venerdì , 27 Gennaio 2023
Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

Oggi si celebra la Giornata internazionale della Solidarietà umana

Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2005, ogni 20 dicembre si celebra la Giornata internazionale della solidarietà umana.

La giornata vuole promuovere la gentilezza e la tolleranza, trattando tematiche quali l’uguaglianza e la condivisione, per stimolare il mondo a porsi domande sull’attuale situazione economica e sociale.

Temi di particolare importanza soprattutto in questo periodo “post-pandemia”, durante il quale molte famiglie sono state indebolite dal punto di vista psicologico ed economico. La giornata internazionale della solidarietà umana vuole ricordare quanto sia essenziale aiutarci l’uno con l’altro proprio per crescere come genere umano.

 

Ma cosa significa solidarietà?

 

Il significato originario della parola solidarietà è “unione”: le persone si aiutano e si sostengono a vicenda.

La solidarietà può essere un atto simbolico o un aiuto materiale.

L’origine della parola solidarietà si trova nel diritto delle obbligazioni già durante l’epoca dell’Impero Romano: le persone indebitate ricevevano aiuto dai propri familiari.

Con l’industrializzazione della fine del XVIII secolo, il termine solidarietà si allarga a tematiche politiche e sociali, intendendosi come un aiuto e un sostegno civico e sociale, soprattutto per combattere per i propri diritti umani come lavoratori e per aiutare i meno fortunati.

Nel nostro Stato sociale la solidarietà si basa sull’idea di assicurazione sanitaria e assicurazione contro la disoccupazione.

Ciò significa che tutti versano un fondo, diviso equamente tra chi ne ha più bisogno.

 

 

Giornata internazionale della solidarietà umana: perché celebrarla?

 

Una giornata per ricordare ai vari governi il loro impegno nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, partendo appunto da azioni solidali.

Stesso l’ONU è nata per stimolare unione tra le nazioni del mondo, affinchè promuovessero pace, diritti umani e sviluppo economico e sociale dei vari stati.

La giornata internazionale della solidarietà umana vuole puntare i riflettori su temi quali la tolleranza e l’attenzione verso il prossimo, affinché le nuove generazioni si sensibilizzino verso gesti di solidarietà verso il prossimo.

Sono proprio i bambini la speranza verso un futuro più equo e solidale: secondo il report di uno studio di un’università americana, pubblicato su Psychological Science, i bambini sarebbero naturalmente portati alla condivisione già nei loro primi anni di vita.

Ad avere un ruolo centrale a questa predisposizione sono gli adulti, con il loro esempio e i loro insegnamenti. La famiglia, nello specifico, che prepara il terreno alla scuola per rendere il bambino pronto all’azione.

 

Non solo aiuto e condivisione

 

La giornata internazionale della solidarietà punta anche a diffondere l’idea di uguaglianza tra uomini e donne.

La solidarietà non può prescindere dal superamento di discriminazioni dovute al genere, all’etnia, alla religione e alla cultura di un paese.

Ancora oggi migliaia di donne, soprattutto, subiscono discriminazioni dovute al genere. Ciò accade sia nei paesi più civilizzati che in quelli che lo sono meno.

Con la giornata internazionale della solidarietà umana si vuole riconoscere una parità tra generi e culture, auspicando a un mondo senza razzismo proiettato alla multiculturalità linguistica e tradizionale.

In ciò ha un ruolo centrale la scuola che indirizza il bambino e l’adolescente verso il bello delle differenze dell’altro, vedendole quindi non come un difetto, ma un pregio, una particolarità da cui poter trarre anche insegnamento.

La scuola in questo senso, quindi, diventa di particolare importanza per sensibilizzare verso differenze socio culturali, nonostante le brutture dei governi.

 

La solidarietà in Europa

 

Il principio della solidarietà è tra i più importanti fondamenti dell’Unione Europea. Una delle principali volontà della UE è “rafforzare la solidarietà tra i popoli, nel rispetto della loro storia, cultura e tradizione”, concetto che si riflette anche nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Il meccanismo di finanziamento della UE può essere considerato solidale, infatti i Paesi più grandi versano maggiori fondi in modo da aiutare con progetti di finanziamento i paesi più deboli economicamente.

Negli ultimi anni, dal 2015, si è avuta una crisi di solidarietà in Europa a causa dei tanti rifugiati. Infatti molti paesi hanno preferito anteporre i propri interessi, come Ungheria, Slovenia, Austria e Croazia che hanno chiuso le proprie frontiere, lasciando i paesi loro confinanti con il maggior numero di rifugiati. L’idea che il più forte difenda il più debole, purtroppo in Europa non sempre viene seguita, facendo più gli interessi degli “amici”.

A livello globale, la qualità della solidarietà degli stati non può essere misurata, non si può quindi proclamare uno stato più solidale e uno meno.

Uno dei motivi è anche il fatto che la solidarietà assume forme diverse, infatti non possiamo paragonare il nostro sistema sanitario con quello degli Stati Uniti.

La solidarietà avrà sempre i suoi alti e bassi, ma ciò che si può fare è contrastare stanchezza e frustrazione: a favorire ciò può contribuire la trasparenza in modo che le persone possano vedere per quali buone azioni sono serviti i loro soldi.

Necessario è fare si che la popolazione comprenda la scelta di alcune decisioni politiche, ma non è necessario pensare sempre così in grande: anche noi come individuo singolo possiamo aiutare chi ci è vicino.

Morena Motariello

Fonti:

https://www.scuola.net/news/506/il-20-dicembre-stata-la-giornata-internazionale-della-solidar ieta-umana-attivita-per-insegnare-la-solidarieta-ai-bambini

https://www.liberties.eu/it/stories/solidarieta/44290

 

 

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