mercoledì , 24 Febbraio 2021
Cosenza

Tutte le iniziative sostenibili di Cosenza

Nel nostro viaggio tra le città più sostenibili in Italia oggi vi parliamo di Cosenza.

Nel 2020 la città calabrese si è posizionata addirittura all’ottavo posto tra i capoluoghi più virtuosi d’Italia in tema di ecosistema urbano (nella classifica stilata da Legambiente).

Decisamente un fantastico traguardo raggiunto, considerando che la quasi totalità delle città del Centro – Sud occupano ogni anno costantemente le ultime posizioni.

Ma come è stato possibile tutto ciò?

Ci è riuscita grazie ad un basso impatto di CO2 e ad una migliore gestione di rifiuti rispetto gli anni passati.

Notevoli sono stati poi gli altri indicatori di crescita relativi al fotovoltaico ed all’incremento di isole pedonali.

Ad oggi sono numerose le abitazioni dotate di impianti che producono energia rinnovabile nella provincia di Cosenza (e crescono di anno in anno).

Anche il turismo sostenibile è in rapida crescita. Ed è stato promosso nelle diverse borse internazionali degli anni passati, tra cui ovviamente anche la Bit di Milano e il TTG di Rimini.

Il trasporto sostenibile

Cosenza e la sua provincia negli ultimi anni hanno trovato il modo di differenziarsi, sfruttando soprattutto il tema di mobilità sostenibile. Nel 2020 la città ha vinto a Roma il premio Urban Award, grazie alle buone pratiche realizzate.   

A Cosenza negli ultimi anni sono stati realizzati interessantissimi progetti volti a tutelare l’interesse pubblico ed agevolare sempre di più i cittadini.

Allo scopo di ridurre il rischi di incidenti su strada, ma anche quello ridurre l’inquinamento, le amministrazioni hanno dato vita a diversi progetti. Nel 2015 è stato infatti ideato il Cosenza Transport Hub, un grande progetto che mira alla realizzazione di stazioni hub di interscambio tra i bus urbani ed extraurbani, in modo da decongestionare il traffico cittadino.

I mezzi pubblici, nuovi ed efficienti, sono tra i più ecologici in Italia. Il 90% di questi va a metano. Nei piani futuri c’è la proposta di passare ai bus elettrici ed al momento si sta valutando questa opzione, fondi permettendo.

Tra i progetti più ambiziosi realizzati e legati al tema della sostenibilità va sicuramente menzionato quello della ciclopolitana. Non si tratta di una semplice pista ciclabile. Ma di una bretella verde lunga 30 km, capace di collegare anche l’università ed i vicini paesi di Rende e Castrolibero.

Su questa pista, già utilizzabile, i cittadini possono spostarsi con tutti i mezzi sostenibili possibili, passeggiare liberamente ed utilizzare monopattini e scooter elettrici.

Ovviamente non può mancare il servizio dedicato di bike sharing, che prevede l’utilizzo di 130 bici, di cui 50 elettriche.

Annesse alla pista ci sono attualmente alcune aree di sosta, dotate di rastrelliere per le bici, fontane, cestini per rifiuti, panchine.

Nel corso del tempo questa sarà implementata con la realizzazione di percorsi benessere, strutture per attività sportive, come campetti di basket, di beach volley, di padel, di calcetto e skate.

“Pratiche di integrazione e sviluppo sostenibile”

Altro progetto molto interessante, appena concluso nel vicino comune di Rende, si chiama “Pratiche di integrazione e sviluppo sostenibile”, rivolto ai migranti, ai disoccupati e a tutti i cittadini con disagio sociale.

Questo piano è stato finanziato dalla regione, allo scopo di valorizzare le attività lavorative e culturali legate al territorio in modo sostenibile, per favorire la creazione di cooperative ed imprese sociali.

Tra i tanti insegnamenti appresi, ci sono stati quelli del restauro mosaici e quelli della realizzazione di strumenti a corda, con un vero e proprio corso di liuteria. Non a caso, perché a Rende dal 2016 esiste la prima scuola di liuteria della Calabria, uno dei pochi esistenti in Italia.

In definitiva, con una serie di impegni sociali e di sforzi comuni, la prospettiva di Cosenza e della sua provincia è quella di arrivare in pochi anni a raggiungere tutti gli obiettivi proposti dall’Agenda 2030 dell’ONU. Ci riuscirà? 

Andrea La Magna

 

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