martedì , 21 Settembre 2021
Giardino della Minerva
Fonte: Jack56

Giardino della Minerva, l’hortus sanitatis della Scuola medica salernitana

Il giardino della Minerva è un orto botanico situato nel centro storico di Salerno. Precisamente si trova in una zona che in passato venne denominata “Plaium montis”; lungo un percorso che si sviluppa nei pressi dell‘asse degli orti cinti e terrazzati, che dalla Villa comunale salgono (intorno al torrente Fusandola) verso il Castello d’Arechi.

Durante il Medioevo il giardino della Minerva venne usato prettamente per scopi didattici dagli allora studenti della scuola medica salernitana. All’interno dell’area sono preseti un numero considerevole di varietà erbacee, che hanno anche scopi medici.

Scopriamo insieme i dettagli, che ruotano attorno al Giardino della Minerva.

La storia del Giardino della Minerva

Il giardino appartenne alla famiglia Silvatico sin dal XII secolo. Questo è quanto è emerso da una pergamena conservata nell‘archivio della Badia di Cava de’Tirreni. Successivamente, attorno ai primi anni Venti del 1300, il medico Matteo Silvatico scrisse “Liber Cibalis et Medicinalis Pandectarum” una preziosa raccolta sui semplici, ossia su quelle piante ed erbe importanti per scopi terapeutici. La particolare tipologia di disegno e uso della vegetazione è stata poi ripresa anche nei successivi orti botanici di Padova, Pisa, Firenze, Pavia e Bologna.

Inoltre, all’interno dell’area, Matteo Silvatico iniziò a tessere una considerevole rete didattica per gli allievi della Scuola Medica salernitana. Fu, infatti, fondamentale insegnare loro le caratteristiche principali delle piante presenti nell’Ostensio Simplicium (giardino dei semplici). Che nel corso d’una recente campagna archeologica è stato rinvenuto sotto l’attuale piano di calpestio.

Secoli dopo, esattamente nel 1666, don Diego del Core l’ acquistò l’intera abitazione. 

Il professor Giovanni Capasso, invece, fu l’ultimo proprietario. In sinergia con l’avvocato Gaetano Nunziante (Presidente dell’Asilo di Mendicità) donò dopo la seconda guerra mondiale l’intera proprietà.

Infatti, solo nel novembre di trent’anni fa, un valido progetto per promuovere la realizzazione di un Orto botanico dedicato a Silvatico ed al suo Giardino dei semplici, prese forma. Il disegno attuativo, venne, poi messo in pratica solo nel 2000 dall’Amministrazione Comunale, attualmente proprietaria del bene.

Le caratteristiche del giardino

Il giardino è suddiviso in cinque terrazzamenti, che hanno un sistema di distribuzione dell’acqua, formato da vasche e fontane. L’elemento forse più pregevole è la scalea del Seicento, costruita su mura antiche. Questa è retta da pilastri a pianta quadrata con semplici decorazioni in stucco. Inoltre, una scala congiunge i vari terrazzamenti, conducendo ad un belvedere pergolato, dal quale si può ammirare l’intera città.

Il primo livello del giardino è molto vasto. Ed è caratterizzato da aiuole regolari quadrate, che riprendono il più antico tracciato. Attraverso una scala, si giunge al secondo livello, dove si trova una vasca di marmo. Proseguendo la salita si giunge ad uno stretto terrazzamento sul quale è situata una piccola fontana decorata con creazioni calcaree.

Il livello ancora superiore  è composto da un pergolato e da una grotta artificiale con una vasca peschiera. Qui una sorgente d’acqua crea una suggestiva decorazione di muschi.

L’elemento idrico del giardino

L’elemento idrico è sempre stato un aspetto fondamentale per il Giardino della Minerva. Questo, infatti, fu ideato dallo stesso Silvatico che finanziò una struttura idrica pubblica, che allo stesso tempo alimentò anche il suo orto.

Con un sistema di piccole cisterne e fontane presenti su vari terrazzamenti, l’acqua ancora oggi è distribuita per gravità. Piccoli canali scavati nelle pareti rocciose e nei pavimenti con una lieve pendenza le permettono di arrivare in ogni angolo del giardino.

Le specie dell’orto botanico salernitano

Il Giardino della Minerva non è un orto botanico tradizionale, in quanto presenta numerose varietà erbacee. Le caratteristiche delle specie sono individuabili attraverso un comodo sistema QR code, che si trova davanti ogni pianta. 

Nel piano più basso delle cinque terrazze è presente il giardino dei semplici: si tratta di piante i cui principi attivi vennero usati per preparare medicamenti. L’organizzazione si deve al lavoro del Dottore Matteo Silvatico, esperto di tante specie vegetali e autore delle “Pandette”; un vero e proprio catalogo dei semplici vegetali.

Il primo tema legato alla botanica salernitana (per quanto riguarda il primo terrazzamento) ha come elemento la rappresentazione. In tutti gli altri le piante sono sistemate in base a un criterio paesaggistico.

Nella fattispecie della classificazione, nella parte centrale e nei viali si leggono i nomi dei quattro elementi (terra, acqua , aria e fuoco) e le relative qualità (secco, umido, caldo e freddo).

Dopo il restauro del 2001 nel giardino sono state inserite piante rare, dando particolare rilevanza a quelle specie citate nel Regimen Sanitatis Salernitanum e nell’Opus Pandectarum Medicinae. In particolare, parliamo della leggendaria mandragora. Questa pianta si riteneva avesse poteri straordinari.

In totale, nel Giardino della Minerva sono presenti oltre 300 specie di piante.

La tisaneria e la biblioteca

Dal 2004, all’interno dei locali di Palazzo Capasso, si trova la tisaneria gestita dall’associazione “Nemus”.  All’interno è possibile acquistare le tisane da degustazione, la cui miscela viene preparata all’interno del piccolo laboratorio. Ogni materia prima selezionata  proviene da agricoltura biologica.

Grande attenzione anche per la storia globale del giardino. Nel 2016, l’allora direttrice dell’orto botanico romano, Paola Lanzara donò al Giardino della Minerva circa 1000 volumi. Nella nuova biblioteca del giardino, è possibile trovare tante informazioni esaustive e variegate per quanto riguarda la vita e l’uso delle piante.

Infine, è stato emesso un francobollo dedicato al luogo salernitano.

Tra i parchi più belli d’Italia, il Giardino della Minerva non può passare inosservato.

Margherita Parascandalo

Controlla anche

Stoviglie di canna di zucchero e bamboo che si biodegradano in due mesi

Bicchieri, piatti e posate usa e getta, stoviglie di canna di zucchero e bamboo che …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

16 + 9 =