giovedì , 19 Maggio 2022
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“Med Green”, acceleratore di startup innovative nel mondo dell’agricoltura biologica: intervista ad Aldo Gagliardo

Med Green” è una S.p.a. Nello specifico, parliamo di un acceleratore di startup innovative nel settore dell’agricoltura, dell’agroalimentare e dell’ambiente. 

La sede principale si trova ad Eboli, in provincia di Salerno; città nel cuore della Piana del Sele, nonché una delle principali aree agricole e agro-industriali italiane. Inoltre, l’acceleratore di startup innovative ha anche una seconda sede in Lussemburgo.

“Med Green”, nel momento della sua fondazione costitutiva, ha trovato totale disponibilità da parte di vari soci fondatori professionisti italiani. Una rosa di nomi di tutto rispetto, tra cui vi è quello di Giuliano D’Antonio nell’area “Comunicazione & Marketing”.

Abbiamo approfondito ulteriori dettagli riguardo la struttura e le finalità di “Med Green” con il suo Presidente, ossia con il Dottor Aldo Gagliardo. 

 

Come è nato “Med Green” acceleratore di startup innovative?  

L’idea di “Med Green” è nata dall’incontro tra me e il giovane professionista Fabrizio Merola. Quest’ultimo, originario come me di Eboli, ma residente in Lussemburgo da alcuni anni, si occupa di consulenze finanziarie e nel momento del nostro dialogo, era alla ricerca di nuove startup. Come socio anziano, con anni e anni di esperienza del settore agricolo, gli ho proposto di costruire l’impalcatura di “Med Green”. Quindi, di pensare a una combinazione tra i nostri mondi lavorativi, al fine di fondare un acceleratore di startup completamente al servizio delle aziende agricole.

 

Qual è la mission di “Med Green” e qual è il vostro tratto distintivo? 

La prerogativa della costituzione della nostra Società, che è la prima in Italia nel suo genere, è stata quella di partire dal presupposto che oggi di startup ce ne sono tante; stesso discorso per i finanziamenti. Attualmente, però, chi deve finanziare si affida a società specializzate, capaci di analizzare gli andamenti dell’innovazione delle startup. Questo vuol dire che i consulenti consigliano agli interessati dove valga la pena o meno investire un determinato capitale.

Dall’esperienza nel settore agricolo mi sono quindi posto una domanda: perché dobbiamo affidare l’andamento di una startup – nel nostro caso agricola – a una società di valutazione esterna, anche se non escludo che possa essere molto efficiente? Perché non accelerare i tempi?

Nello specifico, in relazione al mondo agricolo, mi riferisco a 3 comparti: l’ortofrutta – con il suo settore di  trasformazione (fabbrica di pomodori; IV gamma; fabbrica di scatolame o tutto ciò che si lega alla produzione agricola per quanto riguarda il trasformato) -; la zootecnia con i suoi caseifici; la viticoltura con le sue cantine. Ovviamente, per valorizzare il nostro territorio, il focus di riferimento è la Campania. Nella nostra regione, infatti, è possibile ottenere contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso agevolato e crediti d’imposta di livello superiore rispetto ad altre realtà italiane ed europee.

Allo stato attuale, abbiamo raccolto oltre 60 adesioni da parte delle aziende agricole strutturate nelle varie specializzazioni di cui ho appena parlato. L’obiettivo è quello di arrivare gradualmente a 250 adesioni, ma eventualmente anche a 500.

 

Ci parli della costituzione di “Med Green”.

La costituzione di “Med Green” è formata da 20 soci esperti fondatori, tra cui: Pietro Caggiano, Giuseppe Serino, Salvatore Lucia, Assa Iarkoni, Gerardo Zoppo, Marco Del Grosso, Giancarlo Pepe, Marco Adornetto, Michele Palumbo, Sergio Pappalardo, Giuliano D’Antonio, Aldo Gagliardo, Luca Vecchio, Emidio Trotta, Fabrizio Merola, Andrea Adornetto, Massimo Broccatelli. I vari soci e professionisti, inoltre, fanno parte nel CdA di determinate aree specifiche di riferimento, che sono le seguenti: “Comunicazione & Marketing”; “Università e Ricerca”; “Soci Aziende di Settore”; “Internalizzazione”; “Finance & Investitori”.

Tutti, a prescindere dal fatto che siano fondatori campani, italiani o stranieri, sono accomunati da una prodigiosa esperienza nel mondo agricolo. Tra quelli esteri abbiamo in cantiere anche di stringere rapporti con un possibile partner israeliano, che ci ha chiesto di ragionare sull’apertura di una possibile sede a Tel Aviv. Israele, come è ben risaputo, è sempre stato un punto di riferimento per quanto riguarda l’innovazione agricola. Purtroppo, però, la pandemia è stata la causa di rallentamenti anche di natura burocratica e per quanto riguarda i rapporti con il mondo internazionale. Per fortuna ora stiamo procedendo a gonfie vele.

Che cosa fanno in concreto i vari soci? 

Riassumendo i 20 soci costitutori ed esperti saranno i referenti responsabili per validare l’innovazione delle startup o di piccole e medie imprese agricole. Nella fase successiva, si prende l’innovazione e si testa concretamente la sua efficacia nell’azienda agricola stessa. In questo modo si annulla il passaggio astratto della società di consulenza esterna, in quanto i consulenti tecnici sono gli stessi esperti soci fondatori. Questo significa fornire un target più elevato alle imprese e dare la possibile riuscita per l’innovazione delle startup.

In sostanza trasferiamo le migliori tecnologie selezionate alle 250 imprese della nostra società, al fine di garantire loro vantaggi competitivi sui mercati e migliori risultati economici.

 

Qual è il vantaggio per le aziende e per gli investitori?

Il beneficio per le aziende agricole consiste nel fatto che faranno parte di una rete nazionale e internazionale di grande rispetto, attraverso accordi economici specifici e convenienti. Per gli investitori il vantaggio è offerto dall’opportunità di spendere un capitale con una percentuale di rischio inferiore rispetto al passato.

In sintesi, il numero elevato dei nostri soci che operano nei settori di competenza, riduce i tempi di sviluppo commerciale delle startup innovative.

 

Da quanto è costituito il capitale sociale?

Il capitale sociale è organizzato così: 50 mila (fondatori), 300 mila euro (250 aziende agricole) e 1 milione di euro (investitori). La novità, quindi, sarebbe proprio quella di unire un mondo agricolo anche molto avanzato dal punto di vista tecnologico con l’economia.

Del resto, far dialogare l’agricoltura con la finanza è sempre stato un mio sogno, in quanto è un modo per rivalutare un settore primario, ritenuto impropriamente ancestrale, ma in realtà di vitale importanza.

 

Quali sono i progetti futuri per “Med Green”?

I progetti futuri sono legati alla volontà di sviluppare una realtà che semplifichi i rapporti tra i soci esperti fondatori e tra tutte quelle aziende agricole che prendono in carico le innovazioni delle startup, che sono l’emblema di una nuova cultura contemporanea agricola e non solo. La nostra speranza è quella di garantire una vetrina internazionale alle nostre realtà campane e di dare spazio alle innovazioni.

Per ulteriori informazioni, rispetto ai requisiti che deve avere una startup innovativa per partecipare al progetto di “Med Green”, è possibile scrivere a: info@medgreen.it

 

 

 

 

 

Margherita Parascandalo

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