lunedì , 29 Novembre 2021
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Goal 1 in Italia: povertà mai così alta dal 2005, anche secondo il rapporto Caritas 2021

Il Rapporto ASviS 2021, in riferimento al Goal 1 in Italia (Sconfiggere la povertà) rivela molte criticità. Il 9,4% dei cittadini italiani non riesce ad acquistare beni/servizi essenziali per una vita dignitosa; di questa percentuale oltre un milione è composta da minori. 

Precisamente, infatti, nel 2020, si è registrato un tasso di povertà assoluta, che ha superato quello del 2015.  Come è facilmente prevedibile, gli effetti sul reddito sono da attribuire anche alle conseguenze del Covid-19.

Dal Rapporto Asvis 2021, però, si può evincere che “le misure straordinarie messe in campo dal governo durante la pandemia hanno contribuito ad attenuare l’impatto negativo che questa ha avuto sul rischio di povertà”.

A confermare la situazione, che analizzeremo nel dettaglio, è stata anche la Caritas. L’ente, attraverso il Rapporto 2021 su povertà ed esclusione sociale, ha sottolineato l’importanza di ridefinire al meglio una serie di ammortizzatori sociali. Su questi è importante leggere i dati dell’Istat.

I dati dell’Istat sugli ammortizzatori sociali

Secondo l’Istat – Istituto nazionale di statistica – le azioni di contrasto per superare le difficoltà economiche causate dalla pandemia, hanno ridotto nel 2020 il rischio di povertà dal 19,1 al 16,2%,  (nonostante la povertà assoluta riguardi oltre il milione dei cittadini).

Di sicuro hanno contribuito sia il Reddito di cittadinanza, che la Cassa integrazione, già presenti prima dell’emergenza sanitaria, che il Reddito di emergenza e i Bonus autonomi.

Se, però da un lato, la povertà dei redditi è stata ammortizzata dai provvedimenti sopracitati, lo stesso non si può dire per la povertà dei servizi.

Ad esempio, l’accesso alla DAD è stato inevitabilmente condizionato dalla situazione socioeconomica dei vari nuclei familiari. Nonché dai gap in termini di infrastrutture digitali esistenti nel Paese, generando di conseguenza forti disuguaglianze.

Anche i servizi sociosanitari ne hanno risentito molto a causa dei forti divari territoriali già presenti prima della pandemia, aggravati poi dal Covid-19.

Goal 1 in Italia: povertà assoluta mai così alta dal 2005

Ritornando al Rapporto Asvis 2021, per quanto riguarda la situazione specifica del Goal 1 in Italia, nel 2020, gli effetti della crisi pandemica hanno segnato un grave peggioramento in termini di povertà assoluta. Questa, è infatti, aumentata di 1,7 punti in termini di percentuale, attestandosi così al 9,4%, il valore peggiore di tutta la serie storica.

Durante lo scorso anno, la povertà relativa familiare è però diminuita: dall’11,4% nel 2019 al 10,1% nel 2020. Attenzione, questo trend è dovuto alla riduzione della soglia con cui si calcola la povertà relativa familiare (1.001,86 euro da 1.094,95 del 2019), imputabile al calo drastico della spesa media mensile familiare per consumi (2020: -9%). Ciò significa che alcune famiglie che si trovavano in povertà nel 2019, vengono oggi considerate fuori da questa condizione, nonostante non ci siano miglioramenti.

Le proposte dell’Asvis per sconfiggere la povertà

A tal proposito, l’Asvis ha proposto degli obiettivi per limitare i danni economici caudati dal Covid-19:

  • Unificare nel post-pandemia le misure del Reddito di emergenza (Rem) e del Reddito di cittadinanza (Rdc). Integrando gli aspetti migliorativi del Rem (abbassamento dei requisiti immobiliari e l’eliminazione del criterio di cittadinanza comunitaria) all’interno dell’impianto del Rdc. Ad esempio, persone aventi lo stesso reddito hanno beneficiato di prestazioni diverse. Sarebbe importante anche snellire la procedura burocratica;

 

  • rivedere l’assetto del Superbonus, la principale misura introdotta dal Pnrr in materia di efficientamento energetico di abitazioni private in chiave più re-distributiva. Il provvedimento presenta al momento forti caratteri regressivi, che penalizzano fortemente i condomini;

 

  • investire nell’istruzione, veicolando le risorse verso il capitale fisico (ammodernamento delle strutture) e verso quello umano (formazione dei docenti). Ciò dovrà avvenire soprattutto nel Mezzogiorno.

In linea con quanto detto finora, anche la Caritas si è pronunciata.

Il Rapporto 2021 della Caritas

Alla vigilia della Giornata internazionale di lotta alla povertà, che si è tenuta il 17 ottobre scorso, la Caritas ha redatto il Rapporto 2021 su povertà ed esclusione sociale dal titolo “Oltre l’ostacolo” .

In linea con le statistiche ufficiali dell’Istat e dell’Asvis, la rete nazionale Caritas ha sostenuto concretamente in questo periodo più di 1,9 milioni di persone. Di tali cittadini, il 44% sono i “nuovi poveri”; persone che per la prima volta si sono rivolte all’ente caritatevole per effetto della pandemia.

Tra le regioni con più alta incidenza di “nuovi poveri” si distinguono: Valle d’Aosta (61,1%,) Campania (57,0%), Lazio (52,9%), Sardegna (51,5%) e Trentino Alto Adige (50,8%). 

Stando al rapporto, oltre un terzo (37,8%) delle persone sostenute dalla Caritas, è stato supportato anche da alcuni servizi pubblici di natura assistenziale. Un cittadino  su cinque (19,9%) aiutato nel 2020, dichiara di percepire il Reddito di Cittadinanza.

Agenda Caritas per il riordino del RdC

Al fine di migliorare i punti nevralgici del RdC, anche la Caritas ha stilato la propria agenda. Sono stati richiesti  dai vertici e dai volontari dell’ente numerosi interventi sociali per ridurre i criteri di accesso per percepire l’ammortizzatore sociale. Nonostante ci siano molte falle nella distribuzione, in qualche modo si dovrà pur intercettare al meglio la povertà assoluta.

In conclusione, gli obiettivi del Goal 1 in Italia sono ancora un lontano miraggio.

Margherita Parascandalo

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