venerdì , 2 Ottobre 2026
Fonte: Maria Carla Del Duca

La casa, la nostra “terza pelle”. Che cosa significa?

Possiamo identificare la nostra casa con la nostra pelle, esattamente con la “terza pelle”?

A risponderci, facendo chiarezza anche su quale siano la prima e seconda pelle, è Maria Carla del Duca, Architetto Specialista in Beni Architettonici e del Paesaggio, Interior, Architettura sostenibile e Architettura Religiosa. 

La prima pelle

La pelle protegge il nostro di corpo dagli agenti esterni. Ci protegge dal caldo e dal freddo. Dal caldo con il sudore, che forma un sottile strato d’acqua che raffreddandosi ci rinfresca e dal freddo chiudendo i pori e mantenendo la temperatura interna.

Attraverso la pelle noi respiriamo, infatti, se ne ha la riprova se ci si ustiona o, se si ricopre la pelle da uno strato di vernice impermeabile. In entrambi i casi è impedita la respirazione attraverso la pelle e le conseguenze possono essere nefaste. Più semplicemente se indossiamo un indumento impermeabile e non traspirante, si presenterà uno strato d’acqua all’interno del capo di abbigliamento.

La seconda pelle

Un’altra funzione della pelle è l’eliminazione dei rifiuti metabolici: noi produciamo scorie e composti tossici dei quali il corpo si disfa ed espelle attraverso la pelle. E non finisce qui. La pelle ci consente di sentire il caldo e il freddo, le superfici ruvide o lisce, attraverso le terminazioni nervose ci mette in contatto con l’ambiente circostante.

Quando ci vestiamo gli abiti che indossiamo diventano la nostra “seconda pelle”. Di conseguenza l’abbigliamento dovrebbe consentire la traspirazione ed avere le stesse caratteristiche della “prima pelle”, ma i tessuti che noi utilizziamo spesso sono sintetici e non consentono la traspirazione. Perché anche la seconda pelle abbia le caratteristiche della prima dovremmo utilizzare fibre naturali.

Ed arriviamo così alla “terza pelle”.

Qual è quindi questa terza pelle?

La terza pelle

Essa deve essere capace di traspirare, di mantenerci al caldo in inverno e al fresco in estate, di proteggerci dagli agenti atmosferici e di tenerci in contatto con l’ambiente circostante, non chiudendoci in un spazio sigillato.

Eh si, la terza pelle è la casa.

Noi trascorriamo fino al 90% della nostra vita tra casa, luogo di lavoro, scuola. È importante che questi siano luoghi salutari. Quando ciò non avviene ci sono conseguenze per la nostra salute. Anche la terza pelle deve respirare e per fare ciò bisogna usare materiali porosi come la calce, l’argilla, il legno. I nostri edifici ci devono difendere dalle intemperie e ci devono proteggere anche dai rumori. Così al benessere termoigrometrico (condizioni di temperatura e di umidità dell’aria) si aggiunge quello acustico per raggiungere un benessere ambientale.

Quando penso alla casa come la mia “terza pelle” allora vedo in modo chiaro come questa debba essere.

La nostra pelle è una macchina incredibile che svolge una serie di compiti, ci mette in contatto con il mondo esterno e allo stesso tempo ci protegge da questo.

Poi la “seconda pelle” l’abbigliamento, che ricopre ed è a contatto con il nostro corpo e la “terza pelle” la casa nella quale viviamo.

I materiali, le tecniche che utilizziamo per costruirla o per ristrutturarla determineranno un ambiente sano e piacevole oppure no.

La scelta sta a noi.

Arch. Maria Carla Del Duca

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