domenica , 2 Ottobre 2022
Foto di Ulrike Leone da Pixabay

“Olio Campania”: si discute per il riconoscimento IGP

È in corso il confronto per la proposta di riconoscimento dell’IPG “Olio Campania” tra il Comitato Promotore e la Commissione europea, attraverso il Ministero delle Politiche Agricole.

Anche Confagricoltura sostiene, senza riserve, da tempo il progetto. Non a caso Fabrizio Marzano – Presidente di Confagricoltura Campania – crede fortemente nella vocazione della nostra regione per quanto riguarda la coltivazione dell’olivo, che ha radici storiche molto antiche.

Ad oggi, infatti, la Campania si colloca al quarto posto nella graduatoria delle regioni italiane come produttrice di olio d’oliva.

Scopriamo ulteriori dettagli sui dati regionali dell’ IGP Olio Campania, sulle sue caratteristiche principali e sulla richiesta di riconoscimento del marchio IGP.

I dati regionali sull’Olio d’oliva in Campania

La Campania occupa stabilmente il quarto posto nella produzione di olio d’oliva nazionale, dopo le regioni Puglia, Calabria e Sicilia. Nello specifico, è la sesta per superficie olivetata con ben 72.230 ettari.

Con oltre 8,5 milioni di piante, la produzione media rappresenta l’8% di tutta quella italiana; una risorsa preziosa che domina il paesaggio nel Cilento, nel Sannio, in Penisola sorrentina, e in gran parte delle province di Salerno, Avellino e Caserta.

Stando ai dati della Coldiretti Campania, l’olivo occupa il 12% della superficie agricola; su  3.000 ettari ben 700 sono gli operatori coinvolti nel biologico.

Il vasto territorio salernitano, azionista di maggioranza con il 54% del totale della produzione campana, è quasi totalmente coperta dalle due Dop, Cilento e Colline Salernitane.

A seguire: Benevento con il 18% della produzione regionale, pur non possedendo nessuna copertura Dop; Caserta con il 12% con la denominazione Terre Aurunche; Avellino con l’11% quella di Colline dell’Ufita; infine, Napoli, con il suo esiguo 3% ha la Dop Penisola Sorrentina.

Nonostante ciò, il comparto, è fortemente spaccato: infatti, le 5 Dop esistenti prese singolarmente non riescono a coprire i quantitativi richiesti dal mercato internazionale.

In generale, però, la Campania è tra i primi produttori di olio d’oliva grazie anche alle favorevoli condizioni climatiche.

Legame con il clima

Le caratteristiche climatiche territoriali sono fondamentali per la specificità dell’IGP Olio Campania.

Ad esempio, infatti, le alte temperature e l’annessa siccità in estate inducono l’accumulo nelle olive di polifenoli; sostanze che hanno un valore nutrizionale davvero elevato e che forniscono all’IGP Olio Campania un sapore amaro e piccante. Anche la composizione in acidi grassi è influenzata da fattori ambientali.

A prescindere dalla fattispecie climatica, sorge spontanea una domanda: quali sono le caratteristiche principali  dell’Olio Campania IGP?

Le caratteristiche dell’IGP Olio Campania

L’IGP Olio Campania ha delle caratteristiche ben precise. Infatti, ed è composto da: Asprinia, Caiazzana, Carpellese, Frantoio, Leccino, Leccio del Corno, Marinese, Minucciola, Nostrale, Ogliarola campana, Ortice, Ortolana, Pisciottana, Racioppella, Ravece, Rotondella, Salella, Sessana, Tonda.

L’interazione tra i genotipi varietali storicamente acclimatati, le caratteristiche pedoclimatiche e le tecniche di produzione adottate in tale zona fanno sì che l’IGP Olio Campania si caratterizzi per parametri chimico-fisici ed organolettici specifici.

Per quanto riguarda il profilo organolettico, l’olio campano presenta un fruttato di oliva di intensità medio-alta. Tale fruttato ha sentori aromatici riconducibili alla mandorla, al pomodoro e al carciofo, con intensità variabile in base alla composizione varietale; nonché delle variabili agronomiche e tecnologiche adottate.

Infine, la componente aromatica è accompagnata da una percezione amara e piccante, in linea con la concentrazione di polifenoli totali.

Vista le caratteristiche generali dell’olio, così come abbiamo già sottolineato inizialmente, sarebbe il caso che il prodotto finale venisse riconosciuto a marchio IGP. L’ok da parte di Bruxelles,  permetterebbe di implementare una crescita senza precedenti all’intero del tessuto produttivo legato all’olio campano.

Il commento di Alessandro Mastrocinque

Sul pronunciamento da parte di Bruxelles, il Presidente regionale della  CIA Campania – Confederazione italiana agricoltori – Alessandro Mastrocinque, ha dichiarato:

Con il riconoscimento ufficiale del marchio IGP possiamo immaginare di offrire uno sbocco straordinario alle imprese. E a tutto il settore olivicolo campano, che si presenterà compatto e unito sotto un unico marchio identificativo. La strategia messa in campo da Cia Campania di lavorare per superare la frammentazione si è rivelata vincente. Infatti ha confermato che con il gioco di squadra e l’unione di tutte le varietà sotto un unico marchio si crea valore aggiunto per le imprese agricole. Una condizione questa che rafforza la nostra visione sull’alto potenziale di questo settore. E che apre una nuova rotta di investimenti e attenzioni finora traguarda solo per il comparto vitivinicolo.

Sarà sicuramente un grande passo in avanti, così come ha già dimostrato l’analoga IGP del vino. Attendiamo una risposta.

 

Margherita Parascandalo

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