venerdì , 12 Agosto 2022
Foto di Pham Trung Kien da Pixabay

Dal 2024, in Francia e non solo, non sarà più possibile acquistare cani e gatti dai negozi di animali. E in Italia?

Il governo francese, nel 2021, ha approvato numerose riforme volte a vietare categoricamente la vendita di cani e gatti nei negozi privati di animali. Tale limitazione entrerà in vigore dal 1 gennaio del 2024. La ragione è ben precisa: dare dignità esistenziale agli animali chiamati in causa, in quanto dei veri e propri esseri senzienti.

Infatti, si vuole, attraverso l’iniziativa, pensare che, ad esempio, un cane o un gatto non siano paragonabili a una merce di scambio, pari ad un oggetto inanimato. A tal proposito, è stato approvato anche il divieto di esporre animali in vetrina.

Scopriamo ulteriori dettagli sulla legge, che non è un caso isolato a livello mondiale, a parte l’Italia.

 

I dettagli della legge francese 

Il testo, che è stato applicato dal Parlamento francese include anche nuove norme relative alla fine dello sfruttamento degli animali nei circhi – entro i 7 anni di età – e dei cetacei nei parchi acquatici. Anche gli allevamenti di visoni, chiuderanno i battenti nel momento in cui entrerà in vigore la legge nel 2024.

Inoltre, per tutti coloro che, comunque, vorranno crescere un animale da un allevamento o da un rifugio, è prevista l’istituzione di un “certificato di conoscenza”. Questo passaggio è necessario al fine di comprendere le esigenze specifiche della specie in questione.

Il disegno di legge prevede anche pene severe nei confronti di chi mette in atto reati contro gli animali. Nel caso di maltrattamento, abbandono e soppressione saranno previste delle multe fino a 75mila euro più 5 anni di carcere.

 

Buone notizie anche dagli Stati Uniti e dal Canada

Anche i legislatori di New York hanno pensato a una legge che, una volta firmata, vieterà poi ai negozi di animali di vendere cani, gatti e coniglietti. L’intento, per l’appunto, è quello di fermare il flusso di cuccioli allevati in modo crudele e intensivo a scopo di lucro.

«Una volta firmata la legge, la Puppy Mill Pipeline metterà finalmente fine alla vendita di cuccioli di cane allevati in modo crudele nei negozi di animali di tutto lo Stato di New York, che ha una delle più alte concentrazioni di negozi di animali del Paese che vendono», ha così dichiarato Matt Bershadker, Presidente e amministratore delegato dell’ASPCA.

In più anche nella città di Boston è ritenuto illegale vendere animali di razza nei negozi e negli allevamenti professionali, già dal 2 marzo 2016; decisione simile anche in Canada, dove è possibile, però, prendersi cura di cani, gatti e altri animali da compagnia provenienti dai rifugi.

 

E in Italia? 

Per quanto riguarda la nostra Nazione, attualmente, non esiste una legge che vieti la vendita di cuccioli nei negozi. Le norme sancite dall’Accordo Stato Regioni del 2013, prevedono specifici divieti per quanto riguarda la vendita e la cessione di cani e gatti, quando questi hanno un’età inferiore ai due mesi, che sale ai tre nel caso in cui il cucciolo è di importazione (regolamento della comunità europea 998/2003).

Inoltre, stando al Decreto legislativo n.529/92, è altresì possibile vendere un cane o un gatto senza pedigree, ad eccezione che tali animali non vengano considerati animali di “razza”.

Altro discorso per quanto riguarda la vendita di animali esotici e selvatici, che è severamente vietata. Si tratta soprattutto di specie rare, che non devono essere sottratte al proprio habitat d’appartenenza e che necessitano di particolari accortezze per la riproduzione e conservazione della fauna.

La legislazione sulla detenzione di animali selvatici/esotici è regolata dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, in vigore dal 1973 e condivisa dagli Stati membri Ue a seguito dei regolamenti CE 338/97 e 865/2006.

Fonti: Kodami; Roma; Lifegate

 

 

 

Margherita Parascandalo

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