venerdì , 30 Luglio 2021
agricoltura femminile
Foto di Free-Photos da Pixabay

Goal 5: qual è la situazione dell’agricoltura femminile?

L’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 dell’Onu riguarda l’uguaglianza di genere. Tra i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite, questo mira, tra le altre cose, a ottenere la parità d’opportunità tra donne e uomini nello sviluppo economico. A tal proposito: qual è la situazione attuale dell’agricoltura femminile e del suo universo più complesso?

La FAO – Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura – è completamente consapevole del fatto che la sicurezza alimentare e lo sviluppo agricolo (soprattutto nelle aree rurali) non possano essere raggiunti senza la paritaria partecipazione maschile e femminile. Tutti sono indispensabili per l’agricoltura.

I dati sull’agricoltura femminile 

Nonostante gli importanti contributi da parte delle donne per favorire lo sviluppo agricolo, in molti Paesi le disparità, soprattutto nelle realtà contadine e rurali, sono ancora evidenti. 

Infatti, stando ai dati raccolti dalla FAO, le donne costituiscono il 45% della forza lavoro agricola nel mondo: si va dal 20% in America Latina fino al 60% in alcune parti dell’Africa e dell’Asia. Se le contadine avessero lo stesso accesso alle risorse degli uomini, calerebbe il numero di persone in carenza di cibo. Di quanto? Fino a 150 milioni, grazie all’aumento della produttività. 

In Europa, invece, secondo i dati Eurostat, l’agricoltura femminile copre il 21% della forza lavoro impegnata nel settore. Nella maggior parte dei casi, l’occupazione è concentrata principalmente in Romania, Polonia e Spagna. 

In Italia, i dati Istat sulla forza lavoro contano il 27% delle donne occupate in agricoltura. La presenza femminile nel settore pesa per il 3% sul totale di tutte le donne impegnate lavorativamente, contro il 14% delle stesse nell’industria e l’83% nei servizi. Questi i dati aggiornati al 2016. 

L’invisibile ruolo delle donne nell’agricoltura rurale: l’intervento della FAO

Nonostante il notevole progresso degli ultimi anni per quanto riguarda l’agricoltura femminile, il loro reale contributo nei contesti rurali è in un certo modo ancora invisibile. Ancora oggi l’attività produttiva femminile è spesso collegata unicamente ai vari ruoli domestici. Questo significa che tante donne, ancora oggi, vengono considerate non adatte a partecipare all’economia di mercato. 

Infatti, secondo la FAO, nei Paesi meno sviluppati, più del 70 % della percentuale femminile economicamente attiva appartiene all’agricoltura. Per aumentare l’efficacia delle strategie del settore, l’Organizzazione propone di riconoscere i diversi ruoli, le necessità e le priorità di uomini e donne. Tale riconoscimento è necessario per comprendere le diseguaglianze al fine di superarle. 

In linea con l’obiettivo delle Nazioni Unite di raggiungere la parità di genere (Goal 5), la FAO si è adoperata per aumentare il reclutamento di funzionari donne. 

Nel 1994, la percentuale femminile con gradi di funzionario nella Sede della FAO era del 22,9%, al 39,4% fino al 2008.

Qual è la situazione, invece, da un punto di vista imprenditoriale per l’agricoltura femminile?

I dati sulle imprenditrici agricole

Stando ai dati raccolti dall’Associazione Nazionale “Le donne dell’ortofrutta”, le imprenditrici agricole sono circa 500mila. Il dato è sottostimato, dal momento in cui il questionario di rilevazione del Censimento in Agricoltura prevedeva la possibilità di indicare un solo conduttore per azienda agricola. È evidente che ciò non consente di cogliere quelle situazioni in cui la gestione dell’azienda è condivisa.

Fatto sta che il 49% delle imprenditrici non sono coniugate. Quasi la metà (il 49%) ha superato i 60 anni. Solo il 9% ha un’età al di sotto dei 40 anni. Rispetto all’universo dei giovani agricoltori, le donne rappresentano il 32%. 

Il loro livello di istruzione è orientativamente eterogeneo: il 6% ha conseguito la laurea e il 18% un diploma. Circa il 9% è ancora analfabeta, dato davvero preoccupante. 

Mentre in agricoltura le imprenditrici conducono il 31% del totale delle aziende censite, le donne del settore rappresentano circa il 39% nel comparto commerciale e il 33,4 % dell’ambito “Altri servizi”.

Per promuovere i mille universi dell’agricoltura femminile, inoltre, sono state promosse negli anni, molte iniziative anche da parte di Coldiretti. 

“Donne Impresa” di Coldiretti dal 1976

Le imprenditrici agricole sono parte della nostra storia nazionale, a partire dal 1953. Dal 1976 nacque, infatti, un movimento di categoria autogestito, “Coldiretti Donne Impresa”. Grazie all’iniziativa, tutta l’agricoltura femminile ha tratto benefici nel fare impresa, realizzare progetti e allargato gli orizzonti dell’agricoltura femminile. Tra gli esempi più ricorrenti: le fattorie sociali, gli agriasilo e le fattorie didattiche.

Come disse Rubén Darìo, poeta, giornalista e diplomatico nicaraguense: Senza donna, la vita è pura prosa”.

 

Fonti: Associazione Nazionale “Le donne dell’ortofrutta”; Istat; FAO; Eurostat; Coldiretti

Margherita Parascandalo

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