venerdì , 30 Luglio 2021
auto elettriche

Le auto elettriche: tutto ciò che c’è da sapere

Entro il 2040 molto probabilmente le auto “classiche” saranno sempre in numero minore a circolare. Verranno sostituite dalle auto elettriche. Che porteranno indubbiamente numerosi benefici ambientali, dato che ridurranno le emissioni di gas serra, il consumo di petrolio ed i costi ed avranno benefici soprattutto sulla salute.

Nel mondo sono già numerosi i Paesi che hanno annunciato entro il 2030 il divieto di vendita di auto a benzina e diesel. Come ad esempio il Regno Unito, la Danimarca, I Paesi Bassi, la Norvegia. 

Il mercato delle auto elettriche è in forte ascesa. Mese dopo mese conquista importanti fette di acquirenti ed offre ormai un’ampia scelta. Le industrie automobilistiche, infatti, hanno già realizzato e messo in vendita i primi modelli. Quello a cui assistiamo costantemente sono i nuovi lanci da parte delle case riguardanti le vetture elettriche, che ormai raggiungono in media un’autonomia di ricarica che porta ad una percorrenza di circa 300 – 350 km.

Ma quali sono i costi attuali?

Parlando di costi, la maggior parte dei veicoli ha un costo medio che oscilla tra i 26mila e i 38mila euro. Prezzi che certamente scenderanno e che già possono beneficiare di incentivi statali che variano tra i 5000 e i 10.000 euro.

Perché le auto elettriche costano tanto? Tra i fattori che incidono molto sul costo finale va considerato quello delle batterie che arrivano ad incidere tra il 30 e il 50% del prezzo finale. In sostanza, una batteria dura in media circa 8 anni. Poi andrà sostituita e comporterà ulteriori costi.

A proposito di batterie, in Italia si stanno facendo passi da gigante e si potrebbero ottenere grandi benefici.

Infatti, l’ultimo grande investimento – del valore di ben 4 miliardi di euro – riguarda la produzione delle batterie per i veicoli elettrici e la realizzazione di una nuova Gigafactory. Sarà un progetto realizzato da Italvolt. E darà vita – entro il 2024 – ad oltre 4000 nuovi posti di lavoro. Dovrebbe essere realizzato in Piemonte, nella vecchia area della Olivetti ed avrà una dimensione pari a 300mila metri quadrati. Grandezza che la porterà ad essere la prima in Europa nel suo genere.

Nella provincia di Caserta, invece, sorgerà un’altra importante fabbrica, che produrrà sempre batterie elettriche nel vecchio impianto della Whirlpool, questa volta per un progetto di Seri Industrial.

Pro e Contro

Parlando di auto elettriche bisogna considerare le caratteristiche positive e quelle negative.

Per il fattore inquinamento non esiste alcun dubbio. Queste rappresentano decisamente la direzione da prendere. Altro aspetto positivo è relativo alla circolazione: sono ben accolte nei centri urbani. Dobbiamo poi aggiungere che sono silenziose, hanno bassi costi di manutenzione. E chi ne possiede una non paga il bollo per i primi 5 anni.

Di contro ci sono i costi ancora alti delle vetture e delle batterie, di cui abbiamo già parlato in precedenza e, come abbiamo specificato, sono destinati a scendere.

Negli anni a seguire dovrebbero anche abbassarsi i tempi di ricarica, che al momento non sono ottimali. Anche se, grazie ad alcune tecnologie (come ad esempio le batterie al grafene in fase di sviluppo), si potrà effettuare un pieno in pochi minuti.

Altro dato negativo da considerare è che le colonnine di ricarica sono ancora poche (solo 3000 in Italia). E ciò comporta una certa organizzazione, specialmente per i lunghi tragitti.

Resta poi il problema principale di reperire l’energia pulita a zero emissioni. E capire anche come le reti elettriche riusciranno a sostenere il maggior apporto di energia necessaria alle ricariche domestiche.

Rimane infine il dubbio legato all’attuale indotto dell’industria automobilistica, che andrà riconvertito per non disperdere decine di miglia di posti di lavoro.

Bisogna considerare che la lotta ad un futuro più sostenibile non passa solo all’eliminazione degli attuali mezzi. Difatti la riduzione della CO2 in atmosfera non sarà dovuta solo al passaggio totale alle auto elettriche, ma a tutta una serie di numerosi altri fattori, probabilmente ben più importanti.

Andrea La Magna

 

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