lunedì , 29 Novembre 2021
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L’ambientalismo attraverso i fumetti: i titoli più importanti di sempre (italiani e non)

Da svariati anni, i fumetti vengono sempre più apprezzati a livello mondiale, sia dal pubblico giovanile che da quello adulto. Molti artisti e intellettuali, stanno cercando di risvegliare le tante coscienze assopite attraverso la cultura.

In passato abbiamo parlato, nella nostra rubrica “Into The Wild – Libri e Natura”, di quanto il cinema, la letteratura e tutta l’arte in generale facciano da volano per un miglioramento strutturale per il Pianeta.

L’universo del fumetto (e dei manga), infatti, non è estraneo ai cambiamenti climatici, all’inquinamento e all’impatto umano sulla Terra.

Ecco 5 fumetti di stampo ambientalista, che vale la pena leggere:

“Radici” di Giorgio Pandiani

“Radici” è un fumetto italiano scritto a partire dal 2014 da Giorgio Pandiani (3 volumi).

Il regno vegetale è l’indiscusso padrone  del nostro Pianeta e anche dell’opera. “Radici”, infatti cerca di far luce sul rapporto esistente e contradditorio  tra uomo e mondo vegetale. Il quale deve essere considerato come una realtà viva da comprendere e non come una risorsa da usare e sfruttare a proprio piacimento.

Da qui i significati molteplici del titolo: a livello vegetale le radici delle piante sono un elemento molto importante dell’organismo; inoltre, esiste un piccolo legame sempre tra il titolo e l’ambientazione del fumetto, la cui vicenda si snoda in alcuni luoghi dell’opera, intesi come radici a livello territoriale. Per i motivi sopracitati, possiamo considerare la narrazione del fumetto come una trama che si “ramifica”.

Infine, i tre volumi di “Radici” hanno un basso impatto ambientale certificato. In quanto sono stati stampati con inchiostri a cera su carta da fonti gestite responsabilmente.

“Non è mica la fine del mondo” di Francesca Riccioni e Tuono Pettinato

“Non è mica la fine del mondo”, edito da Rizzoli Lizard (2017) è un fumetto a tema ecologista, satirico, pungente e a tratti ironico.

I protagonisti sono degli alieni atterrati sulla terra, che grazie all’ausilio di una sorta di guida virtuale, chiedono agli uomini di cambiare il loro approccio verso i consumi. Fondamentale è iniziare a percepire il nostro Pianeta come un essere vivente biologicamente non morto con tutte le creature viventi annesse.

Riccioni e Pettinato hanno realizzato un libro leggero e divertente, ma assolutamente serio e importante per quanto riguarda la presa di coscienza umana sulle sorti della Natura.

“Love” di Frèdèric Brremaud e Federico Bertolucci

“Love”, la fortunata serie fumettistica realizzata da Frèdèric Brrèmaud e Federico Bertolucci è un inno alla natura e alla sua bellezza.

Pubblicati 5 volumi finora (Edizioni BD e saldaPress), le storie mute e straordinarie di questo fumetto hanno come protagonisti la natura e i diversissimi animali, che affrontano durissime prove in maniera quotidiana; ogni animale è protagonista di un determinato volume.

Il messaggio dell’opera è chiaro: ricongiungersi alla natura e al proprio Pianeta in maniera onesta e senza “marketing da ufficio vendite”.

Brrèmaud e Bertolucci hanno messo in evidenza la bellezza maestosa e reale della natura, facendoci comprendere l’importanza della salvaguardia del pianeta che deve essere priorità e non conseguenza.

“Nausicaa” della valle del vento, di Hayao Miyazaki

“Nausicaaa della valle del vento” (7 volumi; 1982- 1984) è un manga scritto e illustrato dall’immenso maestro giapponese Hayao Miyazaki. L’opera narra le vicende di Nausicaä, la principessa di un piccolo regno in un mondo post apocalittico. Che viene coinvolta in una guerra tra nazioni rivali nel bel mezzo di un disastro ambientale, che, purtroppo minaccia la sopravvivenza del genere umano. Nausicaä è l’emblema di una convivenza pacifica tra l’umanità e la natura.

“Nausicaä della Valle del Vento è un complesso ed affascinante affresco sul conflitto tra esseri viventi ed ecosistema, guerra e pace, speranza e disperazione, sul significato della vita e della morte e sulla follia degli uomini.” – queste le parole di Cristian Di Clemente e Pierfilippo Dionisio in merito al giudizio dell’opera di Miyazaki.

“Swamp Thing”, di Alan Moore, Stephen Bissette e John Totleben

Poco dopo la pubblicazione di “V For Vendetta”, la DC Comics affidò all’allora giovane Alan Moore, la scrittura della pietra miliare dei fumetti di stampo ambientalista: “Swamp Thing” (1 ed. giugno-luglio 1971). 

Il protagonista del fumetto, ossia lo scienziato Alec Holland resta coinvolto nell’esplosione del suo laboratorio durante una ricerca; il suo corpo, quasi morente, si fonde con la natura, in questo caso rappresentata da uno stagno. Le piante assorbono la coscienza e i ricordi di Holland, che diventa una creatura a metà tra due dimensioni, quella degli uomini e quella del “verde”.

Più di un fumetto di natura ecologista, un vero e proprio horror-thriller di caratura elevata.

Il geniale Stan Lee diceva: “Ifumetti sono le favole per gli adulti.”  Se attraverso la loro lettura possiamo sviluppare un approccio più sincero nel rispetto dell’altro, inteso come Natura, che ben venga.

 

Margherita Parascandalo

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