lunedì , 29 Novembre 2021

Ecovillaggi campani: l’esempio di Green Fell e Maremirtilli

Gli ecovillaggi autosufficienti sono una vera e propria comunità alternativa, che basa la propria essenza sulla sostenibilità e non solo. I principi per potervi accedere sono: l’adesione volontaria degli abitanti e la condivisione dei nuclei abitativi, costruiti rispettando l’impatto ambientale circostante. Inoltre, è fondamentale usare energie rinnovabili, essere autosufficienti dal punto di vista alimentare, sfruttando i principi della permacultura o altre forme di agricoltura biologica. 

Ma quante realtà simili esistono nel nostro Paese? Concentriamoci sugli ecovillaggi campani già esistenti o in procinto di essere realizzati.

Green Fell

Green Fell si trova esattamente al 47km della domitiana (Giuliano in Campania) sul terreno di 9000mq, di proprietà di Sabrina Greuro. L’idea di costruirvi un ecovillaggio è nata da un gruppo di  singoli cittadini e dall’Associazione Meridionalisti Democratici. L’obiettivo è stato quello di “recuperare i suoli a ridosso della Terra dei Fuochi (…) e far innamorare la gente di queste zone di cui dobbiamo essere fieri perché non sono solo rifiuti”. 

Un’iniziativa che dal 2014 è diventato un progetto ambizioso e singolare. In quanto sono stati realizzati spazi di socializzazione, dialogo, confronto su molti e vari argomenti. Modalità precise e sostenibili, capaci in maniere concreta di dare vitalità a un territorio martoriato. E che non può essere annoverato come discarica a cielo aperto. I prodotti Green Feel sono, quindi, solidali, rispettano le stagioni e la natura, a prezzi davvero concorrenziali.

Nell’ecovillaggio campano, vengono, inoltre, anche allevate galline, che vivono in uno spazio superiore a quello minimo imposto dalla legge, oltre a circa 500000 api. Infine, sul posto, è stata realizzata anche una zona riservata completamente ai più piccoli e in generale alle attività ludiche per i bambini.

Maremirtilli

L’azienda agricola Maremiritilli Srl, nata nel 1999 presso l’Ecovillage Maremirtilli, si trova, invece, a soli 200 metri dall’area archeologica di Paestum. Da oltre 20 anni, l’intento è quello di preservare la duna dei gigli di mare e tutta la riserva naturale compresa all’interno dell’area geografica. Inoltre, anche l’ecovillaggio Maremirtilli promuove l’agricoltura biologica, vendendo direttamente i propri prodotti ai consumatori. In più, dal 2006 l’azienda agricola svolge attività di ricettività in sinergia con “Il Cannito”, favorendo, dunque, un turismo ecosostenibile rivolto anche ad un bacino estero.

Non solo. Anche presso l’ecovillaggio salernitano, è presente una fattoria sinergica con annesso agri-asilo, una fattoria didattica, una fattoria d’arte e un tour dell’azienda per conoscere pratiche di agricoltura sinergica. Inoltre, a partire dall’estate 2019, ha preso il via anche il progetto “La natura ci ospita”. Che promuove manifestazioni legate alla sensibilizzazione ambientale e alla diffusione dell’economia circolare.

Nonostante esistano sul territorio campano realtà già altamente strutturate e consolidate, sta crescendo sempre di più l’esigenza di crearne altre in Campania (non solo).

A.A.A cercasi nuovi ecovillaggi in Campania 

Ad esempio, su Facebook, esiste una pagina dedicata esclusivamente a nuove progettualità sociali, dal nome di ECOVILLAGGIO in CAMPANIA; il gruppo, che conta più di mille iscritti, testimonia progetti già esistenti o che sono in procinto di essere attuati; una vera e propria bacheca virtuale, o meglio una comunità alternativa, che promuove sogni realizzabili e anche numerosissime iniziative già in corso d’opera.

Anche l’associazione “UtopiArt ” ha avviato un progetto di vita/volontariato nella persona del suo presidente Vincenzo Sperandeo. La somma da raggiungere sulla piattaforma Produzioni dal Basso è necessaria alla gestione e all’amministrazione iniziale dell’ecovillaggio cilentano. Lo scopo promosso sarebbe quello di creare una rete sinergica e di mutuo soccorso, tra i vari ecovillaggi e comunità libertarie d’Italia e tribù native del mondo.

In conclusione, si può recuperare dalla tradizione uno stile di vita più sano integrandolo con la tecnologia del momento? Voi che cosa ne pensate?

Margherita Parascandalo

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