venerdì , 30 Luglio 2021
I coralli e gli uccelli marini hanno difficoltà a sopravvivere
Foto di Pexels da Pixabay

I coralli e gli uccelli marini hanno difficoltà a sopravvivere in un habitat sempre più caldo: che cosa possiamo fare?

Il riscaldamento globale sta facendo aumentare la temperatura anche degli oceani. I coralli e gli uccelli marini hanno difficoltà a sopravvivere in un habitat sempre più caldo. 

Ad esempio, a causa delle temperature sempre più elevate, proprio i coralli potrebbero perdere le alghe che vivono al loro interno, sbiancarsi più facilmente, indebolirsi e morire. Non solo. Molti pesci stanno emigrando verso climi più favorevoli, a causa di una pesca scellerata e commerciale. Costringendo di conseguenza gli uccelli marini ad andare oltre le coste di appartenenza, luoghi dove nidificano da tempi immemorabili.

In che modo possiamo porre fine a questo calvario? Categoricamente è necessario ridurre drasticamente le emissioni di gas serra. Al di là degli accordi internazionali e degli interventi politici, che spesso richiedono tempi d’attuazione davvero lunghi, noi siamo in grado di fare qualcosa di concreto? Possiamo evitare che i preziosi uccelli marini e i coralli si estinguano del tutto? Sembra di sì.

Le aree a maggiore rischio di perdita di coralli

I coralli e gli uccelli marini hanno difficoltà a sopravvivere in un mondo sempre più caldo. Per questo motivo la scienziata Mary Donovan dell’Università statale dell’Arizona – insieme a un gruppo di colleghi negli Stati Uniti – ha cercato di vederci più chiaro. L’indagine, inoltre, è stata possibile grazie al team di lavoro di “Reef Check”, organizzazione internazionale che insegna a monitorare le barriere coralline. E che tenta di prevedere le aree a maggiore rischio di perdita di coralli.

Nello specifico, il gruppo di studio ha analizzato lo status di ben 223 barriere coralline in varie parti del mondo. I volontari dell’organizzazione hanno altresì appurato che le ondate di calore sono presenti soprattutto in quei mari ricchi di alghe.

In quei posti analizzati nel dettaglio, infatti, è presente una perdita di coralli di ben 10 volte superiore alla media.

Per quale motivo?

Le alghe marine hanno degli elementi chimici, che causano lo sbiancamento dei coralli. Queste rilasciano composti organici nell’acque degli oceani, che riduce anche la quantità di ossigeno. Un dato agghiacciante e che metterebbe a dura prova la sopravvivenza degli animali. 

I coralli e gli uccelli marini hanno difficoltà a sopravvivere in un mondo sempre più caldo anche per altri motivi. Ad esempio, per quanto concerne sempre i coralli, la presenza nei mari di numerosi ricci in una porzione marina ridotta, li metterebbe a dura prova. Infatti, i ricci, rimuovono lo scheletro esterno di protezione dei coralli e si nutrono dell’alga che vive al suo interno. 

Secondo la scienziata Donovan, per limitare in generale i danni causati dal riscaldamento globale, è fondamentale che vengano adottate misure attuative soprattutto a livello locale. Ad esempio, la pesca di specie, selvaggia e commerciale, spesso porta a conseguenze devastanti.

A confermarlo è anche Nancy Knowlton – biologa emerita specializzata in barriere coralline presso il “National Museum of Natural History” – che ha dichiarato su “Science”:

Non credo che nessun progetto di conservazione possa avere successo se la popolazione locale non si senta coinvolta e non percepisce che l’intervento va incontro ai suoi interessi”.

A pagare gli effetti derivanti da un “mercato” ittico scellerato sono anche gli uccelli marini. 

La pesca commerciale intensiva: un problema anche per gli uccelli marini

Secondo la rivista “Science”, il destino degli uccelli marini dell’emisfero nord e sud del pianeta, è devastato anche dalla pesca commerciale intensiva.  

Per l’appunto, un team internazionale di scienziati ha monitorato 66 specie di uccelli marini (nidi di pulcini) tra il 1966 e il 2018, trovando sorprendenti differenze tra gli animali che hanno vissuto nei due emisferi. Il numero medio di pulcini, la cui dieta comprende almeno in parte il pesce, si è ridotto in maniera considerevole nell’emisfero nord. Tale fenomeno potrebbe portare a una riduzione della popolazione degli uccelli.

Questo significa che dobbiamo lasciar mangiare agli uccelli marini il loro cibo, ossia il pesce. Di conseguenza sarebbe importante limitare la pesca commerciale nello spazio e nel tempo, affinché questi animali non scompaiano anche per colpa dei nostri interessi. 

Visto che i coralli e gli uccelli marini hanno difficoltà a sopravvivere in un mondo sempre più caldo, in posti lontani dall’Italia sono state prese delle precauzioni.

Esilarante è stato l’esempio messo in atto in alcune aree nel Mare del Nord. Qui è stata vietata la pesca commerciale per aiutare le risse – un uccello che appartiene alla famiglia dei Laridae – nella fase di crescita dei piccoli. 

Nell’emisfero sud, invece, il pinguino africano, grazie a un divieto locale per la pesca con reti, può finalmente mangiare e sfamare i propri cuccioli, nutrendosi dei suoi pesci preferiti, sardine e acciughe.  

Oltre alle restrizioni, al fine di contribuire alla sopravvivenza degli uccelli marini, sarebbe importante anche creare delle aree protette. In cui le specie che vi abitano possano trovare ripari sicuri e di conseguenza non propendere per l’emigrazione. 

I coralli e gli uccelli marini hanno difficoltà a sopravvivere e il nostro intervento è doveroso. 

 

Fonte: National Geographic

Margherita Parascandalo

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