martedì , 21 Settembre 2021
teli biodegradabili
Foto di Michi-Nordlicht da Pixabay

FederBio: i teli biodegradabili buon alleato del biologico

Federbio, attraverso un comunicato del 7 luglio 2021, ha promosso un dibattito sui teli biodegradabili. Considerati, appunto, un alleato importante per l’aumento della conversione biologica nell’agricoltura.

Il tutto è nato a seguito di una giornata che ha generato grande interesse da parte di opera nel mondo del biologico. Parliamo dell’evento “La gestione delle infestanti in agricoltura biologica”, che si è tenuto lo scorso 21 maggio, grazie all’azienda agricola “Podere Stuard” di Parma. Il cui motto è “Coltiviamo il futuro conservando il passato”.

Durante il dibattuto sono state presentate varie tecniche possibili, sia per il pomodoro da industria che per le colture orticole. Tra le soluzioni proposte, sono risultati molto interessanti i teli biodegradabili della “Novamont” (l’azienda chimica italiana attiva nel settore delle bioplastiche). I teli biologici consigliati dall’azienda sono stati realizzati in bioplastica Mater – Bi, derivata per il 60% da materia prima rinnovabile. 

Il processo di smaltimento dei teli biodegradabili 

Il telo in Mater – Bi, grazie alla biodegradabilità nel suolo, non deve essere recuperato e smaltito al termine del ciclo colturale. Questo può essere utilizzato in diverse condizioni ambientali e per differenti colture. Inoltre, può essere lasciato nel terreno dove viene biodegradato a opera dei microrganismi, favorendo, pertanto, la riduzione della produzione di rifiuto plastico. In questo modo i teli biodegradabili preserverebbero anche il suolo dall’inquinamento da plastica. 

L’utilizzo dei teli pacciamanti, con biodegradabilità e rinnovabilità certificate, costituisce una delle principali innovazioni tecniche. Sono, quindi, utili per ampie superfici agricole e devono essere conformi allo standard europeo EN 17033. Inoltre, a partire dall’anno in corso, è necessario che siano costituiti da materie prime rinnovabili in misura pari o superiore al 60%. Ovviamente i teli non devono contenere organismi geneticamente modificati.

Durante la giornata di maggio, inoltre, è stata effettuata anche una prova di stesura del telo in Mater – Bi con la nuova paccia – seminatrice “Modula Jet di Forigo”. Con cui è stato possibile dimostrare l’esistenza di una tecnica di semina del pomodoro da industria valida e innovativa. 

Il campo di ricerca rientra nell’ambito dell’accordo sottoscritto nel 2019 tra FederBio e Assobioplastiche (associazione italiana delle bioplastiche e dei materiali biodegradabili e compostabili). E serve per implementare l’uso dei teli biodegradabili per la pacciamatura in agricoltura biologica.

La pacciamatura è un’operazione che si usa sia in agricoltura che nel giardinaggio. Si effettua ricoprendo il terreno con uno strato di materiale, per impedire la crescita delle malerbe, per mantenere l’umidità nel suolo, per proteggere il terreno dall’erosione ed evitare l’azione della pioggia battente, la formazione della cosiddetta crosta superficiale. È importante per diminuire il compattamento, per mantenere la struttura e mitigare la temperatura del suolo.

I commenti di Paolo Carnemolla e Roberto Reggiani

A tal proposito, Paolo Carnemolla, segretario generale di FederBio, ha affermato: 

“L’impiego dei teli si sta rivelando fondamentale per supportare gli agricoltori biologici nelle fasi più delicate anche nelle coltivazioni in pieno campo, in particolare per semine precoci e per il controllo della flora spontanea. E ciò con evidenti vantaggi anche per le relazioni fra sistema suolo e pianta e per il risparmio idrico, con maggiore produzione, minori impatti e costi”.

Anche Roberto Reggiani, direttore di “Stuard”, ha commentato:

“La pacciamatura con questi bioteli funziona bene. Diverse prove scientifiche dimostrano infatti che nel suolo bastano pochi mesi dalla fine del periodo di impiego per non trovare traccia dei bioteli sia a livello macroscopico sia microscopico”.

FederBio insomma considera i teli biodegradabili come un alleato per favorire i progressi dell’agricoltura biologica

 

Fonte: FederBio

Margherita Parascandalo

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