giovedì , 19 Maggio 2022
Appunti di viaggio di Antonella Troisi
Appunti di viaggio di Antonella Troisi

Appunti di viaggio di Antonella Troisi: Monte Terminio da Volturara per il Passo di Annibale

Lasciarsi sorprendere è sempre straordinario. Ed è quello che è accaduto, ancora una volta, ad Antonella Trosi, che ha deciso di inoltrarci un altro racconto di una sua escursione, questa volta sul Monte Terminio.

Monte Terminio da Volturara per il Passo di Annibale

Escursione del 13/02/2022 con Vertikal Berg

Percorso principale: Sentiero di Annibale dalla Piana del Dragone,   poi CAI 101 da Acqua delle Logge

Dislivello in salita: 1111m / Sviluppo: 20 km circa.

Tempo di percorrenza (in ore): 8h escluse soste 

Difficoltà: E (escursionisti allenati)

Equipaggiamento: scarpe da trekking (obbligatorie), vestirsi a strati e portare un ricambio, giacca softshell, cappello, guanti, ghette.

 Attrezzatura: bastoncini telescopici (consigliabili), ramponi (obbligatori)

Gruppo montuoso: Parco Regionale dei Monti Picentini

Comune: Volturara (AV)

Arriviamo alla Piana del Dragone (Volturara) alle 8.30, il tempo di sistemare lo zaino, l’attrezzatura necessaria ed incomincia la nostra avventura. Giornata di sole, promette bene. 

Ci avviamo verso il sentiero di Annibale, lo percorriamo senza grosse difficoltà, è un sentiero forse poco emozionante, alberi spogli e un fiume oramai secco la fanno da padrone. 

Il cammino è piacevole, un sole invernale riscalda le nostre membra. Fa persino caldo e io rimpiango di essermi coperta troppo, ignara di quello che mi aspettava dopo. Ci soffermiamo, come al solito, per le foto e proseguendo arriviamo alla porta di Annibale e di seguito al Rifugio di Acqua delle Logge. Qui inizia a comparire la neve, ma è poca e non ci preoccupa. 

Lasciamo Annibale e i suoi elefanti e proseguiamo per il sentiero CAI 101 che cammina sotto la parete nord del Terminio. Intanto la neve aumenta, ma si mantiene morbida, non si avverte la necessità d’indossare i ramponi, ma le ghette sì, per evitare sia di bagnare i pantaloni e sia che la neve finisca negli scarponi.  

Il sentiero è segnalato, ma ci vuole attenzione poiché non è facile scovare i segnali sugli alberi. Per chi fosse meno esperto occorre seguire le strisce bianche e rosse presenti sugli alberi per non uscire fuori sentiero. Per procedere conviene zigzagare, ovvero fare un percorso con curve strette e alternate sinistra e destra, l’unico modo per affrontare la montagna. 

Intanto la neve diventa sempre più alta e morbida tale da farci affondare, è sempre più faticoso avanzare e risulta addirittura impossibile fare gli ultimi 300 mt che ci avrebbero permesso di arrivare in vetta. Sono le 14 e si decide di tornare, non prima di aver pranzato. 

Non è una gara, non ci sono né vinti, né vincitori, ma solo persone con un unico idem sentire e responsabilmente si decide di tornare prima che il buio ci sorprenda sulla montagna. 

Fa buio presto e anche se siamo muniti di torce frontali non è piacevole affrontare la discesa innevata di notte. Occorre stare attenti alle pietre che si nascondono sotto la neve e stare lontani dagli alberi dove il manto nevoso è più alto di quello che si trova sul sentiero e potrebbe causare problemi.  

Il ritorno avverrà per la stessa strada fino alla porta di Annibale, poi seguiamo una discesa che sovrasta il torrente Acqua delle Logge che, attraverso un castagneto, ci ricondurrà fino alle auto.

La giornata si conclude rilassandoci davanti ad una birra, soddisfatti e con la convinzione che presto ritorneremo, la vetta ci attende.

Antonella Troisi

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