giovedì , 23 Settembre 2021
I Big Data per far crescere il turismo naturalistico

I big data per il turismo naturalistico: l’esempio della Sardegna

Il digitale può aiutare lo sviluppo sostenibile. Ne è un esempio l’Asinara, in Sardegna, in cui un gruppo di ricerca ha utilizzato i big data per il turismo naturalistico. È stato un intervento complesso e innovativo, necessario al rilancio del turismo sull’isola. Infatti, capire come i turisti sono i connettori di una o più destinazione e misurare come e perché si muovono è fondamentale per uno sviluppo economico sostenibile e per tutelare le risorse naturali.

L’inizio del progetto

L’incontro online “Digitale e turismo naturalistico: il ruolo dei big data e il caso Asinara”, tenutosi il 16 marzo, ha presentato il progetto di utilizzare i big data per il turismo naturalistico. L’evento è stato organizzato dalla società di tecnologie digitali Eager di Sassari, con la collaborazione dello Studio Giaccardi & Associati di Ravenna.

Secondo le stime esposte durante questo incontro, solo considerando i turisti provenienti dall’estero, l’Asinara potrebbe arrivare a una capacità di spesa che supera un milione di euro nel 2021. Tutto ciò considerando le chiusure e le limitazioni imposte a causa dalla pandemia.

Questa risorsa non può essere persa. Per questo è necessario capire, in primis, quale siano gli interessi dei singoli turisti e, in un secondo momento, permettere loro di svolgere le migliori esperienze, a seconda dei loro interessi.

I big data

Perché utilizzare i big data per il turismo naturalistico? I big data sono, appunto, una raccolta di dati informativi, molto estesi in termini di volume, velocità e varietà. Inoltre, richiedono tecnologie e metodi analitici specifici per l’estrazione di valore o conoscenza.

Applicati al turismo, i Big Data offrono importanti insight sui comportamenti collettivi, sulla centralità delle destinazioni, sul rapporto tra luoghi ed eventi. 

Dunque, utilizzando i big data per il turismo naturalistico si potrebbe creare una rete e valorizzare l’immenso patrimonio naturalistico sardo.

I punti di forza

La Sardegna, con i suoi 119 siti naturalistici, ha un grande potenziale per il turismo naturalistico. Tra i 119 siti naturalistici vi sono 2 parchi nazionali (Asinara e Arcipelago de La Maddalena), 6 aree marine protette, 4 parchi regionali, 2 aree di rilevante interesse ambientale, 8 zone Ramsar (zone umide di rilevanza internazionale), 92 Siti di Interesse Comunitario, 3 oasi del Wwf e il Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna.

Negli ultimi tempi la domanda per un turismo green è cresciuta e i parchi e i siti naturalistici sono sempre più richiesti. Dunque, la Sardegna potrebbe sfruttare il flusso, sempre più in crescita, di turisti appassionati di natura.

I risultati

Ciò che è emerso dall’analisi dei big data è che i visitatori dell’Asinara tendono a fare rete intorno ai punti naturalistici del nord della Sardegna. I punti di maggiore interesse naturalistico, nello specifico, sono La Pelosa, La Maddalena e il parco naturale regionale di Porto Conte.

Ovviamente, risentono degli effetti positivi del turismo naturalistico anche il turismo balneare tradizionale e il turismo enogastronomico. Tra i centri storici collegati ai turisti dell’Asinara vi sono Sassari, Alghero, Castelsardo, Porto Torres e della Nurra.

Inoltre, dalla ricerca emerge che i turisti giungono all’Asinara anche dal Nord Est dell’isola. Dunque, i turisti naturalisti sono disposti a muoversi maggiormente pur di vedere luoghi attraenti.

Alla luce di questa ricerca è evidente che non solo si possono utilizzare i big data per far crescere il turismo naturalistico, ma anche per integrare il tradizionale turismo balneare a quello naturalistico. Inoltre, questo progetto ha anche l’obiettivo di istaurare una collaborazione tra pubblico e privato, per la tutela e la valorizzazione del grandissimo patrimonio naturalistico sardo.

 

Marianna Fierro

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