lunedì , 26 Luglio 2021
Riciclare il legno

Il riciclo del legno aiuta l’ambiente e l’economia

Il riciclo del legno aiuta non solo l’ambiente, ma anche l’economia. Il legno è naturale, sostenibile per eccellenza, riciclabile all’infinito. E svolge un ruolo fondamentale nella lotta al cambiamento climatico, grazie alla sua capacità di assorbire anidride carbonica. Due ricerche condotte dal Politecnico di Milano tra il 2019 e il 2020 hanno stimato che la filiera del riciclo del legno, aggiunta a quella della rigenerazione, generano un impatto economico di 2 miliardi di euro, 10.587 posti di lavoro diretti. Ed un risparmio nel consumo di CO2 pari a quasi 2 milioni di tonnellate.

L’Italia è tra le prime nazioni in Europa per riciclo di legno. Secondo Rilegno – il consorzio ambientale per il recupero e il riciclo degli imballaggi realizzati con questo materiale – il 97% del legno a fine vita diventa nuova materia prima per l’industria del legno – arredo, permettendo di evitare l’emissione in atmosfera di 1,9 milioni di tonnellate di CO2. E non solo. Considerando che il costo e l’approvvigionamento delle materie prime stanno creando notevoli problemi alle aziende, il riciclo ha una grande importanza anche economica.

I numeri del riciclo in Italia

Nel 2020 Rilegno – che gestisce una filiera basata su 1.979 consorziati, 421 piattaforme di raccolta private, 15 impianti di riciclo, 4.549 Comuni convenzionati, per una popolazione servita che supera i 42 milioni di abitanti – ha raccolto e avviato a riciclo 1,8 milioni di tonnellate di legno.

La gran parte del materiale riciclato è costituito da pallet, imballaggi industriali, imballaggi ortofrutticoli e per alimenti. Ma una quota importante – cioè più di 600mila tonnellate – proviene dalla raccolta urbana realizzata attraverso le convenzioni attive con 4.500 Comuni italiani, in cui confluiscono materiali provenienti dal consumo domestico, come vecchi mobili, cassette per la frutta o per vini e liquori, fino ai tappi in sughero.

Ma come avviene il riciclo del legno? La raccolta degli imballaggi e una prima lavorazione per ridurne il volume tramite pressatura, frantumazione, triturazione o cippatura, avviene nelle piattaforme convenzionate con il Consorzio capillarmente diffuse su tutto il territorio nazionale e al servizio del tessuto produttivo e distributivo nazionale e delle raccolte differenziate comunali. Dopodiché, il legno viene indirizzato ai centri di riciclo, localizzati soprattutto nel Nord Italia. In questi impianti avviene il processo di riciclo che consente al legno di intraprendere un nuovo ciclo di vita, generando nuova materia e quindi nuovi prodotti.

La nuova vita del legno

Il 97% del materiale legnoso riciclato viene utilizzato per la creazione di pannelli truciolari, elementi di base fondamentali per l’industria dell’arredamento. Quelli cioè impiegati nella fabbricazione di mobili, complementi d’arredo e rivestimenti per interni ed esterni di abitazioni e uffici. Oggi i produttori di pannello truciolare utilizzano totalmente il legno che proviene dalla filiera del recupero post – consumo.

La restante parte si trasforma in pannelli OSB, pallet block, blocchi di legno cemento destinati all’edilizia, pasta di legno per le cartiere e compost.

Rigenerazione e benefici economici

Una fase importante è quella della rigenerazione e riutilizzo. Quella, cioè, durante la quale l’imballaggio viene verificato e riparato con l’obiettivo di immetterlo nuovamente sul mercato per essere riutilizzato.

La filiera della rigenerazione dei pallet in legno ha raggiunto numeri importanti. Sono 827mila le tonnellate – cioè più di 60 milioni – i pallet usati, rigenerati e reimmessi al consumo.

Il sistema del recupero e del riciclo del legno in Italia rappresenta un concreto esempio di economia circolare. Che, in poco più di 20 anni, ha prodotto risultati importanti sia in termini ambientali, sia per la capacità di creare sviluppo e occupazione. E che si pone all’avanguardia in Europa con una percentuale del 64,68% nel riciclo degli imballaggi di legno, ben oltre il target fissato dall’Unione Europea al 30% per il 2030.

Anna Gaia Cavallo

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