lunedì , 8 Agosto 2022
Foto ICEA Ecomercando

Si è concluso ECOMERCANDO, primo Meeting della Sovranità Alimentare. Tra gli ospiti anche ICEA

Il 3/4/5 dicembre si è tenuta a Roma la tre giorni di ECOMERCANDO, il primo Meeting della Sovranità Alimentare dedicato interamente al mercato del cibo etico, a cui hanno partecipato agronomi, agricoltori, artigiani, pescatori, distributori, braccianti, svariate associazioni e aziende.

L’evento è stato organizzato da  “Rete PerlaTerra” in patrocinio con il Comune di Roma e la Regione Lazio e in collaborazione con #ASA e #RomaOpenLab.

Nello specifico, ci sono stati banchi di vendita di prodotti tipici – sia laziali che provenienti da altre regioni italiane -, legati a principi sociali e contadini altamente etici e biologici. All’iniziativa è stata presente anche ICEA – Istituto Per La Certificazione Etica Ed Ambientale

ECOMERCANDO Fiera

Il progetto ECOMERCANDO

L’obiettivo dell’evento, non è stato solo quello di presentare prodotti tipici, ma, soprattutto, di avviare un dialogo sinergico sul tema dell’agroecologia, con l’intenzione di costruire un dialogo serio e privo di sigle di appartenenza. 

La discussione sull’agroecologia

Durante il convegno “I distretti agrobiologici e lo sviluppo delle comunità” del 5 dicembre, Gianni Fabbris, Presidente di “Altragricoltura”, ha sottolineato, infatti, l’importanza dell’agroecologia e della reale necessità di non escludere da questo discorso il mondo del biologico:

“L’agroecologia è la via per rifondare il processo dell’agricoltura che abbiamo in atto. Noi crediamo che sia arrivato il momento in cui il mondo del biologico si debba porre delle domande e lo debba fare in maniera seria e concreta e senza sigle. Serve un progetto nuovo e in maniera autonoma, sia dal punto di vista sociale, politico  che organizzativo. L’autonomia è un passaggio fondamentale per il biologico che deve trovare una strategia che lo rappresenti, altrimenti non ci resta che la strumentalizzazione del biologico. Quindi, lancio un appello: ritroviamoci per dialogare su questi punti”.

Il commento di Giuliano D’Antonio

Di opinione è anche Giuliano D’Antonio,  Presidente “Medicert” e vice Presidente di “ICEA”, che ha risposto a Fabbris:

“ICEA svolge un mandato delle politiche agricole per controllare la conformità biologica da un punto di vista meramente tecnico. A differenza di troppi Paesi europei, l’Italia ha una capacità di autolesionismo straordinaria, in quanto siamo caratterizzati da grandi produzioni ma senza nessuna legge sul biologico. Il biologico è sicuramente una componente dell’agroecologia e ne deve far parte. Ma, attenzione, l’agroecologia, non ha un valore meramente tecnico, ma trasversale, sociale, etico che gli dà una marcia in più. Di sicuro l’elemento sinergico tra l’agricoltura biologica e l’agroecologia deve percorrere un percorso insieme”.

Queste le parole di D’Antonio che ha aggiunto:

“Per evitare strumentalizzazioni, per quel che riguarda ICEA è fondamentale ribadire che l’elemento culturale resti fondamentale. O meglio, e per essere più precisi, l’identità del biologico deve essere ben salda e spiegata all’interlocutore- azienda con cui ci rapportiamo, in modo da non creare confusione. Io ho iniziato a parlare di biologico nel 1988, sono un veterano e credo che  continuare a trasmettere il valore dell’identità biologica sia l’unico modo per non cadere in manipolazioni, per quel che riguarda il nostro settore. L’Europa cammina ad alte velocità, ma l’Italia è come se procedesse con il freno a mano, a causa soprattutto di leggi sbagliate o inesistenti”.

 

Foto ECOMERCANDO Fabbris D’Antonio

 

Margherita Parascandalo

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