lunedì , 18 Ottobre 2021
Protezione sociale nel mondo
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Protezione sociale nel mondo: a che punto è nel mondo?

Negli ultimi anni la protezione sociale è migliorata in molte parti del mondo. La pandemia di Coronavirus, però, ha colpito molti Paesi che stavano ancora affrontando sfide significative per rendere la protezione sociale un diritto per tutti.  Lo afferma il “World social protection report” dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), presentato il 2 settembre.

 

Il rapporto

 

Il rapporto fornisce una panoramica globale della protezione sociale nel mondo dell’ultimo decennio. Le informazioni forniscono un contributo importante per il monitoraggio dell’Agenda 2030.

 

In primis, dal report emerge che la pandemia ha messo in luce profonde disuguaglianze e lacune nella copertura della protezione sociale. In secondo luogo, la crisi pandemica ha messo in luce come miliardi di persone, che sembravano cavarsela relativamente bene, non erano pronte ad affrontare le onde d’urto socio-economiche che la pandemia ha emesso. Inoltre, la pandemia ha reso difficile ignorare gruppi di persone, come le badanti, che non erano coperte dalle misure di protezione sociale. Dunque, di conseguenza, le azioni politiche si sono concentrate sulla protezione sociale.

 

La situazione nel mondo

 

Nonostante gli impegni, però, la protezione sociale nel mondo non è ancora sufficiente.

 

Nel 2020, solo il 46,9% della popolazione mondiale era coperta da almeno una prestazione di protezione sociale, mentre il restante 53,1%, ben 4,1 miliardi di persone, era completamente privo di protezione.

 

Dietro questa media globale, ci sono disuguaglianze significative tra le regioni e al loro interno. I tassi di copertura in Europa e Asia centrale sono molto alti (83,9%), così come nelle Americhe (64,3%). L’Asia, il Pacifico (44,1%), gli Stati arabi (40,0%) e l’Africa (17,4%) hanno gap di copertura molto più marcati.

 

I lavoratori

 

Solo il 30,6% della popolazione in età lavorativa è legalmente coperta da sistemi di sicurezza sociale completi che includono una gamma completa di benefici. La copertura delle donne, invece, è in ritardo rispetto a quella degli uomini di ben 8 punti percentuali.

In sostanza, il 69,4% della popolazione in età lavorativa, ovvero 4 miliardi di persone, è solo parzialmente protetta o non lo è affatto.

 

La protezione del reddito

 

Quando si tratta di protezione del reddito durante la malattia e la disoccupazione, le lacune di copertura e di adeguatezza sono ancora più pronunciate.

Come si legge nel report, circa un terzo delle persone in età lavorativa ha la sicurezza che il proprio reddito sia protetto dalla legge in caso di malattia. Meno di un quinto dei lavoratori disoccupati in tutto il mondo (18,6%), invece, riceve effettivamente le indennità di disoccupazione.

 

I bambini

 

La stragrande maggioranza dei bambini non ha ancora una copertura di protezione sociale effettiva. Solo il 26,4% dei bambini a livello globale riceve benefici di protezione sociale. La copertura effettiva è particolarmente bassa in alcune regioni: 18% in Asia e nel Pacifico, 15,4% negli Stati arabi e 12,6% in Africa.

 

In media, la spesa nazionale per la protezione sociale dei bambini è troppo bassa, pari a solo l’1,1 per cento del PIL, rispetto al 7 per cento del PIL speso per le pensioni. Le regioni del mondo con la più alta percentuale di bambini nella popolazione, e con il maggior bisogno di protezione sociale, hanno alcuni dei tassi di copertura e di spesa più bassi, come l’Africa sub-sahariana (0,4% del PIL).

 

La maternità

 

Per quanto riguarda la maternità, alcuni paesi hanno fatto progressi decisivi verso un’effettiva copertura universale o quasi universale della maternità.

 

Tuttavia, nonostante gli sforzi per il sostegno alle donne in età fertile, solo il 44,9% delle donne con neonati nel mondo riceve un’indennità di maternità in denaro.

 

Dunque, la protezione sociale nel mondo riguardante la maternità è ancora tutta in salita.

 

La disabilità e gli infortuni

 

Lo stesso vale per la disabilità. La percentuale di persone con gravi disabilità in tutto il mondo che ricevono un sussidio di disabilità è molto bassa (33,5%). È importante notare che diversi paesi ora hanno programmi di sussidi universali per la disabilità.

 

Per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro, solo il 35,4% della forza lavoro globale ha accesso effettivo alla protezione contro gli infortuni sul lavoro.

 

Le pensioni

 

Le pensioni le persone anziane sono la forma di protezione sociale più diffusa al mondo. A livello globale, il 77,5% delle persone sopra l’età pensionabile riceve una qualche forma di pensione di vecchiaia. Tuttavia, rimangono grandi disparità tra regioni, tra aree rurali e urbane, e tra donne e uomini.

 

Negli ultimi anni, sono stati fatti progressi significativi per quanto riguarda l’estensione della copertura dei sistemi pensionistici nei paesi in via di sviluppo.

 

La sanità

 

Quasi due terzi della popolazione mondiale sono protetti da un programma sanitario di qualche tipo, tuttavia rimangono significative lacune nella copertura e nell’adeguatezza.

 

Ciò che ora si deve garantire è un accesso equo ai vaccini. Infatti, un profondo abisso nella disponibilità dei vaccini scatenerà nuove mutazioni virali che potrebbero mettere in pericolo la salute pubblica ovunque.

 

Gli investimenti

 

Le lacune nella copertura, nella completezza e nell’adeguatezza dei sistemi di protezione sociale nel mondo sono associate a un mancato investimento in questo ambito. In particolare, l’Africa, gli Stati arabi e l’Asia sono i paesi che hanno speso di meno per la protezione sociale.

 

I paesi spendono, in media, il 12,9% del loro prodotto interno lordo (PIL) per la protezione sociale (esclusa la salute), ma questa cifra nasconde variazioni impressionanti. I paesi ad alto reddito spendono in media il 16,4%, ovvero il doppio dei paesi a reddito medio-alto che ne spendono l’8%. I paesi a reddito medio-basso, invece, spendono il 2,5% del PIL mentre quelli a basso reddito ne spendono l’1,1%.

 

Questo divario di finanziamento per la costruzione di piani di protezione sociale è aumentato di circa il 30% dall’inizio della crisi COVID-19, a causa della maggiore necessità di servizi sanitari, misure di sicurezza del reddito e riduzioni del PIL causate dalla crisi.

 

Per il futuro

 

Per garantire almeno un livello base di sicurezza sociale i paesi a reddito medio-basso dovrebbero investire altri 362,9 miliardi di dollari e i paesi a reddito medio-alto altri 750,8 miliardi di dollari all’anno, equivalenti rispettivamente al 5,1 e al 3,1% del PIL. I paesi a basso reddito, invece, dovrebbero investire altri 77,9 miliardi di dollari, equivalenti al 15,9% del loro PIL.

 

Per una maggiore ed equa protezione sociale nel mondo, dunque, la strada è ancora molta.

Marianna Fierro

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