domenica , 26 Giugno 2022
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Cyberspazio, che cos’è e quali sono i trend della cybersecurity?

Cyberspazio e cybersecurity sono due termini ormai entrati nell’uso quotidiano del linguaggio comune.

Questo accade perché sono cambiate le abitudini dei consumatori e dei lavoratori, perché le tecnologie sono sempre più avanzate e i cosiddetti “criminali del web” sono  più abili di un tempo, nel portare a buon fine i loro attacchi.

Sempre più hackers si sono resi conto di quanto possa essere profittevole attaccare gli organi di rilievo per destabilizzarli. Dunque, per tali motivi, i governi si sono attrezzati con una forza militare addetta al cyberspazio.

Ma qual è lo stato attuale della cybersecurity?

Scopriamolo insieme.

Lo stato attuale della cybersecurity

La Polonia è stata la prima a creare formalmente una componente cibernetica nelle proprie forze armate, annunciandone la sua formazione lo scorso 8 Febbraio 2022. Già, nel 2016, però, la Nato aveva dichiarato ufficialmente che il cyberspazio fosse un campo di battaglia.

Infatti, gli attacchi hacker ai governi si sono dimostrati non convenzionali e capaci di creare molti danni, sia a livello strutturale che politico. Potremmo definire, però, il 2021 come “l’anno di caccia informatica”. Lo scorso anno sono stati attaccati oltre che ai governi, anche molti civili, alcune strutture sanitarie e industrie di ogni genere.

Vediamo alcuni degli attacchi più rilevanti del 2021.

I dettagli degli attacchi informatici dello scorso anno 

A marzo del 2021, la prima vittima informatica è stata Microsoft Exchange a causa di alcuni cybercriminali cinesi. Questi hanno compromesso le caselle di posta elettronica di migliaia di aziende e amministrazioni degli Stati Uniti.

A inizio maggio 2021, invece, un ransomware ha colpito la Colonial Pipeline, che gestisce un oleodotto, che trasporta quasi la metà del carburante della costa orientale degli Stati Uniti. L’aggressione aveva messo fuori funzione i suoi sistemi di fatturazione. L’Fbi, però, per fortuna, ha individuato in tempo i colpevoli, ossia una banda russa che ha chiesto un riscatto di 75 bitcoin  (allora il valore era di 4 miliardi di dollari).

Nel mese di ottobre dello stesso anno, la piattaforma di Live-streaming Twich ha subito un assalto, che prevedeva sia la raccolta dei dati degli utenti che la violazione del codice sorgente della piattaforma.

Ma perché tutti questi attacchi informatici?

La pandemia ha amplificato la gestione del lavoro da remoto e di conseguenza molte aziende e i propri dipendenti sono stati presi di mira dai malintenzionati del web.

Attualmente, l’attacco più comune è quello dei “ramsonware”; un tipo di attaccato hacker che non solo limita l’accesso ai dispositivi, ma chiede anche un riscatto non tracciabile per potervi accedere nuovamente.

Sorge spontanea un’altra domanda: in che modo possiamo difenderci dalle illegalità informatiche?

Gli attacchi informatici più comuni

Ci sono piccoli ma importanti accorgimenti da tener conto per la cybersecurity, vediamone qualcuno insieme.

Primo tra tutti l’uso di password complesse e non univoche per i propri dispositivi e per i portali a cui si è iscritti. Sarebbe utile crearne quelle che promuovano caratteri alfanumerici e il maiuscolo e minuscolo.

Brittany Grienfield, esperta di sicurezza informatica e Ceo della piattaforma Wabbi, ha evidenziato, comunque, delle perplessità per quanto riguarda il mondo legato alle password. 

La Ceo, infatti, ha parlato di un probabile riconoscimento dei dati biometrici per accedere alle piattaforme, come accade anche per lo sblocco dei più recenti smartphone. Molte aziende però ancora non sono pronte all’abbandono della classica password. Dove possibile, soprattutto per quanto riguarda i social, è consigliabile avere un’autentificazione a 2 fattori. Questa prassi prevede l’invio di un codice al proprio numero di telefono, nel caso in cui qualcuno cerchi di accedere ai nostri account da browser o dispositivi mai utilizzati. In generale, semplice ma non banale, è l’installazione di antivirus sui propri dispositivi.

Tra gli attacchi più frequenti c’è anche il phishing. La maggior parte delle volte si tratta di email – da fittizie aziende – nelle quali viene richiesta la verifica di dati anagrafici, personali e sensibili con lo scopo di poter rubare dati sensibili o somme di denaro. Il phishing, per essere credibile, “parla” direttamente all’interlocutore, rivolgendosi ad esso per nome e cognome.

Sono facilmente smascherabili in quanto la mail arriva da un indirizzo simile a quello dell’organo che vogliono rappresentare. Inoltre, spesso, la loro sintassi e grammatica è completamente scorretta o evidenza degli errori inconcepibili per determinati organi.

Consigli per correre ai ripari

Fare attenzione a piccoli particolari, come la sintassi e l’indirizzo email, possono evitarci danni irreparabili.

Per la sicurezza dei propri dispositivi, è consigliabile non collegarsi a reti wifi e porte usb pubbliche, per utilizzare o ricaricare i nostri dispositivi. Anche queste possono essere prese di mira da male intenzionati per poter prendere i nostri dati.

Eseguire il backup dei propri dispositivi, conservando esternamente i dati che ci interessano è buona pratica per la propria sicurezza, così come procedere anche all’aggiornamento dei software.

Altro banale stratagemma, ma utile soprattutto quando lavoriamo al pc, è quello di schermare le webcam e spegnere i microfoni. In questo modo, eventuali hacker che ci osservano di nascosto non possono riuscire a vedere e sentire ciò che facciamo.

Piccoli accorgimenti necessari per la nostra sicurezza informatica.

Morena Motariello

Fonti: Asvis.it; Wired.it; Wired.it; Assoprovider.it.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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