lunedì , 18 Ottobre 2021
biologico transazione ecologica
Foto di TF3000 da Pixabay

Il biologico è il punto di forza della transizione ecologica

Il biologico è il punto di forza della transizione ecologica. Del resto, gli obiettivi del Green Deal europeo e delle strategie Farm to Fork e Biodiversità puntano a triplicare le superfici agricole coltivate a biologico e a ridurre l’uso dei pesticidi e degli antibiotici del 50% entro il 2030.

Con più di 80.000 imprese certificate e quasi 2 milioni di ettari di superficie agricola bio – che corrisponde a oltre il 15,8% della SAU totale – l’Italia è tra i Paesi di riferimento in Europa per la produzione, la trasformazione e l’esportazione di prodotti biologici.

FederBio ha scritto al Ministro Cingolani per comunicargli la massima disponibilità a collaborare in un’ottica di sviluppo dell’agroecologia e di sistemi alimentari più equi e sostenibili.

La posizione del Ministro Cingolani

Il Ministro Cingolani, presentando i capisaldi del suo mandato, ha sottolineato l’importanza di ridurre il consumo di carne da allevamenti intensivi.

Ed è qui che subentra l’importanza del biologico. Il metodo biologico prevede, infatti, che gli animali siano allevati con tecniche che rispettano il loro benessere. E che siano nutriti con alimenti 100% biologici e totalmente privi di OGM, in grado di soddisfare il loro fabbisogno nutrizionale nelle varie fasi di sviluppo.

Il rapporto indissolubile tra ambiente e salute

Lo studio “Global diets link environmental sustainability and human health” di Tilman e Clark, ha analizzato il rapporto tra alimentazione, ambiente e salute.

Ciò che è emerso non è poi così sorprendente. L’urbanizzazione sta guidando una transizione alimentare globale in cui le diete tradizionali sono state sostituite da altre più ricche di zuccheri raffinati, grassi raffinati, oli e carni. Entro il 2050 queste tendenze dietetiche, se non controllate, contribuiranno in modo determinante all’aumento dell’80% delle emissioni globali di gas serra nell’agricoltura.

Inoltre, questi cambiamenti nella dieta stanno aumentando notevolmente l’incidenza del diabete di tipo II, della malattia coronarica e di altre malattie croniche non trasmissibili che abbassano le aspettative di vita globali.

Diete alternative che offrono sostanziali benefici per la salute potrebbero ridurre le emissioni globali di gas serra nell’agricoltura, il disboscamento e le conseguenti estinzioni delle specie. E, allo stesso tempo, aiuterebbero a prevenire malattie legate all’alimentazione.

Di quali diete parliamo? Soprattutto di quella mediterranea, basata proprio su produzioni biologiche.

La richiesta di FederBio

La pandemia ha evidenziato il rapporto tra ambiente e salute. Proprio l’emergenza sanitaria ha fatto luce su quella ambientale, che stavamo già vivendo, ma di cui ci stavamo curando troppo poco.

Come ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio:

“Se supportato adeguatamente dalle risorse previste dal Recovery Plan, dal Piano strategico nazionale (Psn) a seguito della riforma della Politica Agricola Comune, il biologico può diventare davvero la punta più avanzata della transizione ecologica italiana, incentivando il rafforzamento del sistema agroalimentare e la ripresa economica del Paese. In quest’ottica sarebbe, inoltre, urgente l’approvazione definitiva della legge sull’agricoltura biologica. L’emergenza sanitaria ha evidenziato lo stretto legame tra la salute dell’uomo e quella dell’ambiente, quindi la necessità dell’adozione di paradigmi più sostenibili nelle filiere produttive”.

Sembra chiaro quindi il motivo per cui il biologico può essere il punto di forza della transizione ecologica.

 

Fonte: comunicato stampa FederBio

Anna Gaia Cavallo

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