“Mi adagio nel mattino di primavera / Sento / nascere in me scomposte / aurore. Io non so più / se muoio oppure nasco”, scriveva qualche tempo fa il poeta Sandro Penna. La stagione dei fiori è di certo la più agognata, col suo atto di rinascita che si ripete, costante e fedele, dopo l’arida quiescenza del gelo invernale.
Vi sono luoghi nel mondo, tuttavia, in cui la pausa dell’inverno non esiste, luoghi in cui la primavera regna sovrana per tutto l’anno.
Scopriamoli insieme.
5 luoghi in cui è sempre la stagione dei fiori
La città di San Diego, in California, vanta 300 giorni all’anno di sole e ciò ne fa una meta turistica molto gettonata, con i suoi chilometri e chilometri di spiagge in cui si praticano surf e altri sport acquatici.
L’arcipelago delle Canarie, in Spagna, ha una temperatura costante che varia dai 24 ai 29 gradi e il suo mare attira visitatori da tutto il mondo e in ogni periodo dell’anno.
Spetta ancora alla Spagna un gradino sul podio, questa volta alla città di Malaga, che offre un clima poco umido e vasti viali pedonali in cui è possibile passeggiare.
Con solo due mesi piovosi all’anno, le isole Seychelles e Mauritius, nell’Oceano Indiano, sono di certo mete da sogno, che garantiscono una temperatura media annua di circa 20 – 30 gradi.
San Paolo, in Brasile, anche se non può sfoggiare la bianca mezzaluna della spiaggia di Copacabana (Rio de Janeiro) è sicuramente la città brasiliana dal clima migliore, con i suoi 24 gradi di media annua.
La città dell’eterna primavera
Il primato di “città dell’eterna primavera” spetta però a Cuernavaca, in Messico. La città è la capitale dello stato di Morelos e il suo nome deriva da una parola in lingua nahuatl, una delle varietà linguistiche degli Aztechi, Cuauhnáhuac, “vicino agli alberi”.
Il termometro di Cuernavaca è fermo tutto l’anno a 27 gradi e questo fa della città una delle mete turistiche più ambite e apprezzate del Messico: i re aztechi e poi i viceré spagnoli elessero la città a luogo di villeggiatura, lasciando importanti testimonianze archeologiche ancora oggi visitabili.
Stefano Cortese
Ecobionews
