lunedì , 29 Novembre 2021
Scartoff

Da uno scarto si può creare un mondo: intervista ai ragazzi di Scartoff

Da qualsiasi tipo di scarto può nascere qualsiasi tipo di prodotto? Sì. E se avete ancora dei dubbi chiedetelo ai ragazzi di Scartoff. Di cosa si tratta? Riassumendo, di un’eco – bottega di artigianato e riuso creativo dei materiali di scarto. Il modello produttivo e di progettazione sostenibile a cui Scartoff si ispira, in sostanza, mira alla riduzione dello scarto prima che venga dismesso, puntando ad un’economia circolare. 

Ma in realtà dietro c’è molto di più. Ci sono anni di studio, di lavoro, di formazione. E non solo. Abbiamo quindi parlato con il presidente, Michela Rociola.

 

Scartoff è un’eco – bottega in cui artigianato e ecodesign si incontrano per dare nuova vita agli scarti. I vostri valori quindi sono Passione per l’artigianato e per i lavori manuali, spiccata etica ambientale e rispetto per la conservazione dell’ambiente?

Sì. In particolare sul riuso creativo. Insieme all’educazione ambientale, che promuoviamo nel nostro territorio.

Quanto sono importanti per l’ambiente il riciclo ed il riuso?

Il riuso è a monte del riciclo, potremmo dire. Se prendiamo qualsiasi materiale a fine vita, lo riusiamo e ricicliamo, aiutiamo l’ambiente in termini di impatto (di CO2 soprattutto). Il riuso è meno impattante del riciclo come pratica ed educa a buttare meno.

Vi occupate anche di formazione. Quanto è importante oggi far comprendere a tutti l’importante del riciclo?

È importantissimo. Oggi non possiamo più far finta di nulla. Il mondo è in uno stato di emergenza (sia sanitaria che ambientale). Sono due strade che si incontrano. La formazione è importante, si parte dai più giovani per le future generazioni. Le risorse stanno finendo ed è giusto educare i nuovi cittadini a prendersi cura del Pianeta.

Facciamo un passo indietro. Come e quando nasce Scartoff?

Tutto è iniziato con la partecipazione, insieme ai miei colleghi, al bando “Principi attivi” della Regione Puglia. Tra le sue caratteristiche c’erano innovazione, rispetto per l’ambiente e imprenditoria giovanile. Abbiamo risposto a pieno a questa call regionale e siamo stati i vincitori nel 2012, ma la sede fisica è nata nel 2013. Siamo in tre ed ognuno di noi si occupa di cose differenti ed ha anche studi diversi alle spalle. Io sono EcoDesigner, dei miei colleghi uno è scenografo e l’altro è laureato in storia dell’arte. Loro si occupano di falegnameria ed allestimenti. Io sono anche modellista e sarta e quindi mi occupo di accessori.

Torniamo ad oggi. Voi vi occupate un po’ di tutto. Di arredamento, di allestimenti, anche di matrimoni. Quindi da uno scarto può nascere qualsiasi cosa?

Sì, nasce come eco – bottega per ripristinare i vecchi mestieri (come quello del falegname). Abbiamo negli anni realizzato allestimenti per eventi ed attività commerciali, ma non solo. Abbiamo una gamma di prodotti che vanno da accessori per la moda, a quelli per la casa. Lo scarto ci invita alla creazione e non il contrario. Vedendo quello che riusciamo a recuperare nasce l’idea di produrre un oggetto. La nostra gamma di prodotti si è ingrandita sempre di più, anche perché siamo riusciti ad “entrare” nelle buone abitudini dei cittadini (che lasciano in bottega quello che sarebbe potuto essere uno scarto). Con le aziende è nato un altro tipo di collaborazione, che ci ha visti vincitori di un progetto europeo, circa un anno fa. Anche con loro siamo riusciti a stipulare degli accordi sul recupero degli scarti aziendali.

Il modello produttivo e di progettazione sostenibile a cui ScartOff si ispira mira alla riduzione dello scarto prima che venga dismesso, puntando a un’economia circolare. Oggi forse stiamo imparando quanto questa sia importante per nostra vita.

L’economia circolare è un modo di vivere dalla parte del Pianeta. È una grandissima macchina che si può e si deve attuare, in tutti gli angoli del Pianeta. Uno dei maggiori motti dell’economia circolare, non a caso, è “pensa locale, agisci globale”. E questo è il motto che deve spingere ogni piccola attività. Non si può fare a meno di pensare secondo i principi dell’economia circolare. Il riuso è un pratica che si sta allargando in questo settore. Si fa prevenzione in questo modo. I tanti centri del riuso nati in Italia dimostrano che questa è una pratica di cui ormai non si può più fare a meno.

Avete creato un contest di riuso creativo. Di cosa si tratta?

Il contest fa parte del progetto Loop, unico vincitore del progetto No Planet Be, della Fondazione Con il Sud emanato nel 2019. Noi abbiamo partecipato al bando e siamo gli unici vincitori della Puglia. Anche per questo la nostra eco – bottega ha avuto dei riconoscimenti a livello regionale. È l’unica, infatti, riconosciuta anche dalla Camera di Commercio come utilizzatrice di sottoprodotti. Questo progetto è stato il motore della collaborazione con le aziende: tutte producono sottoprodotti, prima che vengano chiamati scarti. All’interno di questo progetto abbiamo collaborato con una scuola superiore, che ha messo a disposizione due classi (una di design e l’altra di grafica) con le quali abbiamo sviluppato il progetto. Che consisteva nel realizzare questi ecogadget con scarti aziendali e una guida al riuso e al consumo consapevole. I ragazzi hanno ideato una campagna di comunicazione ambientale, all’interno della quale hanno voluto lanciare un contest per la città e la provincia (a cui però hanno partecipato anche persone fuori regione) sul riuso creativo, così da stimolare le persone ad utilizzare qualsiasi materiale che avessero in casa. È stato lanciato all’inizio della pandemia ed è stato anche un modo per entrare nelle case di tutti. Il progetto è durato quasi un anno e terminerà il 28 febbraio 2021. Ha portato tanti risultati, è stato un anno ricco di lavoro. Ed ha testimoniato che le nuove generazioni non sono affatto demotivate, anzi proprio loro avvertono l’urgenza di parlare di sviluppo sostenibile.

Anna Gaia Cavallo

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