mercoledì , 14 Ottobre 2026
Fonte: web

Guerra nucleare e conseguenze per l’ambiente

Con l’intensificarsi del conflitto in Ucraina e l’inasprimento delle sanzioni inflitte alla Russia, non sono tardate da parte di Vladimir Putin minacce di un possibile impiego di armi per una guerra nucleare. 

 

Che il mondo si stia avviando verso un possibile olocausto nucleare è ancora una grande, e forse improbabile, incognita, ma qualcuno pare stia già correndo ai ripari.

 

Vanity Fair, ad esempio, riporta la notizia che in Belgio c’è stato un boom di vendite di compresse a base di ioduro di potassio. In caso di attacco nucleare o di fuoriuscita di materiale radioattivo da una centrale, si assisterebbe, infatti, a un rilascio massivo nell’atmosfera di iodio radioattivo. L’assunzione preventiva di compresse di ioduro di potassio porta alla saturazione della ghiandola tiroidea, prevenendo così l’assorbimento di iodio radioattivo e dunque il rischio di sviluppo di cancro alla tiroide. In Italia, invece, c’è stata una richiesta massiccia di bunker anti-bombe, per i quali gli acquirenti sono stati addirittura disposti a spendere tra i 2000 e i 3000 Euro a metro quadro.

 

Insomma, l’isteria per la guerra atomica inizia, seppur lentamente, a proliferare, ma quali sarebbero le effettive conseguenze di un attacco nucleare?

 

Le bombe moderne e le loro conseguenze

 

Sono diversi i Paesi del mondo che dispongono di arsenali nucleari. USA, Francia, Gran Bretagna, Russia, Cina, ma anche Corea del Nord, India, Pakistan, sono le nazioni che attualmente possono vantare di possedere ordigni nucleari.

 

Ad oggi, l’ordigno più potente mai costruito dall’uomo è la “Bomba Zar” o RDS 220, una bomba all’idrogeno sviluppata dall’Unione Sovietica e testata per la prima volta nel 1961. La RDS 220 ha una potenza di 50 megatoni, vale a dire 3125 volte superiore a quella di Little Boy; la bomba atomica lanciata dagli USA su Hiroshima nell’agosto del 1945. Se, mettiamo il caso, un ordigno del genere dovesse essere sganciato su Roma, la distruzione totale arriverebbe a toccare sia Fiumicino che Tivoli.

 

Gli effetti di una guerra nucleare sull’ambiente

 

In caso di guerra nucleare, gli effetti sull’ambiente e sull’uomo sarebbero devastanti, paventando addirittura una possibile estinzione. Basti pensare che durante il bombardamento di Hiroshima, per effetto di un unico ordigno e in un solo giorno, persero la vita circa 166.000 persone. Senza contare gli effetti a lungo termine dovuti alle radiazioni, come cancro e malformazioni dei nascituri.

 

L’impatto ambientale di un bombardamento nucleare sarebbe, dunque, apocalittico. Se, ad esempio, solo 300 delle migliaia di testate in possesso attualmente della Russia fossero lanciate sulle città americane e ci fosse un contrattacco, si calcola che 100 milioni di persone perderebbero la vita all’istante. Mentre il resto della popolazione mondiale, a causa del cosiddetto “inverno nucleare”, sarebbe condannato a una lenta e inesorabile estinzione. “L’inverno nucleare” è un effetto collaterale della detonazione di ordigni atomici: le temperature della Terra cadrebbero dagli 8 ai -30°, causando di conseguenza la morte degli organismi vegetali. Dunque sarebbe possibile un’immane carestia, senza contare l’aumento esponenziale delle radiazioni e la scomparsa di molte specie di piante e animali.

 

Insomma, un uso degli ordigni nucleari vorrebbe dire la fine della vita sulla Terra. Sta adesso al buon senso degli attori coinvolti in questo conflitto scegliere il futuro del Pianeta.

Stefano Cortese

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