mercoledì , 24 Febbraio 2021
Goal 4
Foto di Wokandapix da Pixabay

Goal 4: istruzione di qualità

Il quarto Obiettivo per lo sviluppo sostenibile dell’ONU (Goal 4) è fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti.

Un’istruzione di qualità è la base per migliorare la vita delle persone e raggiungere lo sviluppo sostenibile.

Si sono ottenuti risultati importanti per quanto riguarda l’incremento dell’accesso all’istruzione a tutti i livelli e l’incremento dei livelli di iscrizione nelle scuole, soprattutto per donne e ragazze.

Il livello base di alfabetizzazione è migliorato in maniera significativa. Ma è necessario raddoppiare gli sforzi per ottenere risultati ancora migliori verso il raggiungimento degli obiettivi per l’istruzione universale. Per esempio, a livello mondiale è stata raggiunta l’uguaglianza tra bambine e bambini nell’istruzione primaria. Ma pochi paesi hanno raggiunto questo risultato a tutti i livelli educativi.

Fatti e cifre

  • L’iscrizione nelle scuole primarie nei Paesi in via di sviluppo ha raggiunto il 91%, ma 57 milioni di bambini ne sono ancora esclusi
  • Più della metà dei bambini non iscritti a scuola vive in Africa subsahariana
  • Si calcola che il 50% dei bambini che possiedono un’età per ricevere l’istruzione primaria ma che non frequentano la scuola vive in zone colpite da conflitti
  • Nel mondo, 103 milioni di giovani non possiedono capacità di base in lettura e scrittura, di cui oltre il 60% donne.

Target

4.1     Garantire entro il 2030 ad ogni ragazza e ragazzo libertà, equità e qualità nel completamento dell’educazione primaria e secondaria che porti a risultati di apprendimento adeguati e concreti

4.2     Garantire entro il 2030 che ogni ragazza e ragazzo abbiano uno sviluppo infantile di qualità, ed un accesso a cure ed istruzione pre-scolastiche così da essere pronti alla scuola primaria

4.3     Garantire entro il 2030 ad ogni donna e uomo un accesso equo ad un’istruzione tecnica, professionale e terziaria -anche universitaria- che sia economicamente vantaggiosa e di qualità

4.4     Aumentare considerevolmente entro il 2030 il numero di giovani e adulti con competenze specifiche -anche tecniche e professionali- per l’occupazione, posti di lavoro dignitosi e per l’imprenditoria

4.5     Eliminare entro il 2030 le disparità di genere nell’istruzione e garantire un accesso equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale delle categorie protette, tra cui le persone con disabilità, le popolazioni indigene ed i bambini in situazioni di vulnerabilità

4.6     Garantire entro il 2030 che tutti i giovani e gran parte degli adulti, sia uomini che donne, abbiano un livello di alfabetizzazione ed una capacità di calcolo

4.7     Garantire entro il 2030 che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile

4.a     Costruire e potenziare le strutture dell’istruzione che siano sensibili ai bisogni dell’infanzia, alle disabilità e alla parità di genere e predisporre ambienti dedicati all’apprendimento che siano sicuri, non violenti e inclusivi per tutti

4.b     Espandere considerevolmente entro il 2020 a livello globale il numero di borse di studio disponibili per i paesi in via di sviluppo, specialmente nei paesi meno sviluppati, nei piccoli stati insulari e negli stati africani, per garantire l’accesso all’istruzione superiore  – compresa la formazione professionale, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e i programmi tecnici, ingegneristici e scientifici –  sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo

4.c     Aumentare considerevolmente entro il 2030 la presenza di insegnanti qualificati, anche grazie alla cooperazione internazionale, per la loro attività di formazione negli stati in via di sviluppo, specialmente nei paesi meno sviluppati e i piccoli stati insulari in via di sviluppo

Gli indicatori utilizzati

Per monitorare la situazione del Paese rispetto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, l’ASviS ha introdotto una serie di strumenti statistici e analitici originali e innovativi. Un unicum nel panorama internazionale. Così che si possa considerare una prospettiva temporale. E fornire una misura sintetica e di facile lettura del percorso di avvicinamento – o di allontanamento – agli stessi.

L’indicatore composito relativo al Goal 4 è stato costruito sulla base dei seguenti indicatori:

  • Tasso di partecipazione alle attività educative (scuola dell’infanzia e primo anno della primaria) per i 5 – enni;
  • Persone di 30 – 34 anni che hanno conseguito un titolo universitario;
  • Uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione;
  • Aiuto Pubblico allo Sviluppo per borse di studio concesse a studenti dei PVS (prezzi costanti anno 2015).

L’impatto della pandemia sull’istruzione

Istruzione e cultura sono fondamentali per favorire lo sviluppo sostenibile.

