lunedì , 18 Ottobre 2021
parchi rifiuti
Foto di RitaE da Pixabay

I parchi italiani sono invasi dai rifiuti

Siamo nell’era del progresso, abbiamo (quasi) tutto quello ci serve. Eppure non ci rendiamo conto che stiamo trascurando quello di cui avremmo davvero bisogno per vivere. Come il nostro Pianeta, che dovremmo preservare, per assicurare un futuro a noi e alle generazioni che verranno. Ma spesso ce ne dimentichiamo. E ci dimentichiamo anche di compiere azioni semplicissime, che però potrebbero giovare alla nostra vita. Anche gettare un rifiuto negli appositi contenitori sembra un gesto troppo difficile per alcuni. Ed è quello che emerge – ancora una volta – da un’analisi. Questa volta si tratta della nuova indagine Park Litter di Legambiente, presentata in occasione dell’avvio della 29esima edizione di Puliamo il mondo. Con migliaia di giovani e volontari in azione per ripulire strade, piazze, parchi, spiagge e sponde dei fiumi dai rifiuti abbandonati.

L’indagine

L’indagine è stata svolta in 48 parchi urbani di 27 città (Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catanzaro, Chieti, Cinisello Balsamo, Genova, Gorizia, Latisana, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Piazza Armerina, Pineto, Pisa, Pordenone, Roma, Roseto degli Abruzzi, Rovigo, Ruoti, San Colombano al Lambro, Terralba, Torino, Trieste, Udine).

Quello che si evince – purtroppo – non è esattamente sorprendente. Sono esattamente 32.937 i rifiuti raccolti e catalogati nei 53 transetti eseguiti. Circa 6 rifiuti ogni metro quadrato monitorato insomma.

I rifiuti abbandonati nei parchi urbani

I mozziconi di sigarette rappresentano il 27% dei rifiuti raccolti. Seguiti da frammenti di carta (23%), pezzi non identificabili di plastica (6,6%), materiale da costruzione (6,3%), bottiglie di vetro e pezzi di bottiglie (4%), tappi di bottiglia o di barattoli / linguette di lattine (4%).

Secondo l’indagine, la maggior parte dei rifiuti rinvenuti può essere riconducibile a due categorie specifiche. Si tratta di quella dei prodotti usa e getta (piatti, posate e bicchieri di plastica ma anche cannucce, contenitori per cibo e fazzoletti) e quella degli imballaggi.

I cestini per la raccolta dei rifiuti sono presenti in 46 dei 53 transetti monitorati. C’è un però. Solo nel 30% dei casi sono predisposti per la differenziazione dei rifiuti secondo materiali.

Dal momento che una delle maggiori cause della dispersione dei rifiuti nell’ambiente è il vento, nel monitoraggio viene specificato che solo in 18 transetti su 53 (39%) è presente il coperchio utile a prevenire la dispersione di materiale.

Tombini e canali di scolo

Nel questionario Park Litter la presenza di tombini e canali di scolo è stata rilevata in 37 dei 53 transetti monitorati (70%). Questo parametro è molto importante. Perchè? Studi a livello mondiale hanno stabilito che uno dei principali vettori di rifiuti in ambiente marino sono proprio i canali e i corsi d’acqua spesso collegati con la rete fognaria urbana. E la principale fonte dei rifiuti è la cattiva gestione di quelli di origine urbana.

Nel 47% dei transetti – 25 su 53 – sono state notate zone di accumulo, soprattutto sotto o nelle vicinanze di panchine. Fontanelle o distributori di acqua potabile sono presenti nel 58,5% dei transetti monitorati (31 su 53).

 

Fonte: Adkronos

Anna Gaia Cavallo

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