mercoledì , 24 Febbraio 2021
permacultura

La permacultura raccontata a 360° gradi

Riceviamo e gentilmente pubblichiamo

 

A tutti è capitato di entrare dentro ad un bosco, camminare a piedi nudi in un prato con l’erba fresca di rugiada o osservare la maestosità di una montagna, di un mare, di un albero secolare, fare un bel respiro e per un istante sentire quella pace, quel legame imprescindibile che noi esseri umani abbiamo con la nostra terra. La natura è maestra, nei suoi modi di operare ritroviamo la perfezione. Tutto ha un senso, tutto ha un perché, tutto è in continua evoluzione giorno dopo giorno, e ci regala degli spettacoli ineguagliabili. All’incirca a metà anni ’70, arrivati all’apice d’insostenibilità a livello di sfruttamento delle risorse planetarie, Bill Mollison e David Holmgreen – consapevoli di questa perfezione che è madre natura e che l’essere umano non avrebbe avuto vita lunga sulla terra continuando a praticare agricolture non sostenibili – diedero vita alla permacultura.

La permacultura

Il termine deriva da PERMAnent agriCOLTURE (cioè agricoltura permanente).

Ma visto che l’essere umano è circondato anche da altre attività e contesti, possiamo assolutamente affermare che la permacultura è un metodo di progettazione di sistemi umani sostenibili, stabili, efficienti e resilienti.

In sostanza, è l’arte di progettare ecosistemi.

Le tre etiche

La permacultura si basa su tre punti cardine (le tre etiche): cura della terra, delle persone, del futuro.

Più nel dettaglio, la permacultura ci insegna ad osservare con consapevolezza ciò che avviene in natura e come essa si manifesta. Riportando i suoi schemi e relazioni tra gli elementi nei nostri luoghi (terreni, case, lavoro, scuole ecc.), automaticamente andremo a ricreare un insediamento duraturo nel tempo e praticamente uguale ad un ecosistema naturale.

In tutto ciò l’uomo si integra in maniera sublime con l’ambiente e i suoi elementi. Qui l’armonia si manifesta in tutta la sua forma e l’uomo ne trae beneficio nella sua vita quotidiana, dalla sua casa, alla sua alimentazione, passando per il rapporto umano con la comunità, sè stesso, il suo lavoro ecc. Ecco perchè parliamo di cura della persona.

La natura circostante a sua volta ne trae beneficio perché non viene più depredata delle sue risorse. Ma con varie tecniche progettuali, i terreni sono costantemente rigenerati, protetti, curati, amati, arricchiti di materia organica (e qui subentra la cura della terra). Il surplus viene ridistribuito (cura del futuro) e la natura torna libera.

Da agricoltura a cultura permanente

Possiamo osservare come la permacultura cambi il suo “significato” da agricoltura permanente in cultura permanente. Perché negli anni si è capito che questa non è solo racchiusa nel nostro fazzoletto di terra che coltiviamo. Ma è intrinseca in noi, nella nostra vita quotidiana, nei piccoli gesti di ogni giorno. Che, fatti con consapevolezza, porteranno ad un futuro rigoglioso e floreo per l’intera umanità e la nostra madre terra.

Nel mondo e in Italia la permacultura è in piena espansione. Con tanta gente e tante realtà lavorative che ogni giorno, consapevoli del valore intrinseco che c’è dietro di essa, si rendono parte attiva in prima persona di questa magica e naturale “rivoluzione”.

Alberto Costa

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