2 per fasce di reddito sono aumentate, dal 1990 al 2015, del 60%.

Appena il 5% della popolazione più ricca ha determinato oltre 1 / 3 di questo terribile incremento. Inoltre, l’1% tra i più forti a livello economico ha aumentato la propria quota di emissioni tre volte di più rispetto al 50% più povero della popolazione mondiale.

Non solo. Le disuguaglianze delle emissioni di CO2 sono aumentate durante la pandemia. In che modo?

Aumentate le disuguaglianze delle emissioni di CO2 durante il Covid – 19

Durante i vari periodi di allentamento delle restrizioni causate dalla pandemia, le emissioni di CO2 sono peggiorate. Pertanto sarebbe essenziale ridurre del 30% le disuguaglianze delle emissioni da CO2 globali entro il 2030. In questo modo si eviterebbe l’innalzamento della temperatura di oltre 1,5 gradi centigradi.

Attualmente, infatti, le disparità sarebbero così profonde che, anche nel caso in cui il resto del mondo adottasse un modello a emissioni zero entro il 2050, il 10% più facoltoso potrebbe esaurire le sue riserve entro il 2033.

Non solo responsabilità personali. Per compiere azioni concrete sarebbe necessario adottare una linea politica precisa e radicale. 

L’intervento politico: la “Next Generation UE”

Infatti, in Europa e in Italia il primo banco di prova è stato il  “Next Generation EU”, uno strumento temporaneo per la ripresa ambientale, dotato di una capacità finanziaria di 750 miliardi di euro. Non si tratta soltanto di un piano per la ripresa economica, ma di un’occasione per uscire nel miglior modo possibile dalla pandemia.

A sottolineare l’importanza dell’intervento politico anche Enrico Giovannini, portavoce di Asvis, che ha detto:

“La crisi ci offre l’irripetibile opportunità di scegliere un nuovo modello di sviluppo sostenibile per abbandonare quello che sta portando ad un punto di rottura gli attuali sistemi socio economici di fronte alla crisi climatica e la distruzione degli ecosistemi”. 

Di recente, non è mancata all’appello anche la giovane attivista Greta Thumberg. Che ha dichiarato sui suoi canali social il suo punto di vista sulle emissioni da CO2: “La nostra relazione con la Natura si è rotta, se non cambiamo, siamo spacciati”.

Nonostante la ragazza vada al nocciolo della questione, ha ribadito che non è troppo tardi per cambiare le abitudini dei più ricchi. Anche l’Oxfam – confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale – ha sottolineato la disuguaglianza emissioni di CO2 tra le varie classi sociali nel mondo. 

L’appello e il commento dell’Oxfam 

A tal proposito, e al fine di smuovere sempre più coscienze, i vertici dell’Oxam hanno dichiarato:  

“È essenziale ridurre del 30% le emissioni globali per non esaurire, entro il 2030, la quota di emissioni massima che possiamo permetterci di produrre senza far aumentare la temperatura globale oltre 1,5 gradi centigradi. Questo implica una modifica profonda delle abitudini della fascia più ricca del Pianeta. Oggi la disuguaglianza da CO2 è talmente profonda che, anche se il resto del mondo adottasse un modello a emissioni zero entro il 2050, il 10% più ricco potrebbe esaurire le sue riserve entro il 2033”.

Perché pagare tutti le scelte di chi mette al primo posto solo ed esclusivamente i propri interessi? Basta disuguaglianze delle emissioni di CO2.

 

Fonte: Il Manifesto

Margherita Parascandalo

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