martedì , 21 Settembre 2021
vivere o trascorrere le vacanze in un camper
Foto di Jill Wellington da Pixabay

Vivere o trascorrere le vacanze in un camper: una soluzione sostenibile all’insegna dei nostri sogni 

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo pensato: “mollo tutto e cambio vita”. Quante volte abbiamo accarezzato l’idea di trasferirci per andare a vivere lontano, all’insegna della semplicità, della libertà ed anche della sostenibilità? Una soluzione c’è. Andare a vivere (o trascorrere le vacanze) in un camper.

A prescindere da tutto, questa soluzione rappresenta per alcuni un vero e proprio sogno che si realizza. Al di là delle utopie, è giusto porsi delle domande specifiche se si decide di trascorrere gran parte del proprio tempo in un camper. 

Per prima cosa: quanto costa vivere in un camper? E, soprattutto, in che modo posso lavorare se vivo su un automezzo a quattroruote? E ancora: esistono dei margini di successo anche per chi non è disposto a lasciare la propria professione, promuovendone una a distanza?

Stando a un’indagine condotta da “Indie Campers” (piattaforma di noleggio), c’è stato un incremento del 66% delle richieste di clienti interessati a lavorare da un camper. Non a caso “Indie Campers” ha da poco reso disponibile un servizio di noleggio a lungo termine (da un minimo di un mese a un massimo di un anno), pensato proprio per i lavoratori – viaggiatori. L’unico neo è che il prezzo non è sempre molto conveniente.

È possibile vivere in un camper da un punto di vista legale? 

Non esistono attualmente leggi che impongono un singolo cittadino a restare in casa o a non viaggiare (a parte le restrizioni legate al Covid – 19). Lo stesso dicasi se l’intenzione è vivere in un camper. Dunque, dal punto di vista legale, è possibile trasferirsi in un camper.

A differenza delle case mobili che richiedono una concessione edilizia in quanto creano volumetria, per vivere in un camper non è necessario nessun permesso da parte del Comune o di altre amministrazioni specifiche.

Subentra però un problema pragmatico: chi vive in un camper dove stabilisce la propria residenza?

Il cittadino in questione potrà richiedere l’iscrizione all’anagrafe come persona senza fissa dimora, ma con un domicilio “virtuale”. Questo può essere fissato presso la dimora di amici o parenti, o in una via pubblica del Comune, esistente o meno, la quale, però, avrà una rilevanza giuridica. Ogni Comune, infatti, ha a disposizione un elenco di indirizzi fittizi, che possono essere scelti dalle persone senza fissa dimora per stabilirci la propria residenza.

Come si può già facilmente evincere, vivere o trascorre le vacanze in un camper ha molti vantaggi. 

“Zero waste camping”: la vacanza sostenibile 

Le ragioni che conducono molte persone a trascorrere una vacanza in camper sono tra le più svariate. Molto dipende anche dal mezzo automobilistico con cui si decide di intraprendere il percorso. Ciò che è comune a tutti è sicuramente la libertà assoluta, che una vacanza in camper garantisce pienamente. Nessun orario a cui sottostare, la possibilità di spostarsi da un posto all’altro in qualsiasi momento della giornata, cambiare destinazioni in corso d’opera. Questi solo alcuni vantaggi da tenere in considerazione. 

Da un punto di vista strettamente ambientale viaggiare sulle quattro ruote produce emissioni molto minori di CO2 rispetto agli aerei. Inoltre, se più persone viaggiano nello stesso veicolo, le emissioni pro capite sono ancora più ridotte. 

Sebbene spesso – e speriamo ancora per poco – si usi la benzina o il gas per garantire lo spostamento, viaggiare in questo modo significa essere più sostenibili. L’uso dell’energia elettrica è ridotta, come anche il consumo dell’acqua. Anche l’utilizzo di plastica e dei rifiuti è tendenzialmente minore, in quanto lo spazio a disposizione è limitato.  

Inoltre, da un punto di vista paesaggistico, molti campeggi sono situati in prossimità di spiagge o laghi. Ciò implica un maggiore contatto con la natura, colazioni in riva al mare e momenti di svago, in generale, più genuini. A testimoniarlo è l’esistenza di molti campeggi in giro per il mondo, chiamati “wild camping”, delle vere e proprie strutture isolate dalle città e dal traffico.

Per i tanti motivi elencati, siamo certi, che vivere o trascorrere le vacanze in un camper sia sempre un’esperienza positiva, da provare almeno una volta nella vita.

Non solo. Nonostante le restrizioni legate alla pandemia da Sars – CoV – 2, il settore caravan e camper continua a guadagnare terreno. Perché?

Il camper: un settore automobilistico in aumento 

I numeri di questo comparto automobilistico sono assolutamente in crescita. Basti pensare che lo scorso anno vi è stato un aumento delle immatricolazioni in Europa per i camper e i caravan. È facilmente deducibile dai dati che in molti vogliano vivere o trascorrere le vacanze in un camper.

Infatti, in totale lo scorso anno sono stati immatricolati ben 250.000 veicoli, tra camper e caravan. La Germania – stando ai dati dell’Apc – si è confermata il primo mercato nel Vecchio Continente. Sono, inoltre, proprio le aziende italiane ad esportare oltre l’80% della propria produzione (più del 50% è destinato al mercato tedesco).

Paradossalmente, la pandemia è stata positiva per il settore. Perché il camper, ad esempio, è uno dei mezzi più sicuri per spostarsi: si hanno il proprio bagno e la propria cucina e soprattutto si viaggia solo con i propri cari o con pochi intimi.

In tema Covid – 19, zero stress per via di prenotazioni o cambio date all’ultimo secondo. E visto il periodo non è cosa da poco. Inoltre, come già abbiamo accennato prima, si può lavorare in smart working da una foresta, da una spiaggia o da uno splendido borgo.

Vivere o trascorrere le vacanze in un camper, che ci piaccia o meno, è il futuro.

Margherita Parascandalo

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