martedì , 21 Settembre 2021
carne sintetica

La carne sintetica tra presente e futuro: tutto ciò che c’è da sapere

Negli ultimi mesi sta prendendo piede lo sviluppo in laboratorio di carne sintetica, come valida alternativa alle attuali produzioni di carni di origine animale. Un fenomeno nuovo ed a quanto pare in rapida crescita.

Recentemente anche Bill Gates ha dichiarato che i paesi ricchi ed in via di sviluppo non hanno molte scelte per salvare il Pianeta e dovrebbero introdurre da subito l’utilizzo di carne coltivata. In questo modo si ridurrebbe la deforestazione con tutti i benefici che ovviamente ne conseguono. 

Non è certamente un’affermazione di poco conto ed in effetti va seriamente presa in considerazione. Del resto, come ormai è ben noto, i tanti problemi relativi al cambiamento climatico sono dovuti (anche) al largo utilizzo di pascoli dedicati ai bovini che contribuiscono alla deforestazione.

Ma cosa è esattamente?

La carne realizzata in laboratorio, chiamata anche carne pulita, è un tipo di prodotto non proveniente dalla macellazione di animali.

Si ottiene da una crescita in vitro, partendo dalla cellule staminali degli animali (come ad esempio il siero fetale nel caso dei bovini). Vengono anche ricavate da colture di cellule, che poi vengono fatte crescere insieme a delle proteine di origine vegetale (nel caso della carne di pollo).

Com’è facile quindi intuire, le bistecche coltivate in laboratorio potrebbero abbassare drasticamente lo sfruttamento dei suoli in tutto il globo.

Il vero problema della carne si pone nell’immediato futuro per la Cina ed altri paesi emergenti, dato che il loro consumo cresce a cifre sostenute anno dopo anno.

I primi passi a Singapore 

Intanto nella città stato di Singapore si sono poste alcune basi.

A dicembre 2020 è diventato il primo paese al mondo a dare il via alla vendita di carne pulita.

In fase iniziale viene prodotta e venduta sotto forma di nuggets, probabilmente perché questo alimento gettonatissimo nei fast food offre già un aspetto gradevole ed invitante.

Chi realizza questo processo produttivo?

Per Singapore se ne occuperà la start up americana Eat Just, una società che già produce alimenti a base vegetale come la maionese o le uova strapazzate.

Nel mondo invece sono già parecchie le realtà che si stanno impegnando a realizzare prodotti sicuri e gustosi (come ad esempio l’Israele).

Alcuni dubbi sulla sostenibilità della carne sintetica

I dubbi se questo tipo di processo nel lungo periodo porterà realmente benefici nella lotta al cambiamento climatico rimangono. Dubbi che nascono soprattutto quando si parla sul tipo di energia che verrà impiegata durante le produzioni in larga scala di questo alimento.

Siamo sicuri che questa energia sarà realmente a basso impatto ambientale? Bisognerà studiare il fenomeno attentamente ed i governi dovrebbero seriamente pensare alla questione.

E non solo. Come ha affermato una ricerca dell’università di Oxford, il suo impatto sull’ambiente potrebbe avere conseguenze peggiori di quelle degli allevamenti che andrebbe a sostituire. Soprattutto in termini di emissioni di CO2, dal momento che il suo effetto è “meno potente” ma molto più duraturo rispetto a quello del metano.

Un’altra perplessità è legata ai costi.

Quale sarà il costo della carne coltivata in laboratorio?

I costi sono abbastanza alti. Possono variare tra i 50 euro fino ai 20 euro (per una fetta di circa 200 grammi). Ma in pochi anni con le grandi economie di scala arriveremo presto attorno ai 3 euro per kg.

Si parla già del futuro in vari rapporti e previsioni. Pare che il mercato mondiale della carne sintetica potrebbe arrivare a circa 20 milioni di dollari annui entro il 2027.

Sarà realmente necessario produrre la carne sintetica?

Attualmente sono molti i prodotti a base vegetale venduti ogni giorno – nei supermercati e nei ristoranti – che sostituiscono i derivati della carne.

Come però si può ben capire, gli hamburger vegani (e similari) non accontentano del tutto una fascia di popolazione, abituata da millenni ai prodotti di origine animali.

Difficilmente nel breve e medio periodo i consumi mondiali di carne diminuiranno drasticamente. Servirebbero infatti diverse generazioni per cambiare totalmente le abitudini alimentari.

La carne sintetica potrebbe tamponare almeno temporaneamente molti problemi di sostenibilità ambientale ed emissione di metano in atmosfera. Ciò che va modificato, però, non è tanto la produzione industriale, ma la mentalità e l’educazione dell’uomo nei confronti dei derivati animali.

Ogni persona deve ridurre consapevolmente il proprio consumo a prescindere se in futuro ci sarà una quasi totale passaggio dalla carne macellata a quella coltivata.

A tal proposito anche le associazioni animaliste vedono sicuramente interessante questa alternativa di produzione.

Sarà questa la svolta per l’industria alimentare? Ancora non lo sappiamo, ma è facile prevedere che si punterà molto anche su questa direzione e già qualcosa si smuove. Staremo quindi a vedere come evolverà la situazione.

Andrea La Magna

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