giovedì , 19 Maggio 2022

Appunti di viaggio di Antonella Troisi: escursione del 05/02/2022 

Abbiamo voluto raccogliere nuovamente la testimonianza diretta della nostra amica e lettrice Antonella Troisi, che ci ha raccontato la sua escursione del 5 febbraio a Pizzo San Michele.

Walking with the dog

Obiettivo: Pizzo San Michele (1567 slm) Parco regionale dei Monti Picentini

Escursione: E (Escursionistico). 

Tipo di percorso: Itinerario su sentieri o tracce di sentiero ben visibili, normalmente con segnalazioni. 

La giornata la dedico alla mia Mirta, un mix di dolcezza, caparbietà, forza, insomma uno tsunami nero di 30 kg. 

L’obiettivo è quello di portarla sulla cima di Pizzo San Michele, la vetta più occidentale di un rilievo montuoso che si trova nel Parco regionale dei Monti Picentini e che si estende tra le province di Avellino e Salerno. Il monte, infatti, abbraccia tre comuni: Calvanico, Montoro e Solofra. Ce la faremo? Ma sicuramente.

Il sentiero è semplice, non presenta forti pendenze, è alla portata anche di escursionisti non esperti. Vi posso assicurare che su in cima lo spettacolo è straordinario. 

Ma procediamo con calma. 

Partenza da Salerno ore 9 con molta tranquillità. 

Per raggiungere la vetta di Pizzo San Michele ci sono due sentieri: uno parte da Solofra e uno da Calvanico. Scelgo il secondo e fermo l’auto in prossimità del Casino De Fazio un rifugio posto a 1120 mslm. Qui inizia la nostra avventura.

Mirta dopo un breve sopralluogo, s’incammina sicura verso il sentiero che ci porterà in vetta. Va spedita e senza remore. Durante la prima parte del percorso ci fanno compagnia castagneti e faggi denudati delle foglie, pietre, ciottoli e sole (meno male!). Lungo il sentiero si incrociano anche delle Croci Votive utilizzate per le cerimonie religiose.

Piano piano il paesaggio cambia e la neve la fa da padrona. Una neve morbida, che ci permette di continuare a salire senza grosse difficoltà. In verità Mirta è come un bambino alle prese con un nuovo giocattolo. Va avanti e indietro, plana sulla neve con la sua grazia di cane di taglia grande, l’annusa e l’assaggia. Tutto nuovo per lei, i suoi occhi, amici miei, brillano di felicità. Sembra Gulliver alla scoperta di posti e luoghi fantastici. 

Finalmente si arriva in vetta. La tradizione vuole che si compiano tre giri intorno al santuario per scaramanzia e figuriamoci se io e Mirta non li facciamo!!

Ma dopo ci ferma per ammirare uno scenario magnifico. Camminando intorno al santuario è possibile ammirare tutte le principali catene montuose della Campania: i monti Picentini, gli Alburni, il Terminio, i monti Lattari. Resto lì immobile a fotografare mentalmente il panorama, questi scenari mi faranno compagnia nei momenti no, perché occorre sempre ricordare le cose belle della vita per andare avanti e non arrendersi mai. 

Questo giorno lo dovevo a lei che mi fa compagnia da 4 anni giorno e notte, sempre in attesa di una coccola, di un premio. A lei che mi aspetta dietro la porta, che guarda l’infinito dal balcone e ti chiedi a cosa mai starà pensando. A lei che mi ha riempito le giornate facendo sì che i fantasmi dei ricordi restassero confinati in un angolo della mia mente. A lei che ha dipinto le mie pareti di nero.

Un piccolo snack a Mirta e iniziamo a scendere. Si ritorna alla macchina e a casa. 

Un giro breve, di circa 2 ore.  

Ma a volte non è la lunghezza del percorso ad essere importante, ma quando vibra cuore e mente sai che la giornata è stata unica. 

Controlla anche

Appunti di viaggio di Antonella Troisi

Appunti di viaggio di Antonella Troisi: Monte Terminio da Volturara per il Passo di Annibale

Lasciarsi sorprendere è sempre straordinario. Ed è quello che è accaduto, ancora una volta, ad …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

sedici + sedici =