venerdì , 23 Ottobre 2026

Agricoltura sociale, una risorsa

Nei giorni scorsi si è svolta la riunione di insediamento dell’Osservatorio Nazionale previsto dalla legge quadro. 

Agricoltura sociale, una risorsa

Oltre mille esperienze in corso, 4.000 occupati e 200 milioni di euro di fatturato. Il 72% degli operatori è impegnato nell’inserimento di lavoratori svantaggiati.

In Italia sono oltre mille le esperienze di agricoltura sociale con oltre 390 cooperative sociali che danno lavoro a 4 mila occupati e sviluppano più di 200 milioni di euro di fatturato. Le attività produttive interessate dall’agricoltura sociale sono prevalentemente le coltivazioni annuali, cui seguono la zootecnia, e le coltivazioni permanenti. I destinatari delle attività di agricoltura sociale sono nel 50% dei casi circa persone con disabilità, cui seguono disoccupati con disagio, minori e studenti in alternanza scuola-lavoro. Il 18 agosto 2015 è stata emanata la legge nazionale n. 141 contenente le “Disposizioni in materia di agricoltura sociale”. La legge promuove l’agricoltura sociale in termini di “aspetto della multifunzionalità” delle imprese agricole “finalizzato allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari, educativi e di inserimento socio-lavorativo, allo scopo di facilitare l’accesso adeguato e uniforme alle prestazioni essenziali da garantire alle persone, alle famiglie e alle comunità locali in tutto il territorio nazionale e in particolare nelle zone rurali o svantaggiate”.
Per un gruppo di circa 300 operatori – è scritto in un documento analitico pubblicato sul sito web del Mipaaf – “è stato possibile definire quale tipologia di agricoltura sociale svolgono secondo la classificazione fornita dalla Legge 145/2015 da cui emerge che il 72% degli operatori svolge inserimento socio- lavorativo di lavoratori con disabilità e di lavoratori svantaggiati”. “Si tratta di aziende – continua il documento – di recente costituzione, il 30% di esse è stata costituita tra il 2010 e il 2015; analogamente le attività di agricoltura sociale sono state attivate nel 75% dei casi dal 2005 e solo il 13% ha iniziato a fare agricoltura sociale prima del 2000. In valore assoluto sono  84 le aziende che hanno attivato AS negli ultimi 10 anni”. Gli operatori sono equamente distribuiti tra le diverse classi dimensionali di fatturato e svolgono la loro attività in modo continuativo tutto l’anno (71%). Complessivamente, la superficie interessata da agricoltura sociale “è pari a quasi 6.000 ha, per un valore medio aziendale di circa 19 ha; il 35% circa delle superfici è in proprietà; il 6% è costituito da superfici confiscate alle mafie. I ricavi derivanti da agricoltura sociale ammontano a meno di 5.000 euro nel 50% dei casi; l’attività agricola rappresenta il 100% del fatturato nel 26% delle aziende e incide per meno del 30% di fatturato nel 45% delle aziende”. La forma giuridica più diffusa è la cooperativa sociale (47%), seguita dall’azienda individuale (17%). Il terzo settore è la forma più presente nelle aziende con meno di 4.000 euro di fatturato, le società di persone o di capitali tra quelle con fatturato tra 25 e 100 mila euro, mentre le aziende individuali prevalgono nel segmento 25-50 mila euro.
Lo scorso 26 gennaio si è svolta oggi la prima riunione di insediamento dell’Osservatorio Nazionale dell’Agricoltura Sociale, presieduto dal Ministro Maurizio Martina e dal Vice Ministro Andrea Olivero. L’Osservatorio Nazionale è previsto dalla legge quadro sull’Agricoltura Sociale e prevede la partecipazione di rappresentanti delle amministrazioni centrali e regionali, delle organizzazioni professionali agricole e delle organizzazioni e associazioni operanti nell’ambito dell’agricoltura sociale. “L’Osservatorio nazionale – ha dichiarato il Ministro Martina – dà vita a un modello di lavoro importante per dare forza al mondo dell’agricoltura sociale. Mettere insieme istituzioni, organizzazioni agricole, realtà del terzo settore ci consentirà di elaborare politiche concrete di sostegno a una realtà davvero importante. Cittadinanza, nuovo welfare, solidarietà, agricoltura: sono le parole chiave che vogliamo portare avanti. Già nella prima riunione si sono affrontati alcuni temi operativi per dare risposte utili a chi ogni giorno opera insieme a tante persone con difficoltà e disabilità. Penso alla semplificazione di alcuni aspetti normativi, all’armonizzazione delle politiche regionali in materia, a una ancora più stretta interazione col Servizio civile nazionale”. “Con l’istituzione dell’osservatorio – ha dichiarato il Vice Ministro Andrea Olivero -, poniamo un altro tassello a sostegno dell’impegno in agricoltura sociale. L’Osservatorio è un luogo stabile di programmazione e di confronto indispensabile per concretizzare le azioni di sistema. Un vero luogo generativo capace di recepire i migliori stimoli provenienti dal territorio. Così proseguiamo e potenziamo il lavoro comune perché l’agricoltura sociale nelle sue molteplici forme possa essere riconosciuta e valorizzata e, nell’interesse della nostra comunità, contribuire al benessere con iniziative di welfare e innovazione sociale”.
(Fonte: politicheagricole.it/26.01.2017)

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