martedì , 18 Gennaio 2022
Foto di Pezibear da Pixabay

“A Thousand Trees Project”: alberi autoctoni da piantare dopo le feste per un Natale sostenibile

Per un Natale sostenibile, in Liguria, precisamente nella provincia di Genova, verranno piantate, dopo le feste, piante autoctone, particolarmente efficienti in caso di incendio.

Grazie a un’idea di Matteo Ciapina e e Jacopo Gibelli di “A Thousand Trees Project“, si cercherà di addobbare le case dei genovesi con ginepro, corbezzolo e alloro, che, poi, ritorneranno in natura sul Monte Moro, devastato dai terribili incendi tra il 2016 e il 2018.

“A Thousand Trees Project”

Frutto di un’attivo scambio sinergico tra le svariate realtà associative genovesi, “A Thousand Trees Project”, dal suo inizio, ha sempre cercato di sensibilizzare la collettività locale – e non solo – sul valore di promozione delle aree verdi sul territorio urbano.

L’idea è nata via social dopo gli innumerevoli incendi, che hanno coinvolto la zona ligure, a partire dal 2016. Successivamente le varie forze coinvolte e i tanti cittadini aderenti all’iniziativa, hanno siglato un patto di collaborazione anche con il Municipio di Sestri Levante.

L’attività di riforestazione si è interrotta durante il lockdown, per poi essere ripresa in maniera diversa, in vista delle feste natalizie.

Gli abeti natalizi

Attualmente in Europa, verrebbero prodotti e tagliati circa 50/60 milioni di alberi di Natale all’anno; 33/36 milioni, invece, negli Stati Uniti. Anche se si tratta di abeti coltivati solo per l’occasione, l’impatto ambientale, comunque, è notevole.

In Italia, stando a quanto stabilito dai rappresentanti di “Coldiretti“, gli abeti utilizzati come decori di Natale, derivano al 90% da coltivazioni vivaistiche mentre il restante 10% (cimali o punte di abete) dalla normale pratica forestale che prevede interventi colturali di ‘sfolli’, diradamenti o potature.

La tradizione ligure per un Natale sostenibile

Prima che l’abete diventasse simbolo anche della tradizione ligure natalizia, in passato, a Natale era in uso addobbare i rami di alloro, corbezzolo e ginepro.

Si addobbava la casa con bacche di ginepro, rametti di ulivo e nocciole. E nel caminetto si faceva bruciare un ceppo di alloro fino all’imminente Capodanno; un modo per salutare il vecchio anno che stava per concludersi. A fine pranzo di Natale, poi, anche, il pandolce – prodotto tipico soprattutto del Genovesato –  veniva decorato con un ramoscello d’alloro. Il tutto in segno di buon auspicio.

Oggi come oggi, molte tradizioni sono ormai svanite e sempre di più, una certa “fast culture” è entrata a gamba tesa nella nostra quotidianità.

Un gruppo di volontari sensibili al tema per il verde sul territorio genovese, ha deciso, quindi,  quest’anno, di mobilitarsi per portare alla luce un’alternativa sostenibile all’abete di Natale. In che modo? Scegliendo al posto del classico abete natalizio, uno di alloro o corbezzolo. Che a fine feste tornerebbe in natura attraverso la piantumazione. 

Alloro e corbezzolo, oltre a essere delle favolose essenze mediterranee sempreverdi, sono tra le piante con maggiore capacità di assorbire lo smog.

Sul Monte Moro sono già stati piantati mille alberi per altri progetti di “A Thousand Trees Project”. Che ha attualmente un obiettivo natalizio: riempire una parte di terreno ottenuto in concessione,  che è ancora libero e recuperare le tradizioni locali in disuso.

 

 

Margherita Parascandalo

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