giovedì , 19 Maggio 2022
Fonte: Jean-Pierre Dalbéra

Il mandarino tardivo di Ciaculli, le proprietà benefiche dell’agrume, tra i più dolci della Sicilia

Nella Conca d’Oro, nei pressi del Parco agricolo di Palermo, cresce il mandarino tardivo di Ciaculli, tra gli agrumi più dolci della Sicilia. Nello specifico, si tratta di un presidio Slow Food, la cui coltivazione deve rispettare regole davvero ferree. 

Il frutto, conosciuto anche come “marzuddu” (ossia in maturazione nel mese di marzo) è  in contrapposizione alla varietà del “primintivu (ossia maturazione precoce). Infatti, il mandarino siciliano è chiamato “tardivo”, proprio perché viene raccolto tra il mese di febbraio e aprile; periodo in cui la stagione degli agrumi è quasi conclusa. 

La produzione complessiva dipende, inoltre, da piccoli proprietari riuniti in un unico consorzio. 

Scopriamo insieme e nel dettaglio le caratteristiche, la resa produttiva annuale ed infine le proprietà benefiche del mandarino tardivo di Ciaculli.

 

Le caratteristiche del mandarino tardivo di Ciaculli

Il mandarino deve il suo nome alla frazione di Palermo, che si chiama, appunto, Ciaculli; luogo dove viene coltivato il frutto. È un’area molto ristretta – circa mille ettari – che si trova nella parte orientale del monte Grifone, a pochi chilometri dal mare. La zona di coltivazione in questione è costituita dalle vallate delle campagne di Ciaculli e Croceverde Giardina. 

Appartenente alla famiglia delle Rutacee (specie Citrus reticulata), parliamo di un prodotto simbolo del “Made in Italy”, scoperto negli anni Cinquanta. Rispetto alle varietà più comuni, il periodo di maturazione è completamente diverso: è disponibile, infatti, tra febbraio e aprile, permettendo, pertanto, di consumare il frutto fino alla tarda primavera.

Ha una dimensione medio-grossa (tra i 75 a 90 grammi), con una forma particolarmente tondeggiante e schiacciata ai poli. Il “marzuddu”, inoltre, ha un alto tenore zuccherino molto alto ed è ricco di succo. È possibile trovare mandarini molto diversi tra loro, in base all’andamento delle piogge e alla posizione degli alberi.

 

 

Foto di julie aagaard da Pexels

La resa produttiva annuale

Quest’anno, rispetto al 2021, la resa produttiva del mandarino tardivo di Ciaculli, è inferiore del 30% in alcuni areali. In altri, invece, la percentuale ha raggiunto anche il 40-50%.

La stagione 2022 ha mostrato, però, molti positivi, legati in particolar modo alla qualità. “Le uniche note stonate non hanno a che fare con la produttività delle nostre aziende e quello che riusciamo, ogni giorno, a fare con grande sacrificio” – questo è quanto è stato dichiarato da Giovanni D’Agati, Presidente del Consorzio “Il Tardivo di Ciaculli”.

Il frutto, inoltre, rientra nel progetto “Presìdi di Slow Food”, che nasce nel 1999, come naturale evoluzione dell'”Arca del Gusto”, attraverso cui si valorizza il recupero e la salvaguardia di piccole produzioni di eccellenza gastronomica minacciate dall’agricoltura industriale, dal degrado ambientale, dall’omologazione.

Le proprietà e i benefici

Per quanto riguarda le proprietà del mandarino tardivo, questo è ricco di vitamina C, alleata per combattere anche il Covid-19. Infatti, l’assunzione di tale cibo intensifica il buon funzionamento del sistema immunitario. Inoltre, il frutto è anche un famoso antiossidante, ricco di fibre, potassio e acido folico.

Non solo. È una fonte di vitamine B1 e B2, stimolatori per l’appetito ed equilibratori per la digestione. Nei mandarini, inoltre, sono presenti anche vitamina PP, che combatte la pellagra, il betacarotene, pigmento vegetale precursore della vitamina A o retinolo, che fa molto bene alla pelle.

Infine, il mandarino tardivo di Ciaculli può essere utilizzato per produrre granite, gelati, liquori o dolci e con l’aggiunta di succo di limone, si possono realizzare anche ottime marmellate.

 

 

 

Margherita Parascandalo

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