sabato , 26 Novembre 2022
Foto di Ian Ingalula da Pixabay

Si celebra oggi la Giornata per l’industrializzazione dell’Africa

Era il 1989 quando durante l’assemblea generale delle Nazioni Unite si istituì il 20 novembre “La Giornata per l’industrializzazione dell’Africa”.

Ogni anno, in occasione di questa giornata, in tutto il mondo si organizzano eventi di sensibilizzazione sull’importanza dell’industrializzazione del continente africano, con relative sfide da affrontare. 

Le risorse in Africa non mancano, è importante quindi, che governi e istituzioni collaborino per industrializzare un paese con un alto potenziale di sviluppo economico.

Scopriamo ulteriori dettagli.

Gli obiettivi della Giornata per l’industrializzazione dell’Africa

La giornata per l’industrializzazione dell’Africa è un appuntamento annuale per individuare e stimolare il progresso e lo sviluppo di un continente troppo spesso sfruttato dalle altre Nazioni.

L’Africa è un paese ricco di risorse, materie prime, terreni fertili. Che gli altri continenti hanno voluto sfruttare, destabilizzando molti ecosistemi e l’economia locale.

L’obiettivo è quello di industrializzare l’Africa, diversificare i mercati e le economie, contribuendo così all’abbassamento dell’alto tasso di povertà presente nel Paese. L’Africa è attualmente il continente più povero economicamente. Probabilmente anche il più colpito dai cambiamenti climatici. Un’industrializzazione è quindi fondamentale.

Il punto di vista dell’ONU

Secondo l’Onu, è necessario che ci sia un lavoro di insieme e integrazione tra la comunità internazionale, il governo e le istituzioni africane. Il lavoro deve mirare ad ostacolare tutti quei fattori che, fino ad oggi, hanno impedito al continente africano di tenersi al passo con gli altri paesi a livello industriale. Pensiamo a: infrastrutture sbagliate, conflitti armati, bassa competizione tra i mercati.

L’industrializzazione dell’Africa, potrà contribuire ad aumentare la produttività che di conseguenza porterà all’aumento della forza lavoro e quindi dell’occupazione.

Saranno necessarie nuove attrezzature e persone che lavorano ad esse e con esse.

Lo scenario attuale dell’industrializzazione dell’Africa

L’Africa è uno dei paesi tartassati dalla smania di potere e controllo degli stati degli altri continenti. Da sempre sfruttata per le sue materie prime, ha subito troppo presto un processo di de-industrializzazione a causa di coloro che hanno abusato delle ricchezze del continente.

La possibilità che un Paese come l’Africa possa industrializzarsi è messa in dubbio, per alcuni è addirittura consigliabile non provarci.

In realtà l’Africa ha solo bisogno di avere un sostegno. Infatti, vi sono fattori che possono aiutare il continente ad aprirsi verso l’industrializzazione, avendo anche ottimi risultati.

Gli ambiti farmaceutici e tecnologici

Desterà forse sorpresa, ma tra le industrie più sviluppate in Africa troviamo quella farmaceutica e quella tecnologica.

L’industria farmaceutica rappresenta un importante fattore per l’incremento dell’industrializzazione dell’Africa. In soli 20 anni il valore dell’industria farmaceutica africana è salito dai circa 8 miliardi di dollari ai 65 miliardi.

La farmacia, è un ambito scientifico che non solo richiede alta conoscenza, ma ha anche il potenziale di creare numerosi posti di lavoro. Inoltre, avendo la possibilità di poter produrre farmaci nelle aree circostanti, nei luoghi che ne hanno più bisogno, si ha il vantaggio di poter ridurre i costi di trasporto e i tempi di attesa che per alcune popolazioni possono essere fatali.

Le nuove tecnologie sono l’altro settore su cui puntare per l’industrializzazione dell’Africa.

Con nuove tecnologie facciamo riferimento a ciò che permette la digitalizzazione, la creazione di materiali intelligenti e la stampa 3d. Quest’ultima, verrebbe utilizzata per la creazione di componenti dell’industria aereonautica. Infatti, il Sud Africa possiede la più grande stampante 3D al mondo.

A vantaggio dell’Africa anche la vivace capacità imprenditoriale e la crescita del ceto medio. Sarà proprio quest’ultima fetta di popolazione a sostenere la prima generazione di imprenditori del continente. Nel quale sono strutturate circa 300 piattaforme digitali; 400 centri di alta tecnologia a cui se ne aggiungono sempre altri.  Negli ultimi 40 anni è raddoppiata l’attività industriale e il valore dell’industria è cresciuto del 4% all’anno.

Rispetto al resto del mondo, l’Africa però contribuisce solo all’1% della produzione mondiale di conoscenza digitale; un divario che può essere colmato con l’estensione dell’accesso ad internet.

Affinché l’Africa possa colmare il suo divario è, però, necessario che i governi si lascino alle spalle il passato volgendo lo sguardo al futuro. Impedendo che vengano creati ostacoli al progresso e incoraggiando i giovani imprenditori tecnologici.

Soprattutto, si dovrebbe smettere di limitare i diritti delle donne, che sono per la maggior parte impiegate nel settore manifatturiero.

Morena Motariello

Fonti: Vociglobali; Unimondo; Almanaccoeu; Unric.org

 

 

 

 

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