lunedì , 18 Ottobre 2021
Scarti di mele piemontesi
Scarti di mele piemontesi

Da scarti di mele piemontesi a cosmetici

Gli scarti di mele piemontesi verranno riciclati e diventeranno una linea di cosmetici. Lo permette un programma finanziato dall’Unione Europea per promuovere l’economia circolare e la bio-economia.

La bio-economia

Di economia circolare ne sentiamo parlare frequentemente. Ma cos’è la bio-economia?

La bio-economia è una teoria economica proposta dal matematico ed economista Nicholas Georgescu-Roegen. Quest’ultimo riteneva che qualsiasi processo economico che produce merci materiali diminuisse la disponibilità di energia nel futuro e, dunque, la possibilità futura di produrre altre merci. Materia ed energia, quindi, entrano nel processo economico con un grado di entropia più basso e ne escono con uno più alto.

L’entropia è la misura del grado di equilibrio raggiunto da un sistema in un dato momento che aumenta a ogni trasformazione del sistema che provoca un trasferimento di energia perché l’equilibrio può solo crescere) . In sostanza, il matematico ribaiva il bisogno di ripensare un’economia capace di incorporare il principio dell’entropia.

L’UE e la bio-economia

La Commissione europea ha lanciato una strategia sulla Bioeconomia dapprima nel 2012, poi nel 2018. Come si legge nel documento dell’UE del 2018

La bio-economia può essere definita come un’economia basata sull’utilizzazione sostenibile di risorse naturali rinnovabili e sulla loro trasformazione in beni e servizi finali o intermedi

Dunque, la bio-economia comprende i settori tradizionali come l’agricoltura, la pesca, l’acquacoltura e la selvicoltura. Comprende, però, anche settori economici più moderni come quelli delle biotecnologie e delle bioenergie.

 

Il potenziale

Dopo questo piccolo excursus torniamo al progetto che vede il riciclo di scarti di mele piemotesi.

La mela è uno dei frutti più coltivati in UE. Solo in Alto Adige, la più grande regione di coltivazione di mele in tutta Europa, la raccolta annua è di circa 950.000 tonnellate e gli ettari coinvolti sono 18.400.

Nonostante il mercato delle mele sia quasi saturo, vi sono dei campi tutti da esplorare. È l’intuizione che ha avuto Enviroment Park, in collaborazione con i produttori di mele, ricercatori agricoltori e PMI. Questi hanno individuato nella sansa, il succo di mela, un potenziale redditizio per il settore della cosmesi.

Così Vortex, una start-up a vocazione sociale, lancerà una linea di cosmetici a base di scarti di mele tutte coltivate nel territorio del Piemonte.

Il progetto

La trasformazione degli scarti di mele piemontesi in cosmetici rientra in un progetto più grande che prende il nome di “AlpBioEco”. Quest’ultimo è tra i finalisti di Award 2021, che premia i progetti regionali più innovativi finanziati dall’UE. AlpBioEco è cofinanziato Interreg Alpine Space dell’Unione Europea (UE) e dal “Programma federale di cooperazione transnazionale” del Ministero Federale tedesco per gli Interni, l’Edilizia e la Comunità.

Il progetto ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare la bio-economia in cinque paesi alpini: Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia. Inoltre, propone di mettere in contatto i diversi attori locali. Dunque, stimola la cooperazione a livello macroregionale, al fine di ridurre le disparità economiche presenti all’interno della regione alpina.

Un altro obiettivo è quello di indagare sulle più promettenti aree di sviluppo e individuare reali opportunità di business in grado di avere un impatto positivo sul territorio.

È il caso di dirlo: l’unione fa la forza!

Marianna Fierro

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