venerdì , 30 Luglio 2021
buco dell’ozono in Antartide
Foto di 358611 da Pixabay

Si chiude il buco dell’ozono in Antartide: una buona notizia per l’ambiente

Uno dei buchi dell’ozono più grandi mai monitorati, quello posizionato sull’Antartide, si è chiuso, dopo circa quarant’anni. Questa l’ultima notizia da parte dell’Organizzazione Metereologica Mondiale, che ha annunciato con grande speranza l’evento. Il buco dell’ozono in Antartide potrebbe essere il primo di una lunga serie.

Come si è chiuso 

Il buco dell’ozono in Antartide era cresciuto rapidamente nell’ultimo anno, arrivando a misurare 24.8 milioni di chilometri quadrati.

A provocarne la chiusura però, è stato un vortice polare molto forte. Questo, stabile e freddo, si è aggiunto alle temperature molto rigide nella stratosfera. Questi fattori, scomparsi a causa del riscaldamento globale – che aveva dato vita al buco dell’ozono in Antartide circa quaranta anni fa – si sono ripresentati nel 2020.

La temperatura e le condizioni metereologiche si sono ristabilite, arrivando a determinare la chiusura del buco alla fine di dicembre. 

Le condizioni attuali

L’ultimo anno ha dimostrato che le condizioni atmosferiche sono molto variabili. Queste possono, infatti, determinare la gravità e l’estensione di qualsiasi buco presente ancora nell’atmosfera. Dopotutto, questa è distante soltanto tra i 10 e i 40 chilometri dalla superficie terrestre, quindi i danni provocati dalla mancanza di ozono si riversano sul Pianeta in ogni momento.

Attualmente, infatti, nonostante il buco dell’ozono in Antartide si sia chiuso, sono presenti altre carenze del genere (c’è un buco dell’ozono sulla Russia occidentale che ha raggiunto la massima profondità nel 2020). 

Questo vuol dire che nell’atmosfera sono presenti ancora sostanze nocive per l’ozono. 

La parola degli esperti

Oksana Tarasova, capo della divisione di ricerca sull’ambiente atmosferico dell’Organizzazione Metereologica Mondiale, in un comunicato stampa, ha dichiarato che è assolutamente necessaria un’azione internazionale continua, nell’applicazione del protocollo di Montréal. L’accordo, siglato nel 1987, vieta le emissioni di sostanze chimiche che riducono lo strato di ozono nell’atmosfera, soprattutto i gas CFC.

Il buco dell’ozono in Antartide, infatti, si è chiuso proprio perché, insieme a condizioni atmosferiche favorevoli, i governi si stanno finalmente impegnando nella lotta alla preservazione dell’ambiente. 

Maria De Luca

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