mercoledì , 24 Febbraio 2021
rucola della Piana del sele prodotto IGP
Foto di plooploe da Pixabay

La rucola della Piana del Sele è IGP: tutto ciò che c’è da sapere

Solo pochi giorni fa l’Unione europea la rucola della Piana del Sele è diventata IGP (Indicazione Geografica Protetta). Il regolamento è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea.

Ma cosa caratterizza un prodotto IGP?

Con il marchio IGP (Indicazione Geografica protetta) si indicano prodotti agricoli, alimenti o vini che hanno qualità particolari strettamente collegate all’origine geografica. 

È un grande riconoscimento per un prodotto, perché garantisce la sua unicità e autenticità. 

Quali sono le peculiarità che hanno permesso il riconoscimento della rucola della Piana del Sele come prodotto IGP?

Le sue peculiarità sono davvero tante. Vediamole tutte, una ad una.

La denominazione

Chiamata anche rucola selvatica, la denominazione riconosciuta dall’Ue è “Rucola della Piana del Sele”. Il prodotto è immesso al consumo allo stato fresco e già pronto per il consumo ed è stato dunque inserito nella cosiddetta IV gamma.

Come riporta l’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari (AIIPA), sono prodotti di IV gamma le verdure e gli ortofrutticoli freschi che, dopo la raccolta, sono sottoposti a processi tecnologici di minima entità finalizzati a garantirne la sicurezza igienica e la valorizzazione. Sono prodotti ad elevato contenuto di servizio, confezionati e pronti per il consumo.


L’importanza delle foglie 


Molto importanti sono la grandezza e la forma delle foglie. Queste sono larghe 2 – 5 cm e lunghe 8 – 25 cm. In più sono pennate fino al nervo mediano, con lobi stretti, lunghi fino a 4 cm e denticolati, anche se talvolta posso presentare una forte riduzione della dentatura fino ad essere intere. Sono inoltre lisce (con pubescenza quasi nulla), opache e di colore verdastro.

L’apice della foglia è allungato – trilobo e, quando sono presenti le foglie superiori, sono a segmenti ristretti.
Infine, le foglie di rucola devono essere integre, prive di odori o sapori estranei. Non devono presentare attacchi parassitari in atto e, se avuti in precedenza, non devono superare la soglia del 10%.


Il sapore autentico 

La rucola della Piana del Sele ha un aroma speziato e piccante, particolarmente intenso.

La consistenza delle foglie è croccante e queste sono molto saporite in modo tale da poter escludere il sale nel condimento. 

Le caratteristiche del territorio

La rucola della Piana del Sele è prodotta nella provincia di Salerno e comprende otto comuni (Eboli, Battipaglia, Pontecagnano Faiano, Montecorvino Rovella, Montecorvino Pugliano, Bellizzi e Capaccio-Paestum).

Come riportato sul sito della Regione Campania, la produzione interessa una superficie di circa 3 mila ettari e le aziende agricole interessate sono 400, a cui vanno aggiunte le 35 imprese che curano la successiva fase di lavorazione, confezionamento e commercializzazione. Il fatturato annuo medio è di oltre 600 milioni di euro, e infatti, questo tipo di rucola è anche conosciuta come “oro verde”.
Quello che rende particolare il territorio e che ha permesso il riconoscimento della rucola della Piana del Sele come prodotto IGP, è il suolo di natura vulcanico – alluvionale. Si è formato, infatti, a seguito della trascorsa azione eruttiva del Vesuvio, dell’azione alluvionale del fiume Sele e altri corsi d’acqua. Grazie a questa origine, il suolo presenta molte sostanze (specialmente potassio, calcio e ferro) che assicurano al prodotto caratteristiche inimitabili. 

Anche il clima contribuisce all’unicità del prodotto: ad ovest vi è il Mar Tirreno che svolge un’azione termoregolatrice; ad est vi è la catena montuosa degli Alburni che protegge il territorio dai freddi dei Balcani e permette la raccolta delle piogge negli invasi sotterranei naturali, a beneficio delle coltivazioni.

È un bel traguardo per la Campania: si tratta dell’11° prodotto campano riconosciuto come IGP. 

In questi tempi bui è uno spiraglio di luce. Ed è un promemoria che ci ricorda di difendere e tutelare la ricchezza e i punti di forza del nostro territorio.

Marianna Fierro

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