mercoledì , 19 Maggio 2021
città campane poco green
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Le città campane sono poco green: come migliorare la situazione?

Nel report annuale di Legambiente, le città campane hanno perso posizione anche quest’anno. Dimostrando ancora una volta di essere poco green.

I dati

Realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore, il report annuale “Ecosistema Urbano” racconta – attraverso una classifica stilata sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani – il duro cambiamento green in atto nella Penisola. Cambiamento che, per le città campane poco green, sembra essere ancora più faticoso.

Il report, infatti, ha riportato dati non molto incoraggianti sulle città campane.

Napoli scende al novantesimo posto, rispetto al 2019, anno in cui era alla posizione ottantaquattro. Caserta perde ventiquattro posizioni scendendo alla posizione novantacinque. Salerno perde due posizioni, sistemandosi al settantasettesimo posto. Benevento subisce il più alto crollo, dalla quarantasettesima posizione dello scorso anno, al sessantesimo posto.

Buona, invece, la prestazione di Avellino che risulta miglior capoluogo in classifica, posizionandosi al trentunesimo posto. Il capoluogo ha, infatti, scalato di trentaquattro posizioni la classifica.

Quali sono i parametri di classificazione?

Le performance ambientali specifiche si basano su: 

  • inquinamento 
  • raccolta differenziata
  • rete idrica 
  • trasporto pubblico 
  • mobilità 
  • fonti rinnovabili

In generale, le città campane poco green faticano a dare risposte alle criticità che le attanagliano. 

A confermarlo i numeri sempre più elevati delle concentrazioni di biossido di azoto nell’aria. La situazione peggiore è quella di Salerno, dove si è registrata una media 38,4 μg/mc. Segue Napoli con 36,6 μg/mc. Poi Avellino con 20,9 μg/mc. Ed infine Benevento, con 22,0 μg/mc.

A preoccupare sono anche i numeri dei trasporti. Napoli con soli 98 passeggeri trasportati annualmente per abitante, è ancora lontana dalle altre grandi metropoli e città turistiche che troviamo quest’anno ai vertici della classifica. Come Venezia, con 705 viaggi/ab/anno e Milano 468 viaggi/ab.

Inoltre, Napoli conta 15 vetture – km / abitante, alla pari di Salerno. Ultima Caserta con 14 vetture – km / abitante.

Per quanto riguarda le isole pedonali, solo Napoli raggiunge la media di 0,47 metri quadrati per abitante, confermando la crescita dello scorso anno. Mentre Salerno e Benevento si avvicinano rispettivamente con 0,39 e 0,38 metri quadrati. Caserta fanalino di coda con appena 0,11 metri quadrati. 

Imbarazzanti anche i numeri sulla raccolta differenziata e sul verde urbano, oltre al fatto che, a confermare che le città campane siano poco green, si stima che una cospicua parte dell’acqua potabile immessa in rete venga sprecata.

Quali sono le soluzioni da adottare per salire in classifica? 

Come dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania:

“Le città campane poco green possono aggredire le emergenze e trasformarle in occasioni di cambiamento, guidando la transizione verso nuovi modelli economici. Possono optare per una produzione carbon free, investendo in posti di lavoro green, in mobilità nuova, in efficienza nei settori decisivi dell’edilizia, dell’energia, dei rifiuti, dell’uso del suolo e delle risorse naturali. Non bisogna inventare nulla, semplicemente applicare ricette che stanno funzionando in altre città italiane ed europee”. 

Secondo Legambiente, inoltre, ci sono dieci piccoli passi da poter fare in ogni città campana poco green. Come: 

  • ridisegnare strade, piazze e spazi pubblici delle città;
  • aumentare il verde urbano;
  • una mobilità verso “emissioni zero”;
  • priorità alla mobilità pubblica;
  • fuori i diesel e i veicoli più inquinanti dalle città;
  • road pricing e ticket pricing;
  • riqualificazione degli edifici pubblici e privati;
  • riscaldarsi senza inquinare;
  • rafforzare controlli su emissioni auto, caldaie, edifici;
  • intervenire su industrie e aree portuali.

Per l’associazione, giocano un ruolo fondamentale gli alberi: creando nuovi spazi verdi, sia nelle vie del centro che delle periferie, sia sugli edifici e sui tetti; le alberate, infatti, riparano gli stabilimenti dal calore e dal freddo, con un risparmio dell’energia stimato al 10%. 

Maria De Luca

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