martedì , 21 Settembre 2021
ciclo globale del carbonio
Foto di Brita Seifert da Pixabay

Il legno morto ha un ruolo importante nel ciclo globale del carbonio: il nuovo studio su Nature

Le foreste del mondo sono un importante serbatoio di carbonio, ma il cambiamento climatico globale sta influenzando il sequestro e il rilascio di carbonio alterando la crescita degli alberi, la mortalità e la decomposizione. L’ esperimento, pubblicato su Nature.com da Sebastian Seibold, Werner Rammer e Jörg Müller, evidenzia come gli insetti che decompongono il legno e il legno morto hanno un ruolo importante nel ciclo globale del carbonio. 

Lo studio

Lo studio è stato effettuato su 55 siti forestali e su 6 continenti (Nord e Sud America, Europa, Asia, Africa e Oceania). Gli studiosi hanno effettuato l’esperimento tra marzo 2015 e agosto 2016.

Dopo 1, 2 o 3 anni, una delle installazioni per ogni sito è stata scelta per misurare la decomposizione del legno. In totale, gli studiosi hanno analizzato il legno morto di oltre 140 specie di alberi. I predittori dello studio erano la temperatura e le precipitazioni.

Cosa emerge

Con lo studio si è dimostrato come i tassi di decomposizione siano aumentati con l’aumentare della temperatura. Le precipitazioni, invece, hanno influenzato negativamente i tassi di decomposizione alle basse temperature, ma positivamente alle alte temperature.

Inoltre, emerge che la decomposizione del legno morto in piedi è più lenta del 33-80% rispetto ai tronchi distesi. Ai tropici, tuttavia, i tassi di decomposizione degli alberi in piedi hanno gli stessi tassi di decomposizione degli alberi abbattuti o più alti.

I decompositori

Dunque, il legno morto in parte si decompone grazie al clima, in parte con l’attività di diversi gruppi di decompositori.

Recentemente, si è osservato come i funghi siano tra i principali decompositori del legno morto. Anche l’intervento degli insetti influenza la decomposizione, sempre in relazione all’ambiente circostante. A temperature elevate, l’aumento delle precipitazioni ha aumentato l’effetto degli insetti, mentre a basse temperature, l’aumento delle precipitazioni ha provocato un effetto netto negativo degli insetti. Nelle regioni fredde e umide, le interazioni tra insetti e microrganismi potrebbero portare a un effetto netto negativo degli insetti sulla decomposizione del legno.

A livello globale, l’effetto netto degli insetti sulla decomposizione del legno può risultare in un flusso di carbonio pari al 29% del carbonio totale rilasciato dal legno morto.

Le stime

 I risultati dello studio dimostrano che la decomposizione del legno morto potrebbe essere un flusso importante nel ciclo globale del carbonio. Secondo gli studiosi, il rilascio annuale di carbonio va dal 15% al 25%. 

 Il dottor Werner Rammer ha spiegato:

Secondo il rapporto, ogni anno in tutto il mondo vengono rilasciate circa 10,9 tonnellate di carbonio dal legno morto. In questo contesto, parte del carbonio viene assorbito nel suolo, mentre un’altra parte torna in atmosfera. La quantità è equivalente a circa il 115% delle emissioni dei combustibili fossili

Non tutto il carbonio rilasciato, però viene emesso nell’atmosfera e non in tutte le zone del mondo vi è la stessa quantità. Il rilascio di carbonio dal legno morto è più alto nei biomi tropicali, dove coincidono grandi riserve di carbonio e alti tassi di decomposizione. Nei biomi temperati e boreali, sia per le condizioni climatiche, sia per le differenze dei decompositori, i flussi annuali di carbonio del legno morto sono molto più contenuti.

Il Dottor Sebastian Seibold afferma:

La decomposizione nelle foreste temperate e boreali è considerevolmente più lenta, il che indica che il legno morto immagazzina carbonio per lunghi periodi in queste regioni. Gli insetti rappresentano quasi un terzo della decomposizione del legno, anche se ciò è per lo più confinato ai tropici. Nelle foreste boreali e temperate, i contributi degli insetti sono piccoli

Come affermano gli studiosi, probabilmente il riscaldamento globale in corso accelererà la decomposizione, aumentando l’attività dei microrganismi e degli insetti.

Dunque, a partire da questi studi è possibile agire contro il cambiamento climatico in atto. Infatti, una comprensione completa del ciclo del carbonio nelle foreste e della sua sensibilità al clima è fondamentale per migliorare le proiezioni del cambiamento climatico globale.

 

Marianna Fierro

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