martedì , 18 Gennaio 2022
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Banche del Tempo, che cosa sono e quante ne esistono in Italia?

Le Banche del Tempo, conosciute anche come BdT, sono un certo tipo di associazioni, che trovano le fondamenta nello scambio gratuito del tempo. 

Per quanto tale idea possa sembrare astratta, in realtà, è molto concreta ed efficace, soprattutto, dal punto di vista umano.

Le Banche del Tempo, infatti, sono organizzate come istituti di credito le cui transazioni si basano sulla circolazione del tempo, anziché del denaro. La differenza con gli Istituti, che comunemente conosciamo un po’ tutti, è che in questo caso non si maturano mai interessi né in passivo e né in negativo. 

Ciascun socio dell’associazione mette a disposizione la propria competenza per qualche ora ad un altro iscritto e viceversa. Infatti, l’unico obbligo a cui si è tenuti a rispondere è il pareggiamento del conto; un vero e proprio mutuo soccorso, possibile in quanto le “ore” date vengono “calcolate” e “accreditate” o “addebitate” nella Banca. 

Scopriamo insieme ulteriori dettagli sulle Banche del Tempo.

La storia delle Banche del Tempo

Le prime associazioni, che presero il nome di “Local Exchange Trading System” (“LETS”), nacquero negli anni Ottanta.

Sorte per necessità, nel tempo si sono poi dimostrate un’idea originale per diffondere una forma di economia alternativa, esportata in un secondo momento in Francia (SEL), in Spagna e Sud America; nei Paesi Bassi, Germania e nei Paesi scandinavi.

La mission delle Banche del Tempo

La mission delle Banche del Tempo consiste nell’aiutare il prossimo, coinvolgendo quante più persone possibili. Non contano età, condizioni sociali e culturali.

Nello specifico, però, è importante sottolineare che gli iscritti alle Banche del Tempo sono in prevalenza donne (70%). L’età media si sta abbassando, in quanto il progresso tecnologico ha coinvolto anche le fasce giovani della società.

Le ore da scambiarsi prevedono moltissime attività: lezioni di cucina, accompagnamenti e ospitalità, baby sitting, prestito o baratto di attrezzature varie, corsi informatici. E ancora: ripetizioni scolastiche, organizzazione di eventi e feste (Covid-19 a parte), baratto.

Insomma, non c’è mai modo di annoiarsi.

In Italia

Per quanto riguarda la situazione italiana, a partire dal 1988 in Emilia-Romagna nacquero alcune associazioni simili alle Banche del Tempo.

Infatti, tale realtà venne usata per la prima volta a Parma dagli inizi degli anni Novanta. Sarà, però, la sperimentazione di un gruppo di donne di Santarcangelo di Romagna a far conoscere a tutto il mondo il progetto; un successo mai visto prima, che portò le protagoniste ad essere oggetto di tanti studi a partire dai primi anni Duemila. Non a caso, durante questi anni,  molte sono state le tesi di laurea, articoli, pubblicazioni, dedicati a loro.

La mappa delle Banche del Tempo italiane

Attualmente anche tanti uomini fanno parte delle associazioni, che possono essere raggruppate in una mappa a livello nazionale.

Ad esempio, in Campania esistono ben 75 realtà simili; tra cui troviamo l’esempio del Comune di Agerola, che fa parte, tra le altre cose, dell’Associazione Comuni Virtuosi.

Non solo. Il digitale non è servito solo a mappare le Banche del Tempo italiane.

L’esempio digitale di “TimeRepublik”

Nel dicembre 2012, infatti, è stata lanciata “TimeRepublik”, una Banca del Tempo globale digitale.

Obiettivo del progetto? Eliminare i limiti geografici delle organizzazioni tradizionali e avvicinare i giovani a questo tipo di attività. A gennaio 2014 “TimeRepublik” ha superato 10.000 utenti registrati, diffusi in oltre 80 paesi, con oltre 30 nuovi iscritti al giorno.

E tu vorresti regalare il tuo tempo in cambio di altro tempo?

 

 

Margherita Parascandalo

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