lunedì , 29 Novembre 2021
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I green bond impazzano: ma cosa sono e perchè sono utili?

Nei primi sei mesi del 2021 la vendita di green bond ha sfiorato i 300 miliardi di dollari. Questo emerge dall’analisi di Bloomberg, secondo cui nella prima metà di quest’anno sono stati emessi green bond in 49 Paesi e 29 valute. La finanza è diventata in sostanza un alleato nella lotta contro i cambiamenti climatici.

Cosa sono i green bond?

Le cosiddette obbligazioni verdi sono strumenti finanziari – relativamente nuovi – destinati a finanziare progetti che abbiano un impatto positivo sull’ambiente e che puntino alla riduzione della produzione di agenti inquinanti.

Il primo Green Bond del mondo è stato emesso sul mercato dalla Bei – la Banca europea degli investimenti – il 4 luglio 2007. A inventarlo è stato un italiano, Aldo Romani, attuale capo del funding sostenibilità della Bei.

In Italia però la prima obbligazione verde è stata lanciata nel 2014 dalla multiutility emiliana Hera. Si trattava di un decennale da 500 milioni di euro.

I green bond hanno conosciuto un tasso di crescita straordinario dal 2007 a oggi. Solo di recente la Commissione Europea ha enfatizzato le potenzialità e il funzionamento del mercato dei Green Bond, presentando un interessante pacchetto di misure chiamato “Energia pulita per tutti gli europei“.

I green bond e l’utilità per l’ambiente

Le obbligazioni verdi permettono di finanziare tutta una serie di attività che mostrano evidenti caratteristiche di sostenibilità ambientale. Come ad esempio il trattamento dei rifiuti e quello dell’acqua, iniziative legate alla prevenzione e al controllo dell’inquinamento, infrastrutture per i trasporti che sfruttano fonti di energia alternativa e pulita. E ancora, l’utilizzo dei terreni in rispetto dell’ambiente, o ancora progetti legati all’utilizzo sostenibile dell’acqua o alla sempre più affermata edilizia eco – compatibile.

L’elemento fondamentale che accomuna quindi l’emissione di un prodotto finanziario di questo tipo è un investimento che va a vantaggio del nostro Pianeta.

Come funzionano i green bond?

Allo stato attuale non esiste uno standard universalmente accettato per certificare come “green” una obbligazione.

L’International Capital Market Association (ICMA) ha deciso di emanare delle linee guida che gli emittenti sono tenuti a rispettare. E che di fatto identificano le quattro caratteristiche che differenziano i Green Bond delle obbligazioni tradizionali, indicate solitamente come Green Bond Principles.

Queste, in sostanza, sono:

  • i proventi devono essere vincolati al progetto stesso e non impiegati per altre finalità, anche se simili;
  • i soldi recuperati con l’emissione delle obbligazioni verdi dovranno essere vincolati a un conto corrente, oppure trasferiti in un portafoglio specifico connesso all’emittente;
  • almeno una volta all’anno i proventi legati al progetto dovranno essere rendicontati;
  • il controllo sui documenti e gli investimenti acquisiti dovrà essere seguito da un revisore esterno alla società emittente in modo da certificare il rispetto delle indicazioni precedenti e il raggiungimenti degli obiettivi.

Parliamo quindi di un caso di autoregolamentazione dei mercati. Non vi è un ente specifico di controllo che emette sanzioni pecuniarie. La sanzione la dà il mercato stesso. L’emittente di un Green Bond deve necessariamente rispettare i principi ICMA negli anni successivi l’emissione e per tutta la durata dei titoli. In caso contrario, avrà una ricaduta in termini di credibilità e reputazione che potrebbe danneggiare pesantemente l’azienda e la sua immagine.

I green bond oggi

Come detto in precedenza, “nella prima metà del 2021 sono stati emessi green bond in 49 Paesi e 29 valute”. Numero che in cinque anni è raddoppiato per quanto concerne i Paesi. Basti pensare che cinque anni fa erano 24 le nazioni e 16 le valute.

Secondo gli analisti, il mercato migliore resta l’Europa. Circa il 53% dei green bond venduti nel primo semestre di quest’anno proveniva da emissioni in Europa, Medio Oriente e Africa. Al primo posto nella classifica della valuta più popolare vi è l’euro. Al secondo il dollaro Usa, al terzo posto lo yuan cinese.

Oggi l’emissione complessiva di green bond “si sta avvicinando al massimo storico, con circa 294 miliardi raccolti nella vendita nei primi sei mesi di quest’anno, poco meno del record di 309 miliardi venduti durante tutto il 2020”.

Le istituzioni finanziarie sono state “un fattore chiave, emettendo quasi 97 miliardi di dollari di debito verde nella prima metà del 2021. Le vendite maggiori sono state effettuate dal Groupe BPCE in Francia (1,84 miliardi di dollari), segue Norway’s DNB Bank ASA (1,82 miliardi), Intesa San Paolo (1,49 miliardi)”.

 

Fonti: Ansa e Quifinanza

 

Anna Gaia Cavallo

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