Purtroppo la prolungata chiusura delle scuole dovrebbe avere ricadute negative sulla capacità di insegnamento e, di conseguenza, sulla preparazione degli studenti.

Durante i mesi del lockdown, l’Istat stima che circa tre milioni di studenti di età compresa tra i 6 e i 17 anni abbiano avuto difficoltà a seguire le lezioni nella modalità didattica a distanza. Soprattutto per carenza oppure inadeguatezza dei dispositivi informatici in famiglia.

Tale situazione è particolarmente accentuata nel Sud, dove interessa circa il 20% dei minori. Si tratta di un fenomeno particolarmente grave, dato che la crisi aumenta la probabilità di abbandono scolastico, soprattutto nelle fasce più vulnerabili della popolazione.

Questi fattori, uniti al presumibile calo dei lavoratori che partecipano ad attività di istruzione / formazione, confermano l’impatto negativo della crisi sul Goal 4.

Solo il numero di diplomati e laureati dovrebbe restare invariato.

La situazione attuale nel mondo

Nel mondo sono 750 milioni gli adulti analfabeti.

Nonostante il trend positivo degli ultimi due decenni, nel 2017 nel mondo più di 260 milioni di ragazzi (di età compresa tra i 6 e i 17 anni) non erano mai entrati nel circuito scolastico. E oltre la metà dei bambini e degli adolescenti di tutto il mondo non hanno raggiunto livelli accettabili nelle competenze base di lettura e matematica.

Un’ulteriore problema è poi la disparità tra le nazioni. Vivono una situazione critica gran parte dell’Africa e dell’Asia centrale e meridionale.

Tra le criticità, anche la differenza di genere incide sulla qualità dell’istruzione. Dei succitati 750 milioni di adulti analfabeti, due terzi sono donne.

Donne e ragazze, in diverse aree del mondo, sono ancora sfavorite ed emarginate, senza la possibilità di accedere ai sistemi di scolarizzazione. E anche nei contesti contrassegnati da una condizione socio – economica più stabile e progredita, la condizione femminile nelle istituzioni formative e nel mondo del lavoro patisce ancora di inadeguatezze e penalizzazioni.

La situazione attuale in Europa

Negli ultimi anni, è stato registrato un miglioramento dell’indice composito relativo al Goal 4.

In particolare, è aumenta l’occupazione dei neolaureati e la percentuale di persone con almeno un titolo universitario. Che si attesta al 40,7% della popolazione, in linea con l’obiettivo fissato per il 2020 (40%) dalla Strategia “Europa 2020”.

Anche il tasso di abbandono scolastico – pari al 10,5% nel 2018 – appare sostanzialmente in linea con l’obiettivo posto dalla Strategia.

L’unico indicatore che appare in controtendenza è quello relativo alla quota di studenti che non raggiungono il livello di competenze di base in lettura. Che è peggiorato dal 2015 al 2018, attestandosi nell’ultimo anno disponibile al 21,7%.

La situazione attuale in Italia

L’indicatore composito relativo al Goal 4 è migliorato sensibilmente fino al 2014, grazie all’avanzamento di gran parte degli indicatori analizzati.

Dal 2014, però, la tendenza positiva si è arrestata e poi si è invertita. Il peggioramento è causato dalla diminuzione della partecipazione culturale, delle competenze di base in lettura e di un più basso tasso di partecipazione alle attività educative dei bambini di cinque anni (-4,1 punti percentuali in 8 anni).

Nonostante i miglioramenti registrati, l’Italia si trova ancora in una posizione di grave ritardo rispetto alla media europea per tutti gli indicatori analizzati. Differenza che risulta particolarmente ampia per il tasso di istruzione terziaria, pari a 27,6% nel 2019, rispetto al 41,6% medio europeo.

Nel 2018, in Italia la percentuale di studenti che non raggiungono il livello minimo di competenza (low performer) scientifica ha raggiunto il 25,9%. Dato significativamente peggiore della media Oecd (22%).

Rispetto alle competenze in lettura e matematica le quote dei low performer sono invece vicini alla media Oecd.

La percentuale di giovani tra 18 e 24 anni che non hanno concluso il percorso scolastico e formativo è stata del 13,5% nel 2019. In diminuzione rispetto al biennio 2017 – 2018.

Sempre nel 2019, soltanto il 27,6% dei giovani di 30 – 34 anni possedeva una laurea o titolo terziario (33,8% delle donne e 21,6% degli uomini). Dato stabile rispetto al 2018. Il livello è rimasto, però, significativamente inferiore alla media europea (del 41,3%).

La partecipazione degli adulti italiani alle attività di formazione, formale e non formale, è rimasta costante tra il 2018 e il 2019.

Insomma, relativamente al Goal 4, sia in Italia che nel mondo, ci sono ancora tanti passi avanti da compiere.

Anna Gaia Cavallo

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