sabato , 19 Giugno 2021
300alberi in Toscana CO2
Foto di Henning Sørby da Pixabay

300mila alberi in Toscana per compensare la CO2

300mila alberi in Toscana compenseranno la CO2. Precisamente in Val di Cecina, si tratterà soprattutto di olivi.

È la più grande opera contemporanea di rinverdimento condotta in Toscana, una delle più rilevanti a livello nazionale. Un progetto che mira a compensare 1.195.000 tonnellate di CO2 e che può diventare un modello in Italia. Ideato da Scapigliato Srl – la società che gestisce l’omonimo polo impiantistico di smaltimento dei rifiuti insieme al Comune di Rosignano Marittimo (Livorno) – con il supporto tecnico della cooperativa agricola Terre dell’Etruria, si chiama “Scapigliato Alberi”.

Con questo progetto l’azienda contribuirà così al Green Deal, il piano d’azione da 1.000 miliardi di euro promosso dalla Commissione Ue da realizzare entro il 2050 che punta ad un’Europa ad emissioni nette zero. In cui appunto le emissioni di gas serra antropiche vengano completamente compensate dalla capacità degli ecosistemi locali di assorbire CO2.

Le aree interessate

I comuni interessati saranno 13, nelle province di Pisa e Livorno. Si tratta di Rosignano Marittimo, Orciano Pisano, Santa Luce, Castellina Marittima, Bibbona, Casale Marittimo, Cecina, Collesalvetti, Crespina Lorenzana, Guardistallo, Montescudaio, Riparbella e Castagneto Carducci.
Il periodo temporale di realizzazione di queste opere è di dieci anni. Nelle aree agricole dei Comuni coinvolti nell’intesa saranno piantate 245mila piante produttive attraverso bandi aperti a tutti, da singoli cittadini a imprese. Nelle aree urbane, invece, troveranno spazio circa 3.000 alberi e 36.000 arbusti.
Inoltre, all’interno del Polo di Scapigliato saranno inseriti circa 12.000 alberi e 23.000 arbusti con lo scopo di creare un sistema di boschi che assumano la forma di una “cintura verde”.

Quanto tempo ci vorrà per compensare la CO2?

Per quanto riguarda le aree interessate dalle colture produttive agrarie e dei Comuni ci vorranno 50 anni. Per il Polo di Scapigliato il periodo sale a 80 anni. In totale si tratta di un progetto da 3 milioni di euro.

Il bando aprirà a fine mese. Coltivatori diretti e imprenditori agricoli potranno farne richiesta, con un vincolo di 50 anni per la loro permanenza.

Dalla Toscana a tutta l’Italia

Come ha dichiarato Alessandro Giari, presidente e amministrazione delegato di Scapigliato srl:

“Se riusciamo a far passare il messaggio per cui si può espandere una attività ma in cambio dobbiamo “restituire” qualcosa all’ambiente, facciamo un grande passo in avanti”.

L’operazione fa parte del programma di conversione del polo impiantistico denominato “Fabbrica del Futuro”, finanziato con investimenti per oltre 70 milioni in dieci anni.

A Scapigliato sarà realizzato un biodigestore anaerobico per trasformare i rifiuti organici in compost e biometano. E non solo. Anche una “Fabbrica dei materiali” per valorizzare i rifiuti oggi non recuperabili. Ed un incubatore green dedicato alla creazione di nuove start – up a vocazione agricola e tecnologica, con l’idea di serre idroponiche per la produzione di ortaggi.

Insomma, questi 300mila alberi potrebbero diventare molti di più e compensare la CO2 in tutta Italia.

Anna Gaia Cavallo

Controlla anche

Eco - mappa per riscoprire le nostre città

L’eco – mappa per riscoprire le nostre città: l’idea di Greenpeace

Il 5 giugno si è celebrata la giornata mondiale dell’ambiente e per quest’occasione l’ONG Greenpeace …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

venti − 6 =