venerdì , 27 Gennaio 2023
Fonte: Fondazione culturale Girolomoni

“Mediterraneo Dossier”, l’archivio digitale promosso dalla Fondazione Girolomoni sul biologico e ambiente

La Fondazione Girolomoni ha reso più fruibile la rivista Mediterraneo Dossier, che Gino Girolomoni fondò nel 1996; una vera e propria guida volta a promuovere un dibattito virtuoso e in costante aggiornamento su agricoltura biologica e ambiente.

La Fondazione culturale, con sede presso il Monastero di Montebello ad Isola del Piano (PU), è, infatti, impegnata nella conservazione e promozione del patrimonio documentale e valoriale che ci ha lasciato il contadino-intellettuale, tra i pionieri del biologico in Italia. 

 

Si tratta, in particolar modo dell’archiviazione di scritti, documenti e libri, della divulgazione del pensiero di Gino Girolomoni; della valorizzazione dei luoghi in cui la vita e il paesaggio agrario, grazie a lui e alla moglie Tullia Romani, hanno ritrovato significato e potenzialità economiche. Il tutto nella splendida cornice delle colline delle Cesane, fino al Monastero di Montebello, in un’ampia area tra Urbino e Isola del Piano.

Oltre alla gestione degli spazi del Monastero, fa capo alla Fondazione la produzione di opere sulla figura e la vita di Gino Girolomoni, l’organizzazione di convegni e mostre sulla sua attività e la redazione della rivista Mediterraneo Dossier, di cui lui stesso fu Direttore. 

 

Mediterraneo Dossier

Diretta da Dario Benetti, Mediterraneo Dossier, ancora oggi, è una voce corale per mettere in evidenza svariate tematiche: agricoltura biologica e biodinamica, ambiente, biodiversità, energia alternativa ma anche filosofica; teologia, poesia e cultura in genere, legata alla civiltà contadina ma non solo.

Il nome della rivista rivela le motivazioni che spinsero Girolomoni a chiamarla oltre vent’anni fa così: andare alle radici della nostra cultura, che affondano proprio nel bacino del Mediterraneo, culla della civiltà europea.

Tanti i personaggi che nel tempo hanno arricchito il confronto tra le pagine della rivista, tra questi: Guido Ceronetti, Ivan Illich, Sergio Quinzio, Emmanuel Anati, Giorgio Fornoni, Piero Stefani, Giannozzo Pucci. E ancora: Josè Bovè e Gianni Tamino. Da quest’anno inoltre, sulla testata sarà presente anche una nuova rubrica dedicata ai cambiamenti climatici, in linea con la sempre e  forte attenzione all’attualità, oltre ad un focus specifico sull’arte.

Inoltre, sul sito della Fondazione culturale sono liberamente consultabili degli estratti di Mediterraneo Dossier e dei suoi relativi editoriali e articoli, davvero interessanti. È possibile anche effettuare una ricerca degli argomenti trattati ed acquistare i numeri della rivista, sia in versione cartacea che digitale, sia dall’Italia che dall’estero.

 

La mission della Fondazione culturale Girolomoni

 

La Fondazione culturale Girolomoni, va ricordato, ha tra i suoi scopi primari:

  • La conservazione e l’archiviazione degli scritti, dei documenti e del patrimonio librario lasciati da Gino Girolomoni;
  • La divulgazione del pensiero di Gino;
  • La valorizzazione dei luoghi tra le colline delle Cesane, precisamente al Monastero di Montebello. 

La Fondazione oltre ad editare Mediterraneo Dossier, è promotrice anche di una biblioteca che permette di approfondire tematiche legate alla cultura contadina, all’esperienza agricola, alla scelta biologica e molto altro ancora.

 

Ritornando alla digitalizzazione di Mediterraneo Dossier, Maria Girolomoni, Presidente della Fondazione, ha dichiarato:

Se dovessi descrivere in pochissime parole Mediterraneo Dossier direi, prendendo a prestito una frase di mio padre Gino, che “l’agricoltura non riguarda solo l’agricoltura”. La nostra rivista testimonia un pezzo di storia del biologico italiano, con una visione particolarissima che unisce la fede all’ambientalismo, il genius loci ad un prodotto, la cultura all’agricoltura biologica. Nel tempo, quella visione si è alimentata con dibattiti, relazioni e collaborazioni, talvolta di natura culturale e/o commerciale: di tutto questo parla Mediterraneo Dossier. Da oggi questo patrimonio diventa più accessibile.

 

Fonte: Comunicato Stampa Fondazione Culturale Girolomoni 

Margherita Parascandalo

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