domenica , 28 Febbraio 2021
Amazon
Foto di 政徳 吉田 da Pixabay

Amazon lancia il “Climate Pledge” per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi con 10 anni di anticipo

Amazon ci tiene davvero all’ambiente. A testimoniarlo è l’iniziativa – promossa in sinergia con Global Optimism – dal nome “Climate Pledge” (impegno per il clima). Che consiste nel raggiungimento degli obiettivi prefissati durante l’accordo di Parigi.

Nello specifico, con il “Climate Pledge” i firmatari del progetto si impegnano a ridurre le emissioni nette di CO2 delle loro attività entro il 2040. Cioè dieci anni prima rispetto all’obiettivo del 2050 prefissato, appunto, dagli stati membri nella capitale francese.  

Non solo. Amazon è anche testimonial di altri programmi green in cui veicoli elettrici, prodotti riciclati, parchi fotovoltaici e momenti di formazione per i propri dipendenti, sono solo una piccola parte di un discorso ambientalista molto più ampio.  

Detto questo, procediamo però con ordine e scopriamo insieme quali sono – e saranno – le campagne ecologiche più significative di Amazon. 

100.000 furgoni elettrici per le consegne entro il 2030

Implementare le consegne perorando la causa della sostenibilità? Da oggi è possibile. 

Rientra, infatti, nel progetto “Climate Pledge” di Amazon l’idea di promuovere le vendite a livello globale, riducendo la diffusione del carbonio fino a 4 milioni di tonnellate. In che modo? Attraverso l’acquisto di 100.000 furgoni elettrici a batteria, progettati da Rivian (startup statunitense di camion elettrici a zero emissioni). 

Nella fattispecie, i veicoli in questione serviranno anche ad alzare  il livello di sicurezza del conducente e a ottimizzare percorsi di consegna specifici. I primi 10.000 furgoni potrebbero essere in circolazione già a partire dal 2022, aggiungendone altri entro il 2030. 

“Questo è il motivo per cui abbiamo investito in Rivian 440 milioni di dollari”, ha dichiarato Jeff Bezos, fondatore, presidente e amministratore delegato di Amazon, durante la presentazione del “Climate Pledge”.

Come già sottolineato in precedenza la più grande società di commercio elettronica al mondo pensa in grande per difendere efficientemente il nostro Pianeta. Non a caso rientra nel “Climate Pledge” anche riciclare prodotti inutilizzati. 

La campagna di riciclo di Amazon per i prodotti che non servono più

Oltre alla possibilità di permutare lo smartphone usato – anche se vecchio o danneggiato – Amazon offre, infatti, la possibilità di riciclare tutti quegli oggetti tecnologici che abbiamo in casa e che non servono più. In ogni parte del mondo (anche in Italia) esistono dei punti di raccolta a cui è possibile affidarci, qualora volessimo disfarci in maniera responsabile di apparecchiature elettriche, elettroniche, batterie, lampadine e pneumatici.

Tutto questo consultando – nel caso specifico nazionale – semplicemente il sito di Amazon comodamente da casa. 

Ma non è finita qui. Nuovi impianti di energia eolica e solare sono tra le mission a lungo termine che spera di realizzare il colosso statunitense.

I parchi fotovoltaici di Amazon negli Stati Uniti e in Italia

Esattamente 127 sono i nuovi investimenti ecosostenibili che Amazon ha realizzato in Australia, Francia, Germania, Sudafrica, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti e anche nel Sud Italia. In cui si prospetta la realizzazione di ben due parchi fotovoltaici. 

Il totale degli investimenti in energie rinnovabili pensato da Bezos fornirà per l’esattezza 6,5 GW di capacità di produzione di energia elettrica. Tutti destinati agli uffici corporate della famosa azienda di commercio. L’equivalente essenziale per alimentare 1,7 milioni di abitazioni negli Stati Uniti per un anno.

Infine – ma non di minore importanza – è fondamentale anche che i dipendenti di Amazon sposino le cause legate alla sostenibilità ambientale, attraverso la creatività.

“Recycling week”: l’arte del riciclo creativo per i dipendenti

Ad esempio, a Torrazza Piemonte (Torino) nello scorso settembre, si è celebrato il primo “Recycling Week”: workshop, quiz dedicati al tema del riciclo e gare di sculture di cartone, grazie a cui diversi addetti ai lavori hanno potuto mostrare le loro abilità nell’arte del riuso creativo – sostenibile. 

Un’occasione unica e singolare anche per l’azienda. Che – nonostante abbia avuto una crescita economica esponenziale in pochissimi anni – è stata oggetto di numerose critiche relative al trattamento professionale riservato ai propri lavoratori.

La scelta di puntare alla sostenibilità è quindi davvero sentita dal Ceo di Amazon, o è anche una strategia di marketing? 

Margherita Parascandolo

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