mercoledì , 4 Agosto 2021
biodiversità cresce
Foto di Sergio Cerrato - Italia da Pixabay

La biodiversità cresce dove la mano dell’uomo non arriva

La biodiversità cresce dove la mano dell’uomo non arriva. Ebbene sì, la natura, senza l’interferenza umana, si riprende i suoi spazi. Uno studio – coordinato dalla professoressa Sandra Citterio e dal ricercatore Rodolfo Gentili di Milano-Bicocca e da Gabriele Galasso del Museo di Storia Naturale di Milano – lo dimostra. Non è la prima volta che accade, a dimostrazione che è davvero l’uomo a distruggere ciò che la natura crea.

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato la distribuzione della biodiversità vegetale urbana nei principali paesaggi della città di Milano. E cioè le aree edificate, le principali arterie stradali coi loro viali alberati, le aree verdi e le aree ferroviarie.

L’indagine sulla biodiversità vegetale che cresce negli ecosistemi urbani offre la possibilità di osservare nuove interazioni tra biodiversità, pianificazione urbana e salute pubblica. Tutto nel contesto di un mondo che cambia di continuo, con superfici urbane e popolazioni in aumento.

Ciò che si evince dalla ricerca è che gli ambienti più trascurati e ignorati dagli interventi umani e dalla pianificazione urbanistica spesso ospitano il maggior numero di specie. Ed alcune di queste sono vere e proprie rarità.

Le aree ferroviarie

In particolare, lo studio sottolinea l’importanza delle aree ferroviarie nel loro complesso – binari morti, adiacenze, vasche di lavaggio dei treni con formazione di pozze temporanee, massicciate, spazi tra i binari, zone a prateria e ad arbusti ecc. – come rifugio urbano per numerose specie. Alcune ormai del tutto scomparse dagli altri ambienti cittadini.

Lo studio suggerisce, quindi, di includere le aree ferroviarie nella pianificazione delle reti verdi cittadine. In questo modo è possibile migliorarne la connettività e sostenere la natura dei paesaggi urbani. La loro sostituzione con altre tipologie di verde “pianificato” e “costruito” provocherebbe un danno alla flora con perdita della biodiversità.

Gli altri ambienti considerati

Tra gli altri ambienti cittadini generalmente poco considerati, troviamo le mura antiche, come quelle del Castello Sforzesco, che ospitano specie sorprendenti come lo ieracio milanese (Hieracium australe subsp. australe).

Insomma, la biodiversità cresce quando non è presente l’uomo. Può quindi vivere benissimo – anzi, vive molto meglio – senza di lui. Ma l’uomo senza biodiversità non può sopravvivere. Cosa aspettiamo a rendercene conto?

 

Fonte: MilanoBiz

 

 

Anna Gaia Cavallo

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