domenica , 2 Ottobre 2022
Fonte: Pixabay

Casa passiva: cosa è e quali sono le peculiarità della casa sostenibile del futuro

Il futuro dell’edilizia è la casa passiva, ecosostenibile, che ricava, quindi, in modo passivo l’energia necessaria al suo funzionamento.

Questa è stata ideata nel 1988 dalla sinergia di due università tedesche, grazie ai fisici Wolfgang Feist e Bo Adamson. L’idea di partenza era quella di sfruttare l’esposizione solare e la qualità dei materiali, per ridurre al minimo i consumi per il riscaldamento e il raffreddamento degli ambienti.

Pensata soprattutto per zone in cui il clima è rigido, nel corso degli anni ci si è dovuti ricredere, siccome ben si adatta a climi più miti, come il nostro mediterraneo.

Avere una casa passiva significa rispettare l’ambiente e vivere in sinergia con esso.

Scopriamo insieme e nel dettaglio che cosa sia la casa passiva, quali sono i vantaggi di acquistarne una nel mondo.

Cosa è una casa passiva?

La casa passiva è un’abitazione, ma anche un edificio, in cui esposizione e materiali contribuiscono a renderla autosufficiente dal punto di vista energetico. Se non del tutto autonoma, si abbattono comunque i costi a partire dal 75% rispetto alle abitazioni tradizionali.

La Passivhaus (sua denominazione tedesca), non utilizza i tradizionali impianti di riscaldamento, ma trae calore grazie ai raggi solari, che battendo su superfici conduttrici riscaldano l’ambiente.

Ciò di cui fa uso la moderna abitazione non è nulla di nuovo: coibentazione delle pareti, infissi termici, impianti di ventilazione per recuperare il calore.

L’isolamento termico è ottenuto grazie all’aumento dello spessore del materiale isolante, dagli 8cm delle case tradizionali ai circa 30cm delle case passive. Inoltre, il materiale isolante viene posto nello strato più esterno della parete, invece che nel lato interno come normalmente fatto.

Grazie all’isolamento termico, la casa riesce a riscaldarsi anche con fonti interne alla casa che di solito passano inosservati: elettrodomestici attivi, dall’illuminazione, dall’acqua calda usata per l’igiene personale e della casa.

Anche le finestre termiche sono diverse a quelle tradizionali. Nella casa passiva le finestre hanno vetrate più doppie e di una superficie maggiore rispetto ai normali infissi, aumentando così la luminosità e il calore prodotto dal sole. La grandezza delle finestre è anche il motivo per cui ce ne sono di meno.

Altro modo per riscaldare la casa grazie ai raggi solari, è quello di inserire tubature esterne sotto il terreno, che collegate alla casa riscaldano poi l’ambiente domestico. Infatti, queste case moderne ed ecosostenibili prevedono volumi compatti che meglio trattengono il calore rispetto ad edifici con volumi spezzati o distribuiti.

Tali appartamenti inoltre sono pensate per eliminare ogni disturbo esterno, dai rumori all’aria inquinata. Utile anche per allergie stagionali: l’aria che entra in casa viene purificata con dei filtri.

I vantaggi e requisiti per definire una “casa passiva”

I vantaggi dell’avere una casa passiva, in riferimento al consumo energetico, non sono pochi. Basti pensare che una Passivhaus consuma il 90% in meno rispetto alle case tradizionali e il 75% in meno rispetto ai nuovi edifici che hanno la regolamentazione termica attuale.

Affinché una casa si possa definire passiva, è necessario che ottenga un certificato che ne attesta particolari caratteristiche.

I criteri per l’attribuzione di casa passiva possono essere riassunti in 4 punti:

  • Consumo di energia primaria annua che non supera i 120kWh/mq;
  • Riscaldamento inferiore ai 15 kWh/mq annui;
  • Tenuta all’aria di n50<0,6 h-1;
  • Trasmittanza U= 0,15 W/m²K per le pareti opache e U = 0,8 W/m²K per le parti finestrate.

Questi standard sono pensati per zone dal clima freddo, in cui l’energia per il riscaldamento è superiore rispetto a quella di raffreddamento.

Per far sì che le case passive fossero adatte anche a climi più caldi, l’Unione Europea lanciò il progetto Passive-on per trovare un adattamento anche in ambienti più caldi. Il progetto ha anche evidenziato come possa essere utile utilizzare schermi solari per proteggere la struttura dai raggi solari e estivi e rinfrescare con ventilazione i muri che hanno assorbito calore durante il giorno.

La casa passiva in Italia e nel mondo

Il modello di casa passiva ecosostenibile, nonostante sia nato in nord Europa, si è diffuso in tutto il mondo.

Anche in Italia ne abbiamo degli esempi molto particolari, come la casa passiva in canapa e calce presente in provincia di Pisa. La casa in questione è una villetta a due piani con una struttura portante in legno e tamponature realizzare con un mix di canapa e calce. Questo miscuglio rende l’alloggio molto traspirante ed isolato, tanto da non necessitare di impianti di riscaldamento o raffreddamento.

Sempre italiana è Biosfera 2.0, una casa che autoproduce energia. La sua particolarità sta nel fatto che si tratta di una casa mobile: un modulo lungo 25m con struttura portante in legno, pareti ventilate isolate con lana di roccia e finestre con triplo vetro.

In Russia, è un edificio passivo quello che ospita gli uffici del WWF. Si tratta di una Pop-up house, infatti è prefabbricata e si monta in soli 4 giorni con anche solo 4 persone. È stata realizzata con materiali isolanti, leggeri e riciclabili.

A Vienna vi è il primo grattacielo passivo, il RHW.2, alto ben 20 piani.

A New York vi è la Hudson Passive Project, una casa dalle forme e materiali semplici, che grazie al volume compatto minimizza le dispersioni termiche e i materiali usati favoriscono l’accumulo di calore.

L’unico “svantaggio” di una casa passiva è che costa all’incirca il 10% in più rispetto alle case normali.

I costi dipendono ovviamente dalla grandezza ed anche dal luogo in cui si trova per i dovuti adattamenti climatici. Si stima che il prezzo si aggiri sui 2000 euro al metro quadrato.

Fonti: immobiligreen.it; tuttogren.it; architetturaecosostenibile.it; ecocultura.it

Morena Motariello

Controlla anche

SANA 2022: in arrivo a Bologna, dall’8 all’11 settembre, la 34° edizione del Salone Internazionale del Biologico e del Naturale

SANA, come ogni anno, rappresenta il principale palcoscenico del biologico e del naturale.  Giunta alla …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

tre × 4 =