venerdì , 27 Gennaio 2023
Fonte: web

18 dicembre: Giornata internazionale per diritti dei migranti. Quanti ne sono nel mondo?

Era il 2000 quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò il 18 dicembre giornata internazionale per i diritti dei migranti.

Dieci anni prima, fu approvata la convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie. Ad oggi la convenzione prevede solo 47 ratifiche e l’Italia non è tra i paesi che l’hanno firmata: la maggior parte di queste deriva dai Paesi di provenienza della maggior parte dei flussi migratori.

 

Lo scopo della giornata

Ciò che fece scattare la scintilla nelle Nazioni Unite, affinché si prendessero provvedimenti circa il fenomeno della migrazione, è un evento del 18 dicembre 1972. I fatti accaddero tra Italia e Francia: un camion che attraversava un tunnel fece un incidente e persero la vita 28 lavoratori provenienti dal Mali che si trovavano al suo interno. Il camion dichiarò, però, di trasportare macchine da cucire.

Come è facilmente intuibile, il fenomeno della migrazione esiste dall’alba dei tempi. Infatti, da sempre le persone si sono spostate in cerca di opportunità economiche, o per forze maggiori come i conflitti armati, le persecuzioni e le violazioni dei diritti umani.

In epoca più moderna, il fenomeno migratorio si è intensificato anche in risposta ai cambiamenti climatici e ai disastri naturali che provocano.

Senso di questa giornata è riconoscere il contributo che i migranti danno alle economie dei paesi d’accoglienza e d’origine, oltre che promuovere il rispetto dei loro diritti umani. I migranti, infatti, grazie alle loro competenze e conoscenze, contribuiscono a costruire una comunità forte e resiliente.

La convenzione riconosce la vulnerabilità dei migranti e promuove delle condizioni di vita e lavoro dignitose. Fornisce anche delle linee guida da far seguire nelle politiche nazionali basate sul rispetto dei diritti umani e propone delle disposizioni per combattere gli abusi e lo sfruttamento lavorativo dei migranti.

L’Agenda 2030 per la prima volta ha riconosciuto la migrazione come contributo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Principio fondamentale degli SDG è non lasciare indietro nessuno, nello specifico l’Obiettivo 10 dichiara: “facilitare una migrazione ordinata, sicura, regolare e responsabile e la mobilità delle persone, anche attraverso l’attuazione di politiche migratorie pianificate e ben gestite”.

 

Ma quanti sono i migranti nel mondo?

Il numero di persone che sono costretti ad emigrare dal loro paese, negli ultimi 10 anni è aumentato ogni anno. Basti pensare che alla fine del 2021 le persone che sono scappate dal loro paese di origine a causa di ricerca lavoro, guerre e persecuzioni, sono state ben 89,3 milioni; un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente e di quasi il doppio rispetto ai dati registrati 10 anni fa.

Ad oggi, complice anche la recente guerra in Ucraina, la cifra è arrivata a toccare i 100 milioni. Secondo uno dei rapporti di IOM World Migration Report, ad oggi ci sono più che nei passati decenni persone che vivono al di fuori dei confini dei paesi in cui sono nati. Le statistiche indicano che il 3,6% della popolazione mondiale è composta da migranti. Oltre l’80% dei migranti attraversa le frontiere in modo sicuro, il restante 20% attraversa i confini lungo rotte pericolose e illegali, spesso in mano a trafficanti di esseri umani.

Morena Motariello

Fonti: Unicef; Agente0011; Unhcr

 

 

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