giovedì , 19 Maggio 2022
Caldo record
Caldo record

Caldo record: nuove temperature vertiginose registrate a livello degli oceani

L’aumento delle temperature a livello globale ha fatto registrare un nuovo caldo record, paragonabile addirittura all’esplosione di 7 bombe atomiche. A confermare i timori è uno studio internazionale pubblicato sulla rivista “Advances in Atmospheric Sciences”, intitolato “Another record: Ocean warming continues through 2021 Despite La Nina Conditions”. Lo studio è stato condotto al livello degli Oceani, dimostrando come le temperature dei mari siano sensibilmente aumentate su scala globale. A risentirne maggiormente è stato il bacino del Mar Mediterraneo, tendente a riscaldarsi più rapidamente. 

Il calore di 7 bombe atomiche  

I ricercatori hanno dimostrato che il caldo record registrato è paragonabile addirittura a quello sprigionato dalla detonazione di 7 bombe atomiche. Gli Oceani, infatti, avrebbero assorbito calore equivalente a 7 ordigni nucleari che esplodono ogni secondo, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno.

L’incremento del caldo non è stato mitigato neanche dal fenomeno definito “La Niña”, una fase estrema di un ciclo climatico risultante dall’interazione tra l’atmosfera e la superficie dell’Oceano, che tende a portare temperature fredde, soprattutto sull’Oceano Pacifico. 

I dati pubblicati da CLIVAR (Climate and Ocean – Variability, Predictability, and Change) dimostrano un aumento sensibile dell’OHC (Ocean Heat Content), il contenuto di calore dell’Oceano, almeno a partire dal 1995.

Secondo lo studio di “Advances in Atmospheric Sciences”, nel 2021 la temperatura degli Oceani è stata la più elevata mai registrata nella storia dell’umanità.

Parola agli esperti

Gli esperti affermano che la presenza massiccia di Co2 nell’atmosfera abbia causato il caldo record. L’oceano, infatti, assorbe quasi un terzo della Co2 emessa dall’uomo, ma il riscaldamento inibisce tale processo, lasciandone una quantità maggiore a livello atmosferico. 

L’aumento delle temperature oceaniche influisce sensibilmente a livello climatico e in maniera sempre più drammatica per la vita dell’uomo. L’incremento delle temperature, ad esempio, ha un effetto che favorisce l’innalzamento dei livelli del mare, comportando gravi danni per le aree costiere.

Il Forum C40 Cities, che unisce i sindaci di circa 100 città a livello globale unite a contrastare i cambiamenti climatici, stima che entro il 2050 più di 570 città costiere dovranno affrontare un aumento del livello del mare di almeno mezzo metro. In questo modo sarà a rischio la vita di 800 milioni di persone. Oceani sempre più caldi comportano anche un incremento di tempeste e uragani sempre più violenti. Questi fenomeni si associano poi a periodi prolungati di caldo torrido e persistente. 

Inoltre, uno studio realizzato dal centro di ricerca ambientale Smithsonian ha dimostrato che il riscaldamento ha causato una riduzione di ossigeno nei mari di tutto il mondo pari al 2%. Ciò ha un effetto devastante sulla catena alimentare, compromettendo la salute e la sopravvivenza di molte specie viventi, compresa la nostra. 

 

 Stefano Cortese

 

 

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