venerdì , 30 Luglio 2021
bambù e canapa possono salvare il pianeta
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Bambù e canapa possono contribuire a salvare il Pianeta dall’inquinamento

Oggi si parla tanto del problema dell’inquinamento, dei disastri ecologici causati dall’uomo e dei cambiamenti climatici. Molto spesso è la stessa natura a fornirci delle soluzioni per limitare i danni. Ad esempio, le piante di bambù e canapa possono salvare il pianeta dall’inquinamento. In che modo?

Scopriamo i lati positivi di queste piante.

I vantaggi del bambù

Il bambù cresce in modo spontaneo in Cina e, come riporta La Repubblica, tra foreste e coltivazioni vi sono quasi otto milioni di ettari.

In Italia i primi campi intensivi risalgono a cinque anni fa e sono concentrati nella Pianura Padana, dove gli ettari coltivati sono circa duemila.

Forte, resistente ed ecologico, il bambù è considerato l’acciaio vegetale. Inoltre, cresce velocemente senza bisogno di fertilizzanti e assorbe molta anidride carbonica. 

Il bambù e i suoi tanti utilizzi

La pianta di bambù è molto utile sia per la bonifica ambientale – grazie alle sue capacità di assimilare oli e metalli pesanti – sia nel recupero di aree a rischio idrogeologico. Inoltre, una volta che ha attecchito, non ha bisogno di molte cure o di pesticidi e fertilizzanti. 

Ancora, grazie alla sua resistenza e flessibilità potrebbe essere usato nelle costruzioni. La sua durezza lo rende resistente anche ai terremoti. Alcuni esempi di costruzioni in bambù sono il Resort Green Village a Bali, il Kontum Indochine Cafè in Vietnam e la Catedral Sin Religión in Colombia. 

Questa pianta potrebbe essere utile anche nel campo della moda: grazie alle sue proprietà traspiranti e antibatteriche è adatto per la creazione di stoffe. 

Molto importante sarebbe il suo utilizzo per la creazione di stoviglie. Non solo si decompongono in pochi mesi ma, secondo uno studio della Northeastern University di Boston, la lavorazione di questi prodotti ridurrebbe le emissioni di gas serra. La stessa università ha presentato una linea sperimentale di piatti, bicchieri e posate a base di una miscela di bambù e canna da zucchero sulla rivista Materials. Secondo i dati emersi dallo studio, la lavorazione di queste stoviglie emetterebbe il 97% in meno delle emissioni di gas serra in atmosfera rispetto alla plastica tradizionale ed il 65% in meno rispetto ai modelli bio. Questo tipo di plastica è meno economica di quella biodegradabile, ma è sicuramente un toccasana per l’ambiente.

Dunque, la pianta di bambù possiede numerosi effetti positivi. E la canapa?
Continuiamo a scoprire come bambù e canapa possono salvare il pianeta. 

I vantaggi della canapa

La canapa è fonte di energia rinnovabile, è biodegradabile e potrebbe essere un’ottima soluzione contro la deforestazione.

Risale a circa due millenni fa l’uso della fibra di canapa per produrre carta. Infatti, le prime copie della Bibbia di Gutenberg e la bozza della dichiarazione d’indipendenza americana furono scritte su questo tipo di carta. Anche Van Gogh realizzò le sue opere su tele di canapa.

I vantaggi della carta di canapa sono moltissimi. Innanzitutto, la canapa è una pianta annuale, mentre un albero cresce in decenni. Inoltre, contiene circa il 60% di cellulosa (mentre il legno ne contiene circa il 40 / 50%), da cui si possono ottenere numerosi materiali. La fibra e il legno della canapa, poi, sono già di colore bianco e di conseguenza non bisogna utilizzare composti chimici per il loro sbiancamento.

Ad oggi, purtroppo, solo il 5% della carta, a livello mondiale, viene prodotta da piante annuali come canapa e lino (come si legge sul sito canapa industriale). Il dato è molto basso.

La canapa carbon negative

Ma non finisce qui. In fase di crescita la canapa cattura quattro volte la quantità di CO2 degli alberi e utilizzata nell’edilizia mantiene le stesse proprietà.

Tutta la filiera di produzione di canapa e calce è carbon negative, cioè elimina più CO2 di quanta ne immette lavorandola. Come riporta il sito canapa industriale, una tonnellata di canapa secca può sequestrare 325 kg di CO2. Inoltre, le sue proprietà fanno abbassare consumi energetici e bollette, oltre a produrre mattoni biodegradabili e riciclabili.

La canapa e i suoi tanti utilizzi

La canapa, come accennato in precedenza, potrebbe essere usata anche come fonte per energia rinnovabile, sebbene ad oggi ci siano ancora pochi Paesi che sfruttano questa capacità (tra cui la Svezia). Da questa pianta si possono ottenere, infatti, il biogas, l’etanolo e il biodiesel. Grazie alla canapa, dunque, si potrebbe dire addio al petrolio. 

Ancora, può migliorare la fertilità dei suoli (fitobonifica) ed estrre dal terreno componenti organici inquinanti come metalli pesanti (fitorimediazione). Tali azioni si possono applicare anche all’aria e all’acqua. 

La canapa, infatti, è stata utilizzata nel 1993 nelle zone devastate dall’esplosione nucleare a Chernobyl, nel 1994 in Polonia per il risanamento dei terreni inquinati dai metalli pesanti e in Italia nei terreni inquinati in Campania, a Porto Marghera, in Veneto e in Puglia.

Fino agli anni ’30 l’Italia era secondo produttore al mondo per quantità di Canapa – dietro la Russia – ed era prima per la qualità della fibra, che era considerata “oro verde”. 

Queste sono solo alcune delle caratteristiche positive di queste piante, ma sono sufficienti per farci capire come il bambù e la canapa possono salvare il pianeta. La natura offre sempre delle soluzioni e delle cure per i problemi che creiamo noi uomini. 

Marianna Fierro 

